Africa Eco Race 2022, un’edizione da archiviare tra le più dure

Africa Eco Race 2022, un’edizione da archiviare tra le più dure

L’ numero 14 va in archivio con un’etichetta chiara: una delle edizioni più dure e impegnative di sempre. Lo hanno riconosciuto quasi tutti i partecipanti, colpiti da una gara che, per difficoltà fisica e tecnica, ha segnato un riferimento per i africani.

Una 14ª edizione estrema

La prova , disputata per la prima e probabilmente ultima volta a ottobre, è stata caratterizzata da un caldo senza precedenti. Le alte temperature non hanno dato tregua per tutta la durata dell’evento e hanno reso ancora più estenuante ogni tappa, fino all’arrivo sul celebre Lago Rosa, dove oltre ai più di 40 gradi si è aggiunta un’umidità definita insopportabile da molti concorrenti.

Proprio in virtù di queste condizioni eccezionalmente dure, all’ultimo briefing Jean Louis Schlesser ha annunciato a sorpresa un riconoscimento speciale per tutti i partecipanti: un buono da 1500 euro da utilizzare per l’iscrizione alla prossima edizione, in programma a marzo 2023.

Schlesser ha sottolineato come questo gesto sia un regalo più che meritato: i piloti hanno sofferto moltissimo lungo tutto il percorso, dimostrandosi però all’altezza del sacrificio e dello sforzo richiesti. Una ricompensa simbolica per chi ha saputo affrontare e superare una competizione tra le più impegnative nella storia dell’Africa Eco Race.

Il finale sul Lago Rosa e i sogni realizzati

L’epilogo sulle rive del Lago Rosa, luogo iconico dei rally raid, è stato carico di gioia, emozione e commozione. Molti piloti sul podio hanno raccontato di aver realizzato un sogno inseguìto da anni, spesso legato a motivazioni personali profonde.

C’è chi è arrivato al traguardo correndo al fianco del padre, chi ha affrontato la gara in sella alla moto appartenuta al proprio papà, scomparso da poco, e chi ha dedicato l’impresa a un amico che non c’è più. Per tutti, la parola chiave è stata sogno.

Tra le storie più significative spicca quella di Pol Tarres: al solo secondo rally raid della sua carriera, lo spagnolo ha centrato un prestigioso quinto posto assoluto in una gara durissima, vincendo al tempo stesso la categoria riservata alle 700 bicilindriche. Un risultato che ha regalato grande soddisfazione allo Ténéré World Raid Team. Al traguardo Tarres ripeteva di non voler essere svegliato, come se vivesse ancora dentro un sogno a occhi aperti.

Un’avventura di 17 giorni attraverso l’Africa

L’edizione 2022 dell’Africa Eco Race ha rappresentato una vera avventura di 17 giorni, con 5951 chilometri complessivi. La carovana è partita da Montecarlo per poi sbarcare in Marocco, attraversare la Mauritania e raggiungere infine il Senegal, con l’arrivo su e l’ultimo atto sulle sponde del Lago Rosa.

Mentre il sipario si chiude sulla 14ª edizione, l’organizzazione guarda già alla prossima: la 15ª Africa Eco Race è infatti dietro l’angolo, in programma dall’11 al 25 marzo 2023. Una nuova occasione per proporre quella formula di rally raid autentico che richiama direttamente lo spirito delle origini.

La competizione ha dimostrato ancora una volta il coraggio di mettere i piloti di fronte a speciali magnifiche ma impegnative, lunghe ed estenuanti, nel solco tracciato da Thierry Sabine con la sua Dakar. È tornata alla memoria la sua frase più celebre, quella in cui prometteva di portare i concorrenti alle porte dell’avventura, lasciando poi a loro il compito di sfidare il deserto o il destino.

L’essenza dei veri rally raid

Africa Eco Race continua a incarnare il significato della vera Africa e dei veri rally raid: fatica estrema, resistenza mentale e fisica, ma anche emozioni forti come lo svenimento al traguardo per la stanchezza o il pianto liberatorio dopo una tappa impossibile.

Fondamentale, lungo tutto il percorso, è stata anche la solidarietà tra i partecipanti: ci si aspetta in mezzo alle dune, ci si aiuta a uscire dai tratti più difficili, si cerca di arrivare insieme alla fine delle speciali. Un codice non scritto che resta uno dei tratti distintivi della corsa.

Questa edizione, vissuta intensamente da tutti, lascerà il segno. I vincitori hanno già promesso di tornare per difendere i propri risultati, mentre chi ha dovuto abbandonare o non ha centrato l’obiettivo desiderato guarda alla prossima Africa Eco Race come a un’occasione di riscatto.

La sfida con se stessi e con un terreno tanto esigente continua a rappresentare un richiamo irresistibile per chi ama i rally raid e quel modo di vivere il motorsport che passa attraverso il deserto, la fatica e l’avventura più genuina.