Suzuki Grand Vitara protagonista al Nido dell’Aquila Baja 2017

Sfida dura e meteo estremo al Nido dell’Aquila Baja 2017, dove i Suzuki Grand Vitara 1.9 DDiS hanno dominato la scena del Gruppo T2 e del monomarca Suzuki Challenge. Nonostante l’assenza del capofila Lorenzo Codecà per un problema burocratico legato al rinnovo della licenza, i fuoristrada di produzione della Casa giapponese hanno occupato le posizioni che contano nella gara umbra.
Bordonaro-Bono dominano T2 e Suzuki Challenge
Il fine settimana ha offerto due volti opposti: una prima tappa asciutta e scorrevole, seguita da una seconda decisamente più selettiva, condizionata da lunghi temporali che hanno messo a dura prova equipaggi e mezzi. In queste condizioni, Alfio Bordonaro e Marcello Bono hanno imposto il loro ritmo fin dai primi metri, chiudendo da dominatori nel Gruppo T2.
L’equipaggio siciliano, al volante del Suzuki Grand Vitara 1.9 DDiS, non ha concesso sbavature: costanza, nessun errore e gestione perfetta dei tratti più insidiosi hanno permesso di contenere gli attacchi di un sempre aggressivo Andrea Alfano. Il successo di Bordonaro e Bono vale doppio, perché arriva anche nella classifica del Suzuki Challenge, il trofeo monomarca dedicato ai fuoristrada della Casa di Hamamatsu.
La superiorità dei Grand Vitara emerge chiaramente dai tempi: Bordonaro-Bono chiudono il Nido dell’Aquila in 1:54’35, davanti ad Alfano-Marsiglia, staccati di 1’11, e ai fratelli Emanuele, terzi a 6’56. Tutti su Suzuki, in un podio monocolore che conferma il ruolo del marchio nel panorama del fuoristrada nazionale.
Alfano conserva la vetta del Suzuki Challenge
Alle spalle dei vincitori, la gara di Andrea Alfano e Carmen Marsiglia è stata all’insegna dell’intelligenza tattica. Il varesino, al via con il proprio Grand Vitara 1.9 DDiS, ha preferito non forzare oltre il limite su un tracciato reso insidioso dalla pioggia, lavorando giro dopo giro per aumentare il feeling con il percorso umbro.
La scelta ha pagato: il secondo posto assoluto nel Gruppo T2 e nel Suzuki Challenge consente ad Alfano di restare al comando della serie monomarca con 201 punti, davanti proprio a Bordonaro, che sale a quota 194. Tra i navigatori, la situazione è speculare, con Marsiglia che conserva il primato e Bono che si avvicina pericolosamente.
Le classifiche del trofeo dopo il Nido dell’Aquila vedono quindi grande equilibrio al vertice e confermano il ruolo centrale di questo appuntamento nel calendario. La sfida per il titolo resta apertissima tra i due principali protagonisti, mentre alle loro spalle la lotta per il podio coinvolge Lolli, Lops e Ananasso tra i piloti, e Forti, Larosa e Castellani tra i navigatori.
Rientri, imprevisti e un T2 a forti tinte Suzuki
Il podio del Gruppo T2 si completa con il ritorno alle gare dei fratelli Mirko e Mike Emanuele. I catanesi, di nuovo in azione dopo alcuni anni di stop, hanno rispolverato il loro Suzuki New Grand Vitara centrando il terzo posto di gruppo, nonostante una gara tutt’altro che priva di intoppi. Prima lo sfilamento del semiasse della ruota posteriore sinistra, poi una leggera toccata all’anteriore poco prima del traguardo non hanno impedito all’equipaggio siciliano di chiudere sul podio.
Solida anche la prova di Giuseppe Ananasso con Sara Castellani, quarti con il loro Grand Vitara, capaci di gestire al meglio la tempesta che ha investito i tratti in quota. Alle loro spalle, quinta piazza per Margherita Lops e Giorgia Larosa, protagoniste di uno degli episodi più duri del weekend: una foratura in vetta al Monte Pennino nel pieno del temporale, risolta con un cambio gomma in condizioni estremamente sfavorevoli.
L’ordine d’arrivo del Gruppo T2 al Nido dell’Aquila certifica il dominio Suzuki:
- 1. Bordonaro-Bono (Suzuki Grand Vitara 1.9 DDiS) in 1:54’35
- 2. Alfano-Marsiglia (Suzuki Grand Vitara 1.9 DDiS) a 1’11
- 3. Emanuele-Emanuele (Suzuki New Grand Vitara) a 6’56
- 4. Ananasso-Castellani (Suzuki Grand Vitara) a 9’57
- 5. Lops-Larosa (Suzuki Grand Vitara) a 26’35
Con un’intera top five firmata Grand Vitara, il Nido dell’Aquila Baja 2017 si chiude come una tappa chiave per la stagione del fuoristrada tricolore e per il Suzuki Challenge, confermando la competitività dei 4×4 di Hamamatsu nelle condizioni più estreme.