BMW Group, strategia anti-crisi e focus su elettrico e CO2

BMW Group affronta l’emergenza coronavirus con una strategia a scenari multipli, puntando su solidità finanziaria, accelerazione dell’elettrificazione e rispetto degli obiettivi di CO2. Pur in un contesto di forte incertezza per l’intera industria automotive, il gruppo tedesco conferma gli investimenti chiave e ricalibra le previsioni 2020, mantenendo la mobilità elettrica al centro del proprio modello di business.
Produzione flessibile e liquidità sotto controllo
L’azienda ha impostato una pianificazione flessibile per poter adeguare rapidamente produzione e forniture all’andamento della domanda nei vari mercati. La priorità, sottolinea il management, resta la liquidità: i livelli di magazzino sono gestiti in modo rigoroso e i progetti meno urgenti vengono rinviati o rivisti. Alla fine del primo trimestre 2020, BMW Group disponeva di circa 19 miliardi di euro di fondi liquidi e mantiene il miglior rating creditizio tra le case europee.
Nel periodo gennaio-marzo 2020 sono stati consegnati 477.111 veicoli BMW, MINI e Rolls-Royce nel mondo, con un calo del 20,6% rispetto all’anno precedente. Nonostante la contrazione dei volumi, il fatturato di gruppo è salito a 23,25 miliardi di euro (+3,5%), sostenuto da un mix di prodotto favorevole e da una politica prezzi più redditizia. L’EBIT è cresciuto a 1,375 miliardi di euro, anche grazie al confronto con il Q1 2019 penalizzato da pesanti accantonamenti antitrust.
Il segmento Automotive ha generato ricavi per 17,99 miliardi di euro (-6,4%), con un margine EBIT dell’1,3% dopo il valore negativo dell’anno precedente. BMW ha immatricolato 411.809 unità, MINI 64.449 e Rolls-Royce 853 veicoli nel trimestre. Sul fronte regionale, l’Europa ha registrato 221.024 consegne (-18,3%), la Cina 116.577 (-30,9%) con primi segnali di ripresa tra marzo e aprile, mentre negli USA le vendite si sono attestate a 64.956 unità (-17,4%).
Mobilità elettrica e obiettivi di CO2 al centro
Nonostante la crisi, BMW ribadisce l’impegno verso gli obiettivi europei di CO2 e l’introduzione della normativa Euro 6d. Per il 2020 punta a ridurre di circa il 20% le emissioni medie di flotta rispetto al target precedente, combinando motori termici più efficienti e una maggiore quota di veicoli elettrificati. Nel primo trimestre sono stati consegnati 30.692 modelli plug-in ed elettrici BMW e MINI, con una crescita del 13,9%.
La strategia per la mobilità elettrica prevede un ampliamento rapido dell’offerta. Entro fine 2021 la gamma completamente elettrica di serie comprenderà cinque modelli: alla già nota BMW i3 si affiancano la MINI Cooper SE, la SUV iX3 prodotta in Cina, e dal 2021 la iNEXT e la berlina i4, realizzate rispettivamente a Dingolfing e Monaco con tecnologia BMW eDrive di quinta generazione. La prossima BMW Serie 7 sarà proposta con quattro varianti di powertrain, inclusa per la prima volta una versione BEV full electric, accanto a benzina, diesel e ibrido plug-in.
Il gruppo prosegue inoltre nello sviluppo della guida altamente automatizzata, con la iNEXT progettata per offrire funzionalità di livello 3 in autostrada, e nella ricerca sulla tecnologia a celle a combustibile a idrogeno. Sul fronte industriale, BMW ha assicurato l’accesso diretto a materie prime chiave come cobalto e litio, acquistati in proprio e conferiti ai fornitori di batterie.
- Oltre 30 miliardi di euro in R&S entro il 2025
- Cinque modelli full electric di serie entro il 2021
- Obiettivo CO2 di flotta in Europa ridotto del 20% nel 2020
- Taglio del 50% delle varianti di trasmissione entro il 2021
- Oltre 12 miliardi di euro di risparmi in efficienza entro il 2022
Con il programma Performance>NEXT, avviato nel 2017, BMW ha ridotto di un terzo i tempi di sviluppo dei nuovi modelli e sta eliminando fino al 50% delle varianti di motorizzazione meno strategiche, semplificando le architetture veicolo. L’obiettivo è ridurre complessità e costi, mantenendo al centro l’innovazione legata alla mobilità elettrica.
Moto, servizi finanziari e nuove previsioni 2020
Nel primo trimestre BMW Motorrad ha consegnato 34.774 moto e maxi scooter, con un calo del 9,9%. Il fatturato del comparto si è attestato a 557 milioni di euro (-4,9%) e l’EBIT a 72 milioni (-19,1%), per un margine del 12,9%. Il settore motociclistico risente della frenata della domanda globale ma mantiene una redditività a doppia cifra.
Il segmento Financial Services ha visto il portafoglio contratti salire a 5,52 milioni di unità, mentre i nuovi contratti di finanziamento e leasing sono scesi del 4,2% a 449.687. I ricavi sono aumentati a 7,6 miliardi di euro (+6,3%), ma l’utile prima delle imposte è calato a 484 milioni (-22,8%) per maggiori accantonamenti sul rischio legati agli effetti economici della pandemia.
Alla luce dello scenario COVID-19, BMW Group ha aggiornato l’outlook 2020. Per l’Automotive è previsto un calo significativo delle consegne globali e un margine EBIT compreso tra 0% e 3%. Per le moto si stima una contrazione marcata dei volumi e un margine EBIT tra il 3% e il 5%. Nei servizi finanziari, il ritorno sul capitale netto dovrebbe ridursi moderatamente. L’utile di gruppo prima delle imposte è atteso significativamente inferiore al 2019.
La forza lavoro scenderà leggermente rispetto all’anno precedente, principalmente attraverso il turnover naturale e una forte selettività sulle nuove assunzioni. La guidance non tiene conto di una recessione più lunga o di una seconda ondata di contagi, ma il gruppo si dice pronto ad adottare ulteriori misure di contenimento dei costi se lo scenario dovesse peggiorare. Per BMW, la crisi non rimette in discussione il modello di business, basato su innovazione tecnologica, mobilità elettrica e una gestione finanziaria prudente.