27 Febbraio 2026

Alberto Tomba punge Milano-Cortina 2026 sulla scelta delle piste

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Alberto Tomba torna a far discutere con una frecciata indirizzata all’organizzazione delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. Nel corso della presentazione del tour di 3Tre, a Bologna, il campione bolognese ha espresso il proprio rammarico per la distribuzione delle gare di sci alpino sul territorio.

La frecciatina di Tomba a Milano-Cortina

Parlando dal palco della serata dedicata a 3Tre, lo storico slalom di Madonna di Campiglio, Tomba ha spiegato come, a suo giudizio, sarebbe stato preferibile articolare le prove tecniche e veloci su tre località simbolo dello sci italiano.

L’ex oro olimpico di Calgary 1988 ha sintetizzato così il suo pensiero: lo slalom maschile andrebbe disputato a Madonna di Campiglio, il gigante in Alta Badia e la discesa libera in Val Gardena. Una chiara allusione al fatto che, per Milano-Cortina 2026, il programma prevede invece una forte concentrazione delle gare in Valtellina.

Il campione emiliano ha definito la situazione un peccato, sottolineando implicitamente il valore storico e sportivo delle grandi piste dolomitiche per lo sci alpino mondiale.

Tre azzurri, sei vittorie a Madonna di Campiglio

Alla serata bolognese erano presenti, accanto a Tomba, anche due altri grandi nomi dello sci italiano: Piero Gros e Ivano Edalini. Insieme rappresentano un pezzo importante della storia della 3Tre sulla pista trentina di Madonna di Campiglio.

  • Alberto Tomba ha vinto lo slalom di Madonna di Campiglio nel 1987, 1988 e 1995.
  • Piero Gros si è imposto nel 1972 in slalom e nel 1974 in gigante.
  • Ivano Edalini ha conquistato la vittoria in slalom nel 1986.

Tre atleti italiani che, complessivamente, hanno firmato sei edizioni di una delle competizioni più prestigiose della Coppa del Mondo di sci alpino.

Gli ori olimpici azzurri nello slalom speciale

Nel ripercorrere la carriera dei fuoriclasse tricolori, viene ricordato come l’Italia possa contare su soli tre campioni olimpici nello slalom speciale maschile.

  • Piero Gros, oro a Innsbruck 1976.
  • Alberto Tomba, oro a Calgary 1988.
  • Giuliano Razzoli, oro a Vancouver 2010.

Un club ristrettissimo, che sottolinea ancora di più il peso di campioni come Tomba quando si esprimono sul futuro dello sci alpino italiano e sul valore delle grandi classiche di casa nostra.

Il ricordo di Gianluca Vacchi sugli sci

Durante la serata, Tomba ha risposto anche a una domanda di un’emittente emiliana sul suo passato agonistico giovanile e su un avversario che oggi è noto soprattutto come imprenditore e influencer: Gianluca Vacchi.

Il fuoriclasse bolognese ha spiegato di ricordare Vacchi come un rivale di livello nelle categorie giovanili, citando in particolare le gare a Cortina e ai Giochi della Gioventù. Secondo Tomba, da ragazzo Vacchi era forte sugli sci e i due hanno condiviso bei momenti in pista, prima che l’attuale imprenditore decidesse di smettere con l’agonismo, lasciando strada libera alla carriera del campione emiliano.

Tra ironia, nostalgia e critica costruttiva, le parole di Alberto Tomba riportano al centro del dibattito il ruolo delle grandi località storiche dello sci italiano in vista di Milano-Cortina 2026.