Antonio Tognana racconta Quei rally con il cavallino

Un ragazzo che a 17 anni si arrampica sui tornanti di San Martino di Castrozza o del Sanremo per ascoltare il sound di motori quattro e sei cilindri: da qui parte la storia sportiva di Antonio Tognana. Oggi quell’avventura diventa un libro, Quei rally con il cavallino, che il pilota-imprenditore trevigiano presenta al pubblico in una serata speciale a Treviso.
Dai sentieri di montagna ai podi tricolori
Alla fine degli anni Settanta, per Tognana la musica è quella che esce dagli scarichi di Renault Alpine, Lancia Fulvia HF, Ford Escort, Stratos e Porsche. È un adolescente appassionato di rally che affronta trasferte notturne armato solo di tenda, macchina fotografica e block notes per segnare tempi e passaggi tra una prova speciale e l’altra.
Da spettatore diventa protagonista: nel giro di pochi anni Tognana passa dall’essere un giovanissimo tifoso sui muretti di San Martino di Castrozza, Sanremo o Arezzo a pilota affermato. Sullo sfondo c’è un’Italia che cambia: l’austerity degli anni Settanta e il boom economico degli Ottanta, mentre il rallismo vive una stagione d’oro, capace di richiamare un pubblico numeroso e preparato lungo le prove speciali e nei parchi assistenza.
Parallelamente alla sua attività di imprenditore – oggi noto per la guida dell’azienda di porcellane da tavola Tognana e della Manifattura Geminiano Cozzi – Antonio costruisce un percorso sportivo che lo porta a misurarsi con i migliori interpreti dell’epoca. Sono anni di duelli serrati, di sfide concluse sul podio, a volte davanti agli avversari di sempre, a volte alle loro spalle.
Il libro Quei rally con il cavallino
Questa parabola personale e sportiva è al centro del volume Quei rally con il cavallino, uscito a fine aprile e ora protagonista di una presentazione ufficiale. L’iniziativa, rinviata più volte a causa della pandemia e delle limitazioni agli eventi pubblici, trova finalmente spazio giovedì 2 dicembre alle 18, negli spazi della Unis&F Lab in via Venzone 12 a Treviso.
Il libro propone uno spaccato di vita che intreccia racconto individuale e storia di un Paese. Nelle quasi 300 pagine trovano posto episodi di gara, retroscena di team e parchi assistenza, ma anche aneddoti legati agli spostamenti, alle trasferte e al rapporto con i tifosi. L’attenzione è puntata sul periodo in cui il rally era uno sport capace di catalizzare folle esperte e appassionate, dove le persone ai bordi delle strade conoscevano vetture, piloti e regolamenti.
Una parte importante del libro è riservata all’esperienza di Tognana con il marchio Ferrari. Non si tratta della F1 o delle corse in pista, ma di una sfida insolita per il Cavallino Rampante: portare una Ferrari sui podi dei rally, su sterrati e tornanti. Qui entrano in scena i contatti con Enzo Ferrari, gli scambi di messaggi e le impressioni condivise mentre la 308 GTB di Maranello viene spinta al limite in contesti che tradizionalmente appartengono a Lancia, Fiat, Opel o Porsche.
Il volume è arricchito da un ampio corredo fotografico e da ricordi condivisi con copiloti, avversari e compagni di quegli anni, i cosiddetti fjoi della piazza, amici che hanno seguito e talvolta vissuto in prima persona le sue stagioni agonistiche.
Ferrari 308 GTB e il tricolore rally 1982
Uno dei fulcri narrativi del libro è la stagione 1982, quella che consegna ad Antonio Tognana il titolo di campione italiano rally al volante di una Ferrari 308 GTB. La vettura è preparata dal padovano Giuliano Michelotto, tecnico che traduce l’anima sportiva Ferrari in un’arma da speciale.
Nel racconto trovano spazio tappe iconiche del tempo, come Sanremo, Piancavallo, Targa Florio e appuntamenti internazionali quali Transsyberia, Grecia e Montecarlo. Sono gare in cui la Ferrari di Tognana sfida la concorrenza su fondi misti, strade strette e condizioni meteo variabili, contribuendo a costruire una delle storie più particolari del rallismo tricolore.
A completare il libro c’è un contenuto speciale: sulla terza pagina di copertina è alloggiato un dvd che raccoglie immagini e materiali dedicati proprio alla stagione 1982. È una sorta di archivio visivo che accompagna la lettura, permettendo di rivedere la Ferrari 308 GTB di Michelotto impegnata nelle prove speciali di quel campionato.
La serata di Treviso diventa così un’occasione per ritrovare protagonisti, tecnici e appassionati di quell’epoca, ma anche per avvicinare nuove generazioni a un periodo in cui il rombo dei motori e la polvere dei tornanti rappresentavano la colonna sonora di un intero movimento sportivo.




