Africa Eco Race: Gerini e Botturi show nelle prime due tappe

L’Africa Eco Race 2022 si è aperta nel segno dei piloti italiani. Dopo una lunga traversata in traghetto di 36 ore da Sète, in Francia, fino a Nador in Marocco, oltre 100 concorrenti hanno preso il via dal porto marocchino per la prima tappa della gara che ripercorre il leggendario tracciato verso Dakar.
Tappa 1: Gerini domina all’esordio
La prima frazione, Nador – Bousaïd, prevedeva un totale di 605 km, con 118 km di trasferimento iniziale, 94 km di speciale e altri 393 km di collegamento finale. Una prova cronometrata relativamente breve, pensata come allenamento e primo contatto con i fondi duri marocchini, accompagnata da un road book di altissimo livello.
Maurizio Gerini, al debutto assoluto all’Africa Eco Race, ha colto subito il bersaglio grosso vincendo la categoria moto. Partito in 30esima posizione, il ligure ha costruito la sua rimonta chilometro dopo chilometro su una speciale dal carattere marcatamente enduristico, sfruttando ritmo e sorpassi fino a firmare il miglior tempo di giornata.
In sella alla Husqvarna del Team Solarys, Gerini ha preceduto lo slovacco Stefan Svitko, che fino quasi al traguardo sembrava destinato al gradino più alto del podio di giornata. Terza posizione per il giovanissimo Xavier Flick, anche lui alla prima esperienza nella competizione ideata da Jean Louis Schlesser.
Tra gli italiani, ottimo avvio anche per Alessandro Botturi, quarto di tappa con la Yamaha Ténéré 700, e per Massimiliano Guerrini, nono e anch’egli portacolori del Team Solarys. Spicca inoltre la prestazione di Francesca Gasperi, unica donna in gara tra le moto, che ha chiuso con un notevole 30esimo posto assoluto su 51 moto al traguardo.
Tappa 2: Botturi firma la prima vittoria Yamaha
La seconda tappa, Bousaïd – Tagounite, misurava 466,33 km complessivi, quasi interamente competitivi: nessun trasferimento iniziale, 448 km di speciale e soltanto 18,38 km di collegamento finale. Un vero tappone in off-road che ha messo alla prova resistenza, tecnica e navigazione.
Su questo terreno è emerso con forza Alessandro Botturi, che ha regalato la prima vittoria di tappa allo Yamaha Ténéré World Raid Team in questa edizione dell’Africa Eco Race. All’arrivo, verso le 13.15, l’emozione del pilota bresciano era evidente quando gli è stata comunicata la conquista della speciale, al termine di un percorso massacrante in sella alla Ténéré 700.
Davanti a lui erano già transitati sul traguardo lo slovacco Stefan Svitko, secondo nella tappa inaugurale, e Maurizio Gerini, rallentato da diversi guasti tecnici. Il ligure ha dovuto infatti fermarsi per intervenire prima sul forcellone e poi sul freno posteriore della sua Husqvarna. Nonostante gli stop, è riuscito a contenere i danni chiudendo quarto nella prova, alle spalle di Botturi, Svitko e del giovane Xavier Flick, che si è tolto anche la soddisfazione di aprire la pista fino al CP3.
La classifica di giornata sottolinea il peso dei piloti privati, protagonisti al pari degli Elite. Nei primi quindici della speciale compaiono ben sei privati, tra cui ancora una volta Francesca Gasperi, 14esima assoluta con la sua Honda. Davanti a lei si sono piazzati Lucio Belluschi, nono, Paolo Bellini, dodicesimo, e Massimiliano Guerrini, tredicesimo, confermando l’ottimo stato di forma del gruppo italiano.
Un percorso completo e selettivo
La seconda speciale si è rivelata particolarmente impegnativa per varietà di terreni e difficoltà di navigazione. Il tracciato ha offerto un vero concentrato di Africa:
- dune di sabbia
- tratti sabbiosi veloci
- oued asciutti
- zone pietrose
- passaggi di montagna
- numerosi punti di navigazione insidiosi
Gli italiani hanno dimostrato di sapersi districare con abilità tra i trabocchetti disegnati dall’organizzazione dell’Africa Eco Race, che anche quest’anno ha preparato un percorso duro ma estremamente affascinante. Al traguardo, una volta ripreso fiato, molti concorrenti hanno sottolineato la bellezza dei paesaggi e dei tracciati, nonostante il caldo opprimente, con temperature oltre i 35 gradi.
In una giornata caratterizzata da grandi distanze e caldo estremo, sono arrivati al bivacco anche altri italiani come Francesco Puocci, Wolfang Piccardo, Stefano Chiussi, Fabio Vettore e Giuseppe Pozzo, confermando un’ampia e solida presenza tricolore in gara.
Auto e camion: italiani in crescita
Nella categoria auto da segnalare il sesto posto assoluto del Can-Am di Andrea Tronconi e Alberto Bertoldi. L’equipaggio sta prendendo progressivamente confidenza sia con la navigazione, sia con un mezzo ancora inedito per entrambi, migliorando passo dopo passo.
Buone notizie anche dal fronte camion, con l’Unimog Mercedes di Beppe Fortuna e Giulio Verzeletti autore di una prova positiva, in linea con le attese in una tappa che non perdonava errori.
Prossima sfida: verso Assa e il grande caldo
L’Africa Eco Race prosegue la sua marcia verso sud. La terza tappa porterà la carovana da Tagounite ad Assa per un totale di 526,34 km, di cui ben 465,89 km di prova speciale. Come nella seconda giornata, la partenza avverrà direttamente dal bivacco, senza trasferimento iniziale, mentre sarà previsto un collegamento finale di circa 60 km.
Intanto il caldo non concede tregua: i 35 gradi registrati nelle ore centrali continuano a mettere alla prova uomini e mezzi, e le temperature sono destinate a salire oltre i 40 gradi con l’ingresso in Mauritania. Un ulteriore fattore di selezione in una gara che, dopo le prime due tappe, ha già mostrato tutta la sua durezza e spettacolarità, con gli italiani assoluti protagonisti.