27 Febbraio 2026

FMI lancia Motociclo Italiano, archivio globale delle moto storiche

FMI lancia Motociclo Italiano, archivio globale delle moto storiche

Alla Expo di la ha svelato Motociclo Italiano, un progetto digitale dedicato alle moto italiane con almeno 20 anni di età oggi circolanti o conservate all’estero. Un’iniziativa che punta a mappare e valorizzare, in chiave internazionale, il patrimonio storico dell’industria motociclistica tricolore.

Un archivio online per le moto italiane nel mondo

Motociclo Italiano nasce come piattaforma web, raggiungibile all’indirizzo motocicloitaliano.com, pensata per raccogliere e rendere consultabile una collezione di motocicli prodotti in Italia da almeno due decenni e attualmente presenti fuori dai confini nazionali. L’obiettivo è restituire, in forma ordinata e accessibile, la ricchezza di modelli che hanno reso famoso il Made in Italy su strada, in pista e nei garage degli appassionati.

Il sito, strutturato in più lingue, offrirà per ogni veicolo una scheda con immagini e dati principali, consentendo di approfondirne le caratteristiche tecniche ed estetiche. Non un semplice elenco di targhe, ma un archivio ragionato che vuole raccontare, attraverso le moto, la storia e l’evoluzione del motociclismo italiano nel Novecento e nei primi anni Duemila.

Alla presentazione ufficiale sono intervenuti il presidente Giovanni Copioli, il vicepresidente Vittorio Angela, il coordinatore tecnico del Salvatore Pascucci e il curatore del progetto Gianluca Basile. Il comune denominatore dei loro interventi è stato il riconoscimento del valore culturale dell’operazione: Motociclo Italiano viene infatti visto come un ponte tra gli appassionati di tutto il mondo e l’eredità industriale e sportiva delle due ruote italiane.

Come funziona l’iscrizione per i proprietari all’estero

Il progetto è aperto ai residenti fuori dall’Italia che possiedono uno o più motoveicoli costruiti nel nostro Paese da almeno 20 anni. Il processo di adesione è stato pensato per essere rapido e interamente digitale, così da coinvolgere il maggior numero possibile di utenti internazionali.

Per partecipare è sufficiente collegarsi al sito motocicloitaliano.com, consultabile in più lingue, accedere all’area dedicata e compilare il modulo online. Vengono richiesti i dati essenziali del veicolo e il caricamento di tre fotografie, oltre alla formale richiesta di registrazione. Una volta inviata la domanda, la moto entra nel percorso di valutazione ai fini dell’inserimento nell’archivio.

L’iscrizione non si limita alla presenza sul portale: la FMI ha previsto un pacchetto specifico per chi aderisce a Motociclo Italiano, pensato per creare un senso di appartenenza alla comunità del motociclismo storico tricolore anche oltre confine.

  • Tessera Member FMI valida per l’anno in corso
  • Attestato ufficiale di iscrizione a Motociclo Italiano
  • Lettera dedicata del presidente FMI Giovanni Copioli
  • Gadget riservato ai partecipanti

Questi elementi rappresentano, nelle intenzioni della Federazione, un riconoscimento formale del ruolo dei proprietari come custodi di un pezzo di storia motoristica italiana, spesso preservato in contesti lontani dai luoghi di origine dei marchi.

Valorizzare il Made in Italy sulle due ruote

Al centro dell’iniziativa c’è l’idea che le moto italiane abbiano contribuito in modo determinante a costruire l’immagine del Made in Italy a livello globale. La FMI rivendica per sé il compito di tutelare e promuovere questo patrimonio, non solo sul territorio nazionale ma anche nei Paesi in cui i modelli italiani hanno trovato nuova vita grazie a collezionisti e appassionati.

Secondo la visione illustrata a Verona, Motociclo Italiano dovrebbe diventare un osservatorio privilegiato su decine, e potenzialmente centinaia, di modelli prodotti nel corso del ventesimo secolo. Dalle piccole cilindrate che hanno motorizzato intere generazioni alle sportive da sogno, l’archivio punta a restituire il peso specifico dell’industria italiana nel panorama motociclistico internazionale.

La piattaforma, accessibile liberamente, permetterà anche ai semplici curiosi di esplorare le moto registrate, confrontarne le caratteristiche e comprendere meglio l’evoluzione del design e della tecnica made in Italy. Un modo per avvicinare nuovi pubblici al mondo delle storiche, affiancando al Registro Storico FMI uno strumento più immediato e orientato all’estero.

Per i proprietari di moto italiane che vivono fuori dal Paese, Motociclo Italiano rappresenta infine l’occasione di dare visibilità al proprio mezzo in un contesto autorevole, rafforzandone il valore culturale e, indirettamente, quello collezionistico. Un contributo diffuso e dal basso che, nelle intenzioni della Federazione, potrà trasformarsi nel tempo in una vera mappa globale del motociclismo tricolore.