28 Febbraio 2026

Moto storiche, via libera al recupero delle targhe originali FMI

Moto storiche, via libera al recupero delle targhe originali FMI

Con la Legge di Bilancio 2021 arriva una novità attesa da anni dagli appassionati di moto d’epoca: diventa possibile recuperare le targhe originali dei veicoli di interesse storico e collezionistico iscritti ai registri riconosciuti, compreso il . Un passaggio che rafforza il valore collezionistico dei mezzi e ne tutela l’autenticità documentale.

Cosa prevede l’emendamento 126.26

All’interno della manovra finanziaria è stato approvato l’emendamento 126.26, che introduce la possibilità di riassegnare la targa originaria ai veicoli storici. Si tratta di una modifica attesa dal mondo del collezionismo, perché consente di riportare su strada moto che, per varie vicende burocratiche, avevano perso il proprio numero identificativo originario.

La norma riguarda i veicoli di interesse storico e collezionistico riconosciuti dal Codice della Strada. Il recupero della targa rappresenta un elemento chiave per l’identità di una moto d’epoca, non solo dal punto di vista estetico, ma anche per la coerenza tra numero di telaio, documentazione e storia del mezzo.

Perché il nuovo quadro diventi pienamente operativo è necessario un decreto attuativo del Ministero dei Trasporti, atteso entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge. Il decreto definirà le procedure pratiche per richiedere il ripristino delle targhe, con modalità e tempistiche che dovranno poi essere applicate dagli uffici competenti.

Registro Storico FMI, oltre 250.000 moto iscritte

Per ottenere il recupero della targa originale è indispensabile che il veicolo sia certificato da uno degli enti riconosciuti dall’articolo 60 del Codice della Strada. Tra questi rientra la , che negli ultimi anni ha rafforzato ulteriormente il proprio ruolo nel panorama delle moto storiche.

A fine agosto la FMI ha superato la soglia delle 250.000 moto iscritte al proprio Registro Storico, un numero che fotografa la vivacità del settore e l’attenzione crescente verso la conservazione del patrimonio motociclistico nazionale. L’emendamento si innesta su un percorso già avviato nel , anno particolarmente importante per la normativa legata ai veicoli d’epoca.

Già a maggio era stato infatti stabilito che i motoveicoli di interesse storico e collezionistico, in caso di passaggio di proprietà o reimmatricolazione con rilascio del Documento Unico di circolazione e proprietà, potessero mantenere il vecchio libretto di circolazione cartaceo e il foglio complementare. Una decisione che ha permesso di preservare documenti originali di grande valore storico, ora affiancata dalla possibilità di recuperare anche le targhe d’epoca.

La combinazione di questi due interventi consolida il quadro regolamentare a favore dei veicoli storici, riconoscendo loro una specificità che va oltre il semplice utilizzo su strada e ne sottolinea la valenza culturale.

Impatto per collezionisti e settore delle moto d’epoca

La riassegnazione delle targhe originali ha un impatto diretto sul valore e sulla coerenza storica delle moto. Per chi colleziona e restaura, poter riportare su un mezzo la targa con cui è nato significa completare il percorso di conservazione, restituendo al veicolo un’identità piena e verificabile. Allo stesso tempo, il mantenimento della documentazione cartacea originaria riduce il rischio di dispersione di informazioni e favorisce la tracciabilità delle storie individuali dei mezzi.

Per il Registro Storico FMI, l’emendamento rappresenta un riconoscimento del lavoro svolto nel certificare l’originalità e lo stato di conservazione delle moto. La Federazione sottolinea come questo passaggio contribuisca a rafforzare il rigore delle procedure di registrazione e la tutela del patrimonio motociclistico nazionale, frutto anche di un dialogo costante con le istituzioni.

Nel concreto, i benefici principali per appassionati e operatori del settore possono essere sintetizzati in alcuni punti chiave:

  • recupero delle targhe originali per i veicoli di interesse storico certificati
  • valorizzazione collezionistica ed economica delle moto d’epoca
  • maggiore coerenza tra telaio, documenti e storia del veicolo
  • conservazione dei libretti di circolazione e fogli complementari originari
  • rafforzamento del ruolo degli enti certificatori riconosciuti
  • maggiore tutela del patrimonio motociclistico storico e culturale

Con l’entrata in vigore delle nuove disposizioni e il prossimo decreto attuativo, per il mondo delle moto storiche si apre una fase in cui autenticità, documentazione e identità dei veicoli saranno ancora più centrali. Un passo che consolida la dimensione culturale del collezionismo e offre nuove prospettive a chi, attraverso il restauro e la conservazione, mantiene viva la memoria motociclistica del Paese.