Moto storiche, salvi i libretti originali con il nuovo Documento Unico

Buone notizie per gli appassionati di moto d’epoca: i veicoli di interesse storico e collezionistico potranno conservare intatti i loro documenti originali anche dopo il rilascio del nuovo Documento Unico di circolazione e proprietà. Una decisione che tutela il valore storico dei mezzi e risponde alle richieste avanzate dalle associazioni di settore.
Cosa cambia con il Documento Unico per le moto storiche
Con l’introduzione del Documento Unico (DU), che accorpa carta di circolazione e certificato di proprietà, si temeva che i libretti cartacei e i fogli complementari originali venissero annullati o distrutti in occasione di passaggi di proprietà, reimmatricolazioni o aggiornamenti. Un’ipotesi che preoccupava collezionisti e registri storici, per i quali la documentazione originale è parte integrante del valore del veicolo.
La nuova circolare della Direzione Generale della Motorizzazione chiarisce invece che, per i veicoli storici, la procedura sarà diversa. I motoveicoli interessati sono quelli classificati di interesse storico in base all’iscrizione in uno dei registri previsti dall’articolo 60 del Codice della Strada, oppure quelli costruiti o immatricolati per la prima volta da almeno trent’anni.
Per questi mezzi, tutte le operazioni gestite con le nuove procedure telematiche che portano all’emissione del DU non comporteranno più il danneggiamento o l’annullamento dei documenti cartacei originali, che verranno salvaguardati e riconsegnati al proprietario.
Le nuove modalità operative negli uffici della Motorizzazione
La circolare introduce una gestione specifica dei documenti storici all’interno dei fascicoli digitali della Motorizzazione. L’obiettivo è duplice: da un lato garantire la piena digitalizzazione e tracciabilità degli atti, dall’altro preservare l’integrità fisica dei libretti e dei fogli complementari, elementi spesso determinanti per il valore collezionistico del veicolo.
In sintesi, le disposizioni prevedono che:
- il documento di circolazione originale venga acquisito in formato pdf nel fascicolo digitale, senza praticare il tradizionale taglio dell’angolo superiore destro;
- il libretto cartaceo sia restituito al nuovo proprietario senza alcun segno di annullamento, timbro o etichetta adesiva aggiuntiva;
- anche il foglio complementare venga scansionato e inserito nel fascicolo digitale, per poi essere riconsegnato integro, sempre senza tagli agli angoli né marchi di annullamento;
- tutte le operazioni che generano il rilascio del Documento Unico (come trasferimenti di proprietà, reimmatricolazioni e aggiornamenti con nuovo documento) seguano questa procedura dedicata ai veicoli storici;
- la classificazione del veicolo come storico derivi dai dati presenti nell’archivio nazionale (ANV) o dall’anzianità di almeno trent’anni dalla costruzione o prima immatricolazione.
In questo modo la Motorizzazione mantiene la completezza della documentazione digitale senza compromettere la dimensione storica e collezionistica del mezzo, che continua a essere accompagnato dai propri documenti originali.
Tutela del patrimonio e riconoscimento per gli appassionati
Il provvedimento è il risultato del confronto tra il Ministero dei Trasporti, la Federazione Motociclistica Italiana e gli altri registri storici riconosciuti. Le segnalazioni arrivate da questo mondo hanno evidenziato come libretti e fogli complementari, se mantenuti integri, rappresentino un patrimonio documentale di grande rilievo, spesso decisivo nella ricostruzione della storia del veicolo e nella sua valutazione sul mercato.
La decisione di non annullare più i documenti originali risponde quindi a una sensibilità specifica del settore delle moto d’epoca, dove autenticità e completezza della documentazione accompagnano la conservazione della meccanica e dell’estetica. Per molti collezionisti, perdere il libretto originale significava privare la moto di una parte della sua identità, oltre a incidere sul suo valore economico.
La nuova circolare rappresenta dunque un passo importante nella tutela del parco circolante storico nazionale, che comprende anche un numero significativo di motoveicoli. La possibilità di conservare i documenti originali integra il quadro normativo già esistente per i veicoli di interesse storico e collezionistico, rafforzando il riconoscimento istituzionale di questa categoria e del ruolo degli appassionati nella salvaguardia della memoria motociclistica.