BMW Group, utili in crescita e spinta decisa sull’elettrico

Il BMW Group chiude il 2019 con un quarto trimestre in forte crescita e ricavi annuali oltre i 100 miliardi di euro per la prima volta nella sua storia. Il costruttore tedesco migliora la redditività trimestre dopo trimestre, mentre accelera sulla mobilità elettrica e conferma l’impegno nel rispetto dei target di CO2.
Risultati 2019 e performance finanziaria
Tra ottobre e dicembre 2019 le consegne dei marchi BMW, MINI e Rolls-Royce sono salite a 665.803 unità, con ricavi di Gruppo record a 29,366 miliardi di euro, spinti soprattutto dalla maggiore quota di modelli del segmento di lusso. L’utile prima del risultato finanziario del trimestre è cresciuto a 2,332 miliardi di euro, mentre l’utile prima delle imposte ha raggiunto 2,055 miliardi.
Sull’intero esercizio le consegne globali hanno toccato il nuovo massimo di 2.538.367 veicoli. I ricavi del BMW Group sono saliti a 104,210 miliardi di euro, superando la soglia dei 100 miliardi e più che raddoppiando rispetto al 2009. L’utile operativo si è attestato a 7,411 miliardi di euro, risentendo però dell’accantonamento da 1,4 miliardi legato al procedimento antitrust europeo e dei forti investimenti in ricerca e sviluppo, oltre che dell’impatto sfavorevole di cambi e materie prime.
L’utile prima delle imposte del 2019 si è fermato a 7,118 miliardi di euro, con un margine EBT del 6,8%. L’utile netto è stato pari a 5,022 miliardi. Nonostante il contesto complesso e gli investimenti crescenti, il flusso di cassa libero del settore automobilistico è rimasto solido a 2,567 miliardi di euro.
Alla prossima assemblea generale, il management proporrà un dividendo di 2,50 euro per azione ordinaria e 2,52 euro per azione privilegiata, pari a un payout del 32,8% dell’utile netto per BMW AG, per un esborso complessivo di circa 1,65 miliardi di euro.
Strategia elettrica e obiettivi di CO2
La strategia del BMW Group punta chiaramente sulla mobilità elettrica per centrare i futuri limiti di CO2 e consumo. Nel 2020 il costruttore prevede di ridurre di circa il 20% le emissioni medie della propria flotta europea rispetto all’anno precedente. Un terzo di questa riduzione arriverà dall’ottimizzazione dei motori termici, due terzi dall’espansione dell’offerta di veicoli elettrificati.
Già oggi il gruppo è tra i principali player nei veicoli elettrici e ibridi plug-in, e prevede di avere sulle strade oltre un milione di vetture elettrificate entro fine 2021. Entro quella data offrirà cinque modelli di serie completamente elettrici: oltre alla BMW i3, la gamma comprenderà la MINI Cooper SE, la BMW iX3 prodotta in Cina, la BMW iNEXT assemblata a Dingolfing e la BMW i4 costruita a Monaco, tutte dotate di tecnologia di quinta generazione.
Guardando più in là, entro il 2023 BMW conta di proporre 25 modelli elettrificati, oltre la metà full electric. Il gruppo fa leva su architetture flessibili, che permettono di offrire sullo stesso modello motore termico, ibrido plug-in o elettrico puro, adeguando rapidamente il mix produttivo alla domanda dei singoli mercati. Tra il 2019 e il 2025 le vendite di veicoli elettrificati dovrebbero crescere in media di oltre il 30% l’anno, con un raddoppio previsto già entro il 2021 rispetto ai livelli del 2019.
Questa trasformazione richiede investimenti massicci: nel 2019 le spese in ricerca e sviluppo sono salite a 5,952 miliardi di euro, in aumento dell’11,9% rispetto all’anno precedente, mentre gli investimenti in immobilizzazioni materiali e immateriali sono cresciuti a 5,650 miliardi.
Programma Performance>NEXT e risultati dei brand
Per bilanciare le spese per le tecnologie del futuro, il BMW Group prosegue il programma di efficienza Performance>NEXT, avviato nel 2017. L’obiettivo è generare risparmi per oltre 12 miliardi di euro entro fine 2022, snellendo processi, riducendo la complessità e concentrando l’offerta sulle varianti più redditizie.
- Riduzione fino al 50% delle varianti di trasmissione tradizionali dal 2021
- Tempi di sviluppo dei nuovi modelli tagliati di circa un terzo
- Maggiore sinergia negli acquisti e nelle strutture produttive
- Crescita mirata nei segmenti di lusso a più alto margine
Nel 2019 i marchi del gruppo hanno beneficiato soprattutto del boom nel segmento luxury: le vendite dei modelli di fascia alta BMW sono cresciute di circa il 75%, superando complessivamente le 100.000 unità, con un contributo chiave da Serie 8 e gamma superiore. La compatta elettrica BMW i3 ha sfiorato quota 40.000 unità, in crescita del 13%.
MINI ha immatricolato 347.474 vetture, puntando a una crescita selettiva e più profittevole in un mercato estremamente competitivo. L’ibrida plug-in MINI Cooper S E Countryman ALL4 ha registrato un aumento delle consegne di circa il 28% a quasi 17.000 unità. Rolls-Royce ha chiuso l’anno migliore della sua storia con 5.100 vetture consegnate, trainata dalla domanda di Cullinan e delle versioni Black Badge, con il Nord America come mercato principale.
BMW Motorrad ha centrato gli obiettivi annuali con 175.162 moto e maxi scooter consegnati, in aumento del 5,8%. I ricavi del segmento sono saliti a 2,368 miliardi di euro, con un utile operativo di 194 milioni e un margine EBIT dell’8,2%, pienamente nel target 8-10%.
Anche i servizi finanziari del gruppo hanno continuato a crescere: nel 2019 sono stati stipulati oltre 2 milioni di nuovi contratti con clienti retail, con un portafoglio attivo a fine anno di quasi 6 milioni di contratti. I ricavi del segmento sono saliti a 29,598 miliardi di euro, con utile prima delle imposte a 2,272 miliardi.
A livello geografico, il BMW Group ha mantenuto volumi superiori al milione di veicoli in Europa, mentre ha registrato una crescita significativa negli Stati Uniti e soprattutto in Cina, che si conferma il principale mercato di espansione. Nel complesso, i risultati 2019 mostrano un gruppo in grado di finanziare la transizione verso la mobilità elettrica mantenendo volumi, cassa e redditività su livelli solidi.