27 Febbraio 2026

#FORUMAutoMotive, l’appello: incentivi e leva fiscale per salvare il mercato

#FORUMAutoMotive, l’appello: incentivi e leva fiscale per salvare il mercato

Il mondo della mobilità a motore lancia un appello compatto al Governo: rifinanziare subito gli auto per evitare un crollo del e usare in modo strutturale la leva fiscale per accelerare il rinnovo del parco circolante. È il messaggio emerso dall’ultima edizione digitale di #FORUMAutoMotive, movimento di opinione promosso dal giornalista Pierluigi Bonora, che ha riunito esponenti della filiera in un momento cruciale per la transizione verso una mobilità a basse emissioni.

Transizione green e rischio crollo del mercato

Al centro del confronto la trasformazione in atto nel settore: la corsa verso la mobilità a ridotte emissioni, il ruolo dell’elettrico e il futuro dei motori endotermici. I partecipanti hanno sottolineato come l’assenza di misure di sostegno rischi di tradursi a breve in un forte calo delle immatricolazioni, con ricadute pesanti per l’intera filiera e nessun beneficio reale per l’ambiente.

Secondo le posizioni emerse, gli incentivi non vanno intesi come strumenti emergenziali, ma come parte di una strategia di medio periodo, capace di guidare in modo ordinato il ricambio del parco veicoli. L’obiettivo indicato è duplice: ridurre consumi ed emissioni e al tempo stesso innalzare gli standard di sicurezza, sostituendo i mezzi più datati con modelli più moderni e meno inquinanti.

In questo scenario i fondi legati a Next Generation EU e la revisione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza vengono letti come un’occasione unica per imprimere una svolta strutturale alle politiche per la mobilità. La richiesta della filiera è di destinare risorse chiare e continuative al rinnovo del parco, evitando interventi sporadici o di natura puramente simbolica.

Leva fiscale e misure strutturali, non demagogiche

Uno dei punti più condivisi è l’utilizzo della leva fiscale per guidare il cambiamento. Al posto di provvedimenti spot o di taglio ideologico, viene sollecitato un quadro di regole stabile, che premi chi investe in veicoli a minore impatto ambientale e incentivi le imprese a rinnovare le proprie flotte.

In questa prospettiva, la filiera chiede politiche che accompagnino i consumatori lungo l’intero percorso di transizione, riconoscendo che non tutte le famiglie e non tutte le aziende possono permettersi oggi il passaggio immediato all’elettrico. Il rischio indicato è quello di una frattura sociale, con pochi in grado di accedere alle tecnologie più avanzate e una grande quota di utenti costretta a prolungare l’uso di mezzi vecchi e inquinanti.

Per evitare questo scenario, viene proposto un sistema di incentivi e agevolazioni che tenga conto delle diverse soluzioni tecnologiche disponibili, dai veicoli elettrici a quelli con motori termici di ultima generazione alimentati con carburanti a minore impatto. Il filo conduttore è la richiesta di misure pragmatiche, valutate sui risultati ambientali ed economici piuttosto che su slogan o contrapposizioni ideologiche.

  • Rifinanziare gli incentivi per evitare il crollo delle vendite
  • Usare la leva fiscale per favorire il rinnovo del parco
  • Impostare politiche di medio periodo, non interventi spot
  • Integrare le opportunità del Next Generation EU nel settore mobilità
  • Evitare misure demagogiche che non riducono realmente le emissioni

Il ruolo dei motori endotermici e dei carburanti a basso impatto

L’evento si è aperto con L’ora del caffè, intervista di Pierluigi Bonora a Daniele Bandiera, amministratore delegato di Italiana Petroli, manager con lunga esperienza nel mondo automotive, dalle auto alle due ruote. Bandiera ha offerto una lettura realista della transizione energetica, sottolineando come i motori endotermici resteranno protagonisti della mobilità ancora per diversi anni.

Pur riconoscendo la crescita inevitabile dell’elettrico, Bandiera ha richiamato due nodi ancora da sciogliere per una diffusione di massa: autonomia e tempi di ricarica. Problemi tecnici che richiedono tempo e investimenti per essere superati e che, nel frattempo, impongono di lavorare anche su altre leve per ridurre l’impatto ambientale dei trasporti.

In quest’ottica è stato richiamato il ruolo dei carburanti a basso impatto, con una quota già oggi pari a circa il 10 per cento ottenuta da prodotti vegetali o biologici. Secondo Bandiera, lo sviluppo di biocarburanti e soluzioni alternative consente di abbattere emissioni di CO2, inquinanti locali e consumo di materie prime, intervenendo subito sul parco circolante esistente.

Il messaggio complessivo emerso dal confronto è la necessità di una transizione gestita in modo razionale e credibile, che includa tutte le classi sociali e valorizzi le diverse tecnologie disponibili, senza puntare tutto su una sola soluzione. Una strada che passa da politiche pubbliche coerenti, incentivi mirati e dal coinvolgimento dell’intera filiera, dalle energie alle quattro e due ruote.