27 Febbraio 2026

Approvato il Piano generale della mobilità ciclistica in Italia

Approvato il Piano nazionale della mobilità ciclistica

L’Italia si dota per la prima volta di una legge quadro dedicata allo sviluppo organico della mobilità in bicicletta. Il nuovo Piano generale della mobilità ciclistica, approvato in via definitiva dalla Commissione Lavori Pubblici del Senato, punta a rendere la bici un vero mezzo di trasporto quotidiano, con ricadute su sicurezza, ambiente ed economia.

Cosa prevede il nuovo Piano nazionale

Il disegno di legge n. 2977 introduce nel nostro ordinamento il Piano generale della mobilità ciclistica, che coordinerà lo sviluppo delle infrastrutture e delle politiche per la bici a livello urbano, regionale e nazionale. Al centro c’è la creazione e il potenziamento della rete ciclabile nazionale Bicitalia, un sistema di ciclovie pensato per collegare territori, città e nodi strategici della mobilità.

La legge definisce inoltre una serie di misure per favorire l’uso quotidiano della bicicletta: più sicurezza per i ciclisti, migliore accessibilità a parcheggi dedicati e un’integrazione più efficace con stazioni ferroviarie e aeroporti. Il provvedimento introduce anche i cosiddetti biciplan, i piani di mobilità ciclistica che i Comuni dovranno elaborare per pianificare in modo sistematico percorsi, parcheggi e interventi sulla viabilità.

L’iter che ha portato all’approvazione è stato lungo e complesso, con numerose sospensioni e riprese, fino al via libera definitivo arrivato alla vigilia dello scioglimento delle Camere. Determinante è stato il lavoro del relatore alla Camera, Paolo Gandolfi, e il sostegno costante del Ministero dei Trasporti, che ha appoggiato il testo fin dalle prime fasi.

Un tassello chiave per l’industria della bicicletta

Per Confindustria ANCMA, che ha lavorato insieme a FIAB, FCI e numerose associazioni del mondo bici per il varo del provvedimento, la legge rappresenta un passaggio storico. Per la prima volta il nostro Paese si dota di uno strumento organico per favorire la mobilità ciclistica sulle strade, riconoscendo alla bicicletta un ruolo strutturale all’interno delle politiche di trasporto.

L’Italia vanta una tradizione industriale consolidata nel settore ciclistico. Il comparto genera un fatturato di circa 1 miliardo di euro e dà lavoro a 12 mila addetti. La bilancia commerciale è in attivo per 66 milioni di euro, segno di una forte vocazione all’export dei marchi italiani. In questo contesto si distingue il segmento delle e-bike, protagonista di una crescita impetuosa: nel sono state vendute 120 mila biciclette a pedalata assistita, con un incremento del 120% rispetto all’anno precedente. Anche le bici tradizionali hanno registrato una crescita del 2% nell’ultimo biennio.

Secondo ANCMA, la bici è ormai al centro del dibattito sulla mobilità sostenibile e può contribuire in modo concreto agli obiettivi di decarbonizzazione fissati dall’Unione Europea e recepiti dall’Italia con la Strategia Energetica Nazionale. Le due ruote, sottolinea l’associazione, non sono solo un prodotto industriale competitivo a livello mondiale, ma anche uno strumento per rendere più sostenibile il sistema dei trasporti.

Bici come mezzo di trasporto a pieno titolo

Con la nuova legge lo Stato assume la responsabilità diretta di promuovere la mobilità in bicicletta. La bici viene così riconosciuta come mezzo di trasporto utile a rispondere ai problemi di mobilità, in particolare nelle aree urbane più congestionate, dove può affiancare e integrare il trasporto pubblico riducendo traffico e inquinamento.

L’obiettivo è aprire una stagione nuova per la qualità ambientale e urbana, incrementando il numero di biciclette in circolazione e migliorando al contempo la sicurezza stradale e il benessere dei cittadini. Il quadro normativo potrà favorire anche lo sviluppo dell’economia legata al ciclismo, già oggi un ambito in cui l’Italia vanta un ruolo di primo piano a livello internazionale.

Le aspettative del settore sono rivolte ora alla prossima legislatura, chiamata a dare continuità a questo percorso con interventi concreti e coordinati sulla mobilità a 360 gradi, integrando le politiche per la bicicletta con quelle dedicate alle altre forme di trasporto sostenibile. La sfida sarà trasformare il Piano generale della mobilità ciclistica in infrastrutture, servizi e abitudini quotidiane, rendendo la bici una scelta naturale per gli spostamenti di tutti i giorni.

  • Introduzione del Piano generale della mobilità ciclistica
  • Sviluppo della rete ciclabile nazionale Bicitalia
  • Biciplan obbligatori per i Comuni
  • Misure per sicurezza e accessibilità delle due ruote
  • Settore industriale bici in crescita, soprattutto e-bike
  • Ruolo centrale della bici nelle politiche di mobilità sostenibile