Terremoto Amatrice, appello FMI: aiuti enduristi solo via canali ufficiali

Nel pieno delle operazioni di soccorso successive al terremoto che ha colpito Amatrice e i comuni limitrofi, la Federazione Motociclistica Italiana richiama il mondo delle due ruote a un supporto organizzato e coordinato. L’obiettivo è evitare iniziative spontanee che possano creare disordine nei soccorsi e garantire che ogni intervento su moto o fuoristrada avvenga sotto una regia unica e riconosciuta.
Il ruolo degli enduristi nella Protezione Civile
In situazioni di emergenza come quella di Amatrice, i mezzi a due ruote e gli enduro in particolare possono rivelarsi strumenti preziosi per raggiungere rapidamente aree isolate, trasportare piccoli carichi e fornire supporto logistico dove i veicoli tradizionali faticano ad arrivare. La Federazione Motociclistica Italiana opera da tempo, attraverso nuclei specializzati, a fianco della Protezione Civile proprio per questo tipo di scenario.
Tra questi nuclei spicca quello degli Enduristi di Protezione Civile del Gruppo Comunale di Cerveteri, chiamato a intervenire nell’area del sisma per fornire assistenza alla popolazione. Si tratta di volontari formati, inseriti nelle strutture ufficiali di protezione e abituati a muoversi in contesti di emergenza con procedure chiare e ruoli definiti.
La richiesta che arriva al mondo dei motociclisti non è quindi di restare alla finestra, ma di incanalare la propria disponibilità all’interno di un coordinamento preciso, capace di gestire mezzi, persone e materiali secondo le esigenze reali del campo.
Perché evitare iniziative autonome
La Federazione sottolinea che qualsiasi offerta di aiuto da parte di motociclisti ed enduristi, così come le donazioni di materiali e attrezzature destinati alle attività su due ruote nelle aree colpite, devono passare solo attraverso il Nucleo Enduristi di Protezione Civile del Gruppo Comunale di Cerveteri. Ogni altra richiesta o iniziativa avanzata al di fuori di questi canali viene definita abusiva.
Dietro questa presa di posizione non c’è una logica burocratica, ma la necessità di non appesantire ulteriormente la macchina dei soccorsi. Interventi non coordinati possono intralciare i movimenti dei mezzi di emergenza, creare sovrapposizioni di ruoli, generare aspettative irrealistiche nelle popolazioni colpite e disperdere risorse preziose.
Il coordinamento centralizzato consente invece di:
- valutare competenze e preparazione dei volontari motociclisti
- assegnare compiti in base alle reali necessità del territorio
- gestire in modo ordinato materiali di consumo e attrezzature
- garantire il rispetto delle procedure di sicurezza e delle direttive della Protezione Civile
- evitare sovraffollamento di mezzi e persone nelle zone sensibili
Per chi vuole dare un contributo concreto con la propria moto o mettendo a disposizione attrezzature e beni di consumo, il passaggio obbligato è quindi il contatto con il coordinamento del Nucleo Enduristi. Solo da lì arriveranno indicazioni chiare su cosa serve, quando serve e in che forma.
Un appello alla responsabilità della community
Il messaggio della Federazione Motociclistica Italiana è anche un riconoscimento alla grande solidarietà dimostrata dalla comunità dei motociclisti, spesso tra le prime a mobilitarsi in caso di emergenza. La richiesta è di trasformare questa generosità in un aiuto efficace, disciplinato e realmente utile alle popolazioni colpite.
La tragedia di Amatrice ha messo in evidenza, ancora una volta, quanto il contributo dei volontari possa fare la differenza nelle prime fasi di gestione di un disastro naturale. Allo stesso tempo ha confermato che, senza una regia unica, anche le migliori intenzioni rischiano di trasformarsi in un problema aggiuntivo per chi coordina i soccorsi.
Il mondo dell’enduro e del fuoristrada viene quindi chiamato a una prova di maturità: mettere a disposizione esperienza, mezzi e passione all’interno di un quadro organizzato, rispettando i canali ufficiali e affidandosi a chi, in queste ore, sta gestendo sul campo le operazioni.
Solo così il rombo dei motori potrà tradursi in un supporto concreto alle comunità ferite dal sisma, integrandosi in modo armonico con il lavoro di Protezione Civile, vigili del fuoco, forze dell’ordine e strutture sanitarie impegnate nell’emergenza.