BMW investe 30 miliardi nella mobilità elettrica e digitale

BMW rilancia sul futuro della mobilità nonostante la tempesta del coronavirus e mette sul piatto oltre 30 miliardi di euro in ricerca e sviluppo entro il 2025. Al centro della strategia del gruppo tedesco ci sono elettrificazione di gamma, software, processi digitali e solidità finanziaria, con ricadute dirette anche sul mondo delle due ruote BMW Motorrad.
Strategia: innovazione e risposta all’emergenza
Oliver Zipse, presidente del board BMW, ha ribadito che il gruppo sostiene pienamente le misure per contenere il coronavirus e che la priorità è proteggere salute e redditività, adeguando velocemente i volumi produttivi alla domanda. Accordi con le rappresentanze dei lavoratori hanno introdotto lavoro flessibile, smart working e un regolamento sul lavoro ridotto che tutela fino al 93% del reddito netto per i dipendenti in scala salariale.
Parallelamente, BMW conferma un massiccio piano di investimenti in tecnologie orientate al futuro: oltre 30 miliardi di euro entro il 2025 per ricerca e sviluppo legati a elettrificazione, digitalizzazione e guida intelligente. Il gruppo rivendica la capacità di integrare hardware e software in un unico sistema, considerata decisiva per il futuro dell’auto connessa ed elettrica.
Grazie al programma Performance>NEXT, avviato nel 2017, BMW punta a oltre 12 miliardi di euro di risparmi di efficienza entro il 2022, riducendo di un terzo i tempi di sviluppo dei nuovi modelli e tagliando fino al 50% delle varianti di trasmissioni tradizionali dal 2021, a favore di propulsioni elettrificate.
Offensiva elettrica e obiettivi CO2
La mobilità elettrica è il pilastro della strategia BMW per il rispetto dei limiti di CO2. Il gruppo prevede di centrare l’obiettivo europeo 2020 con una riduzione di circa il 20% delle emissioni medie di flotta rispetto all’anno precedente. Un terzo del risultato arriverà dall’efficienza dei motori termici, due terzi dalla crescita dei veicoli elettrificati.
BMW ha già formato circa 46.000 dipendenti sull’e-mobility e si è garantita l’accesso diretto alle materie prime chiave, approvvigionando cobalto e litio per le batterie. Sul fronte prodotto, entro la fine del 2021 sulle strade ci sarà oltre un milione di veicoli BMW e MINI plug-in o full electric. La gamma elettrica comprenderà cinque modelli a batteria: oltre alla BMW i3 e alla MINI Cooper SE, arriveranno BMW iX3 (Cina), BMW iNEXT e BMW i4 (Germania), tutte con tecnologia elettrica di quinta generazione.
La prossima generazione di BMW Serie 7 offrirà per la prima volta anche una versione puramente elettrica, affiancata a diesel, benzina e ibrido plug-in. Entro il 2023 il BMW Group prevede 25 modelli elettrificati, più della metà full electric, grazie ad architetture veicolo nate per ospitare indifferentemente motore a combustione, ibrido plug-in o trazione totalmente elettrica. Tra il 2019 e il 2025 la casa si attende una crescita media annua oltre il 30% per le vendite di veicoli elettrificati.
- Oltre 30 miliardi di euro in R&S entro il 2025
- Oltre 12 miliardi di risparmi di efficienza con Performance>NEXT entro il 2022
- Più di 1 milione di veicoli elettrificati in circolazione entro fine 2021
- 25 modelli elettrificati entro il 2023, oltre metà full electric
- Obiettivo: riduzione CO2 di flotta in Europa di circa il 20% nel 2020
Numeri 2019 e performance di BMW Motorrad
Il 2019 si è chiuso con ricavi di gruppo a 104,21 miliardi di euro, per la prima volta oltre quota 100 miliardi, in crescita del 7,6% sul 2018, grazie soprattutto al mix favorevole verso i modelli di lusso. Le consegne di auto BMW, MINI e Rolls-Royce hanno toccato il record di 2.538.367 unità (+2,2%). Il margine EBT di gruppo è stato però sotto pressione, scendendo al 6,8% (9,9% nel 2018) per effetto di investimenti elevati, cambi sfavorevoli, materie prime più costose e un accantonamento antitrust da 1,4 miliardi nel primo trimestre.
Nell’automotive, i ricavi 2019 sono saliti a 91,68 miliardi di euro (+6,8%), con un EBIT di 4,499 miliardi e un margine del 4,9%. Escludendo l’accantonamento, il margine operativo sarebbe al 6,4%. Il lusso superiore è cresciuto di circa il 75%, oltre 100.000 unità, con buone performance per Serie 8 e Rolls-Royce Cullinan e Black Badge. A livello geografico, le consegne sono state leggermente in calo in Europa, in crescita negli USA e in forte aumento in Cina (+14%).
Per il mondo delle due ruote, BMW Motorrad chiude un altro anno positivo: 175.162 moto e maxi scooter consegnati nel 2019 (+5,8% rispetto al 2018). I ricavi del segmento sono saliti a 2,368 miliardi di euro (+9%), l’utile operativo a 194 milioni (+10,9%), con un margine EBIT dell’8,2%, perfettamente all’interno del target 8-10%. Per gli appassionati significa una base economica solida per lo sviluppo di nuovi modelli e per l’introduzione futura di soluzioni sempre più elettrificate anche nel mondo motociclistico.
Guardando al 2020, BMW prevede impatti significativi del coronavirus su tutti i principali mercati: consegne auto in calo deciso, margine EBIT automotive atteso tra il 2 e il 4% e utile di gruppo prima delle imposte sensibilmente inferiore al 2019. Per il segmento motocicli è prevista una lieve flessione delle vendite e un margine EBIT tra il 6 e l’8%. Nonostante il quadro complesso, il gruppo conferma la rotta: investimenti pesanti su mobilità elettrica, digitalizzazione e processi snelli per restare nella corsia di sorpasso della transizione in atto.