28 Febbraio 2026

Auto e Moto d’Epoca 2020, tra miti da corsa e rarità a quattro ruote

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Un tuffo nella storia dell’automobile, tra corse epiche, pezzi unici e icone pop: Auto e Moto d’Epoca ha offerto agli appassionati un viaggio trasversale nel motorismo, dalle strade polverose dell’Appennino alle elaborazioni giapponesi più estreme. In primo piano, i ricordi della Coppa Porretta 1931, curiosità da collezione e modelli entrati nell’immaginario collettivo.

Coppa Porretta 1931, l’ultima gara di Enzo Ferrari

Tra le storie più affascinanti rievocate in fiera spicca la Coppa Porretta del 1931, gara su strada nell’Appennino emiliano entrata nella leggenda per l’incontro-scontro tra due giganti: Tazio Nuvolari ed Enzo Ferrari. Il tracciato misurava 128 chilometri di saliscendi, attraversava tre province e comprendeva lunghi tratti ancora non asfaltati, tipica prova di resistenza e coraggio dell’epoca.

Nuvolari, maestro anche nella psicologia in pista, si presentò al via con una partenza a passo d’uomo, dando l’impressione di avere un problema tecnico e lasciando il pubblico perplesso mentre avanzava lentamente sul rettilineo. Solo dopo la prima curva scatenò tutta la potenza dell’auto, con un’accelerazione che divenne parte della leggenda, così come l’episodio del meccanico Giulio Schmidt, sbalzato fuori dall’abitacolo a un passaggio a livello e afferrato al volo dal mantovano volante senza mollare il volante.

Quella del 1931 fu l’ultima edizione della Coppa Porretta e segnò due primati: la vittoria andò a Nuvolari, mentre per Enzo Ferrari fu l’ultima gara da pilota. Lo stesso Ferrari, nel suo libro autobiografico, ricorda un giro di prova accanto a Nuvolari, raccontando come ogni curva gli sembrasse sul punto di trasformarsi in un incidente, finché non comprese che quelle traiettorie al limite appartenevano allo stile inimitabile del campione mantovano.

Rarità, stranezze e simboli di un’epoca

Accanto ai racconti di corse epiche, Auto e Moto d’Epoca 2020 ha dato spazio ad alcuni esemplari tanto rari quanto significativi, capaci di condensare in pochi dettagli interi capitoli di storia dell’auto.

  • Zündapp Janus 750 (1958): microcar tedesca intitolata alla divinità romana Giano, si distingue per una carrozzeria simmetrica, quasi identica davanti e dietro. Solo la presenza del volante indica quale lato sia la “vera” prua del veicolo, sottolineando il concetto di doppia direzione e di sguardo rivolto insieme al passato e al futuro.
  • 500 “Topolino” con mascherina: la prima 500, protagonista della motorizzazione di massa italiana, è stata esposta con una particolare mascherina sul radiatore. In origine pensata per proteggere la meccanica dal freddo invernale, oggi richiama inevitabilmente le mascherine sanitarie, trasformando la vettura nell’icona di un grande raduno virtuale nato durante il lockdown, quando centinaia di proprietari si sono fotografati con la loro Topolino per comporre un mosaico dedicato proprio all’auto esposta a Padova.
  • Toyota Supra Abflug: sportiva giapponese profondamente rivisitata da un tuner del Sol Levante, porta un nome tedesco che significa “partenza”. Omologata sia per l’uso in pista sia su strada, è un esemplare rarissimo: si stima che al mondo ne esistano solo dieci unità con questa configurazione, a conferma del fascino delle elaborazioni estreme su base Supra.
  • Jaguar E-Type di Diabolik: nel quadro delle celebrazioni per gli 85 anni di Jaguar non poteva mancare una E-Type, spesso indicata tra le auto più belle mai costruite. Resa ancora più celebre dall’associazione con il personaggio di Diabolik, è stata proposta in mostra dalla Scuderia Jaguar Storiche, a ricordare come design e cultura pop possano fondersi in un’unica icona.

Auto e Moto d’Epoca, un salone che unisce passioni diverse

Le curiosità esposte a Padova confermano la natura trasversale di Auto e Moto d’Epoca, capace di tenere insieme competizioni d’altri tempi, vetture popolari, tuning specialistico e grandi classici da collezione. Nel racconto della Coppa Porretta 1931 rivive un motorsport fatto di rischi reali e di protagonisti carismatici, mentre modelli come la Topolino o la Zündapp Janus riportano l’attenzione sulla mobilità di tutti i giorni, tra esigenze pratiche, soluzioni ingegnose e spirito di adattamento.

La presenza di una Supra Abflug e di una Jaguar E-Type, infine, incrocia due mondi solo in apparenza distanti: quello delle elaborazioni moderne e quello del collezionismo classico. Entrambi parlano a una comunità di appassionati che vede nell’automobile non solo un mezzo di trasporto, ma un oggetto culturale, estetico e identitario. È proprio questa varietà di sguardi a rendere Auto e Moto d’Epoca un appuntamento di riferimento per chiunque voglia capire come il passato del motorismo continui a dialogare con il presente.