Agente travolto ai Colli Euganei, dura presa di posizione FMI

Un agente del Corpo Forestale dello Stato è stato travolto da un motociclista che non si è fermato all’alt, all’interno del Parco dei Colli Euganei. L’episodio, avvenuto sabato scorso, ha provocato il ricovero del forestale e ha spinto la Federazione Motociclistica Italiana a intervenire con una condanna netta, chiamando in causa la responsabilità dell’intero movimento off-road.
L’incidente nel Parco dei Colli Euganei
Secondo quanto riportato, il fatto è avvenuto durante un controllo nel Parco dei Colli Euganei, area naturalistica particolarmente sensibile e regolamentata per quanto riguarda il transito dei mezzi a motore. Un motociclista, non identificato, avrebbe ignorato l’alt imposto da un agente della Forestale, travolgendolo e dandosi alla fuga.
L’urto ha reso necessario il trasferimento dell’agente in ospedale per le cure del caso. Le sue condizioni non vengono dettagliate, ma la dinamica è bastata a far scattare l’indignazione del mondo motociclistico organizzato, che teme ricadute d’immagine e ulteriori irrigidimenti normativi per chi pratica l’enduro in modo regolare.
La posizione della Federazione Motociclistica Italiana
La Federazione Motociclistica Italiana ha espresso una condanna senza esitazioni per quanto accaduto, definendo inaccettabile il comportamento del motociclista e ribadendo al tempo stesso piena solidarietà all’agente ferito. Per la FMI questo episodio rappresenta un attacco non solo alla sicurezza delle forze dell’ordine, ma anche alla credibilità di un intero settore sportivo che da anni lavora per il riconoscimento e il rispetto delle regole.
Il presidente FMI Paolo Sesti ha sottolineato come il primo pensiero vada alle condizioni del forestale, ferito durante l’adempimento del proprio dovere. Ha quindi auspicato che le autorità competenti proseguano le indagini fino all’identificazione del responsabile, perché vengano adottati i provvedimenti più adeguati sul piano penale e amministrativo.
Per Sesti, casi di questo tipo danneggiano pesantemente la percezione pubblica dell’enduro e del fuoristrada, mettendo in ombra le migliaia di praticanti che seguono le norme e rispettano territori e istituzioni. Proprio per questo, la Federazione rivendica il lavoro svolto in collaborazione con le autorità per individuare spazi e percorsi dedicati, dove il fuoristrada possa essere praticato in sicurezza e legalità.
Legalità e fuoristrada: una convivenza possibile
L’episodio dei Colli Euganei riporta al centro del dibattito il tema della convivenza tra attività fuoristrada e tutela dell’ambiente, soprattutto in aree protette e parchi naturali. La FMI ricorda come il rispetto delle regole sia ormai una condizione imprescindibile per salvaguardare il futuro di discipline come l’enduro, spesso sotto osservazione per il loro impatto sui territori.
In questa prospettiva, l’organizzazione sportiva insiste sulla necessità di isolare e marginalizzare i comportamenti fuori legge, che rischiano di avere conseguenze per tutti, anche per chi partecipa a eventi organizzati, segue i tracciati autorizzati e rispetta i vincoli imposti dalle amministrazioni locali.
Il messaggio che arriva dalla Federazione è chiaro: il motociclismo fuoristrada può trovare il proprio spazio nel pieno rispetto della legalità e della sicurezza, ma solo se l’ambiente viene trattato come un patrimonio comune e le forze dell’ordine come interlocutori con cui collaborare, non come ostacoli da aggirare.
In attesa degli sviluppi delle indagini e di eventuali aggiornamenti sulle condizioni dell’agente ferito, il caso dei Colli Euganei viene indicato come esempio di ciò che il mondo motociclistico vuole tenere a distanza:
- comportamenti pericolosi verso persone e istituzioni
- violazioni delle norme di accesso alle aree protette
- danno d’immagine per il motociclismo fuoristrada
- rischio di nuove restrizioni e divieti generalizzati
- necessità di percorsi autorizzati e controllati
- valorizzazione dei praticanti che rispettano le regole
Per evitare che singoli episodi compromettano anni di lavoro, la FMI ribadisce l’impegno nel promuovere una cultura del fuoristrada responsabile e invita gli appassionati a prendere le distanze in modo netto da chi, con atteggiamenti da pirata, mette a rischio la sicurezza altrui e il futuro stesso di questo sport.