1 Marzo 2026

Suzuki, secondo trimestre in calo ma il comparto moto tiene

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chiude il secondo trimestre dell’anno fiscale (aprile–settembre) con ricavi e utili in flessione, ma con segnali di recupero nella parte finale del periodo. Il comparto moto soffre il blocco primaverile, mentre l’Asia resta centrale nelle strategie e nelle previsioni del costruttore giapponese.

Conti in rosso, ma con un parziale rimbalzo

Nel semestre il fatturato consolidato di Suzuki si attesta a 1.270,2 miliardi di Yen, in calo del 27,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, pari a circa 10,6 miliardi di euro. L’utile operativo scende a 74,9 miliardi di Yen, con una contrazione del 36,8%, mentre l’utile della gestione ordinaria si ferma a 96,2 miliardi di Yen, in calo del 31,1%.

L’utile netto attribuibile agli azionisti della capogruppo è pari a 54,3 miliardi di Yen, il 31,5% in meno rispetto al secondo trimestre dell’esercizio 2019. La casa di Hamamatsu attribuisce la flessione soprattutto al crollo di vendite nel periodo aprile–giugno, solo in parte compensato dalla ripresa dei mercati in India e Giappone e da interventi mirati di contenimento dei costi tra luglio e settembre.

In questo contesto, Suzuki mantiene invariato l’acconto sul dividendo a 37 Yen per azione, segnale di una volontà di continuità nei confronti degli azionisti nonostante lo scenario incerto.

Settore moto: impatto pesante dal lockdown primaverile

Per chi guarda al mondo delle due ruote, i numeri del comparto moto confermano l’impatto diretto della pandemia sul cuore della stagione. Il fatturato del settore scende del 29,6% rispetto all’anno precedente, attestandosi a 89,1 miliardi di Yen, poco più di 742 milioni di euro.

La divisione moto registra una perdita operativa di 3,6 miliardi di Yen, conseguenza diretta del crollo delle vendite di motociclette di grossa cilindrata proprio nel periodo tradizionalmente più favorevole, fra aprile e giugno. Alla frenata del segmento premium si somma il calo delle piccole cilindrate nei mercati chiave di India e area ASEAN, dove i veicoli a due ruote sono mezzi di mobilità quotidiana e rappresentano volumi cruciali per Suzuki.

Guardando al resto del gruppo, il settore auto resta il pilastro del business con 1.133,9 miliardi di Yen di fatturato, in calo del 28,3%. Anche qui il recupero estivo non basta a riequilibrare il tracollo della prima parte del semestre. Il comparto marine e altre attività limita invece i danni a una flessione marginale dello 0,6%, sostenuto dalla ripresa delle vendite di fuoribordo di alta cilindrata soprattutto in Nord America.

  • Ricavi complessivi in calo del 27,6%
  • Settore moto: -29,6% di fatturato e perdita operativa
  • Auto ancora core business ma in forte contrazione
  • Marine quasi stabili grazie ai fuoribordo di alta potenza
  • Ripresa estiva in Giappone, Asia e altre aree

India mercato chiave nelle previsioni 2020

La pandemia ha reso finora impossibile per Suzuki formulare stime attendibili sull’intero anno fiscale, in particolare per l’incertezza legata all’India, primo globale del marchio. Alla luce dell’evoluzione più recente, la casa ha però diffuso un quadro previsionale aggiornato.

Per l’esercizio completo Suzuki prevede un fatturato netto di 3.000 miliardi di Yen, in calo del 14% rispetto all’anno precedente. L’utile operativo è stimato a 160 miliardi di Yen (-25,6%), mentre l’utile della gestione ordinaria dovrebbe fermarsi a 180 miliardi di Yen, in flessione del 26,7%. L’utile netto attribuibile agli azionisti della capogruppo è atteso a 110 miliardi di Yen, il 18% in meno rispetto all’esercizio precedente.

Per quanto riguarda in particolare l’India, Suzuki prevede per il 2020 volumi auto pari all’80% dell’anno precedente, assumendo un contesto ancora influenzato dal coronavirus e un livello di rischio significativo. Nessuna indicazione definitiva, invece, sui dividendi annuali complessivi, che resteranno oggetto di valutazione alla luce dell’evoluzione dello scenario economico e dei mercati valutari.

Con ricavi e marginalità in calo ma una struttura finanziaria tuttora solida, Suzuki si prepara quindi a chiudere un anno fiscale fortemente condizionato dalla pandemia, con il settore moto chiamato a recuperare terreno nella nuova normalità dei mercati asiatici ed europei.