FMI, ANCMA e Motociclismo: parte la protesta contro i pedaggi moto

Federazione Motociclistica Italiana, ANCMA e la rivista Motociclismo uniscono le forze per chiedere pedaggi autostradali differenziati per le moto. Una campagna nazionale punta a colmare il divario con il resto d’Europa, dove le due ruote pagano meno delle auto o, in alcuni casi, viaggiano gratis.
Perché i motociclisti pagano come le auto
In quasi tutti i Paesi europei le moto beneficiano di tariffe agevolate rispetto alle automobili, in coerenza con il loro minore impatto su infrastrutture e traffico. L’Italia fa eccezione: sulle autostrade le moto pagano sostanzialmente quanto le vetture, senza distinzione di peso o ingombro.
Il confronto con la Francia è emblematico. La tratta Parigi–Lione, 453 km, costa 33 euro per un’auto e 20 euro per una moto. In Italia, su un percorso analogo come Firenze–Napoli (468 km), una moto di piccola cilindrata paga 33 euro, la stessa cifra dovuta da un’auto di grossa cilindrata.
Le due ruote però pesano mediamente un sesto rispetto a un’auto e occupano un quarto dello spazio, contribuendo a fluidificare il traffico e riducendo l’impatto sulla rete. Inoltre, negli ultimi anni la sicurezza in autostrada per i motociclisti è migliorata sensibilmente: dal 2008 al 2015 l’incidentalità è quasi dimezzata.
Un altro dato chiave riguarda il peso economico del traffico motociclistico per le concessionarie: i passaggi su due ruote rappresentano solo lo 0,5 per cento del loro fatturato. Numeri che, secondo FMI, ANCMA e Motociclismo, rendono sostenibile fin da subito un sistema di tariffazione dedicato alle moto.
La campagna: adesivi e hashtag per una tariffa “su misura”
A partire dall’uscita di giugno, in edicola dal 31 maggio con un’inchiesta sul tema, la rivista Motociclismo distribuisce milioni di adesivi per alimentare una vera e propria azione di guerrilla marketing contro quella che viene definita una sperequazione tutta italiana.
Il cuore della mobilitazione è l’hashtag #metapedaggio, pensato per rendere visibile sui social e nello spazio pubblico la richiesta di tariffe più eque per chi viaggia su due ruote. La campagna di sensibilizzazione non si limita alla carta stampata: FMI e ANCMA mettono in campo tutti i propri canali informativi e digitali per amplificare il messaggio e coinvolgere il maggior numero possibile di utenti.
L’obiettivo è duplice: da un lato sensibilizzare le concessionarie autostradali sulla necessità di una revisione delle classi di pedaggio, dall’altro spingere le istituzioni a riconoscere il ruolo delle moto come alleate della mobilità, analogamente a quanto già avviene per il car pooling, premiato in alcuni tratti autostradali con sconti dedicati.
- Tariffe agevolate per le moto in gran parte d’Europa
- In Italia pedaggi equiparati alle auto anche per piccole cilindrate
- Incidenti motociclistici in autostrada quasi dimezzati dal 2008 al 2015
- Traffico moto pari allo 0,5% del fatturato delle concessionarie
- Campagna nazionale con adesivi e hashtag #metapedaggio
Autostrada più sicura, ma poco accessibile per chi va in moto
Secondo un sondaggio realizzato da Motociclismo.it il 16 maggio 2016 su un campione di 2.072 persone, il 64 per cento dei motociclisti italiani considera l’autostrada la via più sicura per spostarsi. Nonostante questo, molti scelgono percorsi alternativi proprio a causa dei costi di pedaggio, ritenuti eccessivi in rapporto al mezzo utilizzato.
Gli organizzatori della campagna sostengono che un pedaggio “su misura” per le moto incoraggerebbe l’utilizzo dell’autostrada, con benefici diretti sulla sicurezza e sulla fluidità complessiva della circolazione. Una maggiore presenza di due ruote sulla rete autostradale contribuirebbe infatti ad alleggerire il traffico sulle strade ordinarie, spesso più congestionate e con livelli di rischio superiori.
In Italia i motociclisti sono circa 7 milioni: una platea ampia che, se sostenuta da politiche tariffarie mirate, potrebbe rappresentare un alleato strategico nella gestione della viabilità nazionale. L’auspicio di FMI, ANCMA e Motociclismo è che la richiesta di una diversa tariffazione venga raccolta dalle istituzioni, aprendo un confronto con le concessionarie per allineare il sistema italiano alle migliori pratiche europee.