BMW punta sul cobalto sostenibile dal Marocco per le batterie

BMW rafforza la propria strategia sull’elettrico assicurandosi forniture dirette di cobalto sostenibile dal Marocco per le batterie di prossima generazione. L’accordo con il gruppo minerario Managem, dal valore di circa 100 milioni di euro, coprirà una quota significativa del fabbisogno del costruttore tedesco, con l’obiettivo di conciliare crescita dell’elettromobilità e controllo dell’impatto ambientale e sociale lungo la filiera.
Accordo con Managem e sicurezza dell’approvvigionamento
Il contratto firmato tra BMW Group e Managem prevede la fornitura di cobalto estratto in Marocco nel periodo 2020-2025. In base all’intesa, circa un quinto del cobalto necessario per la quinta generazione di propulsori elettrici BMW arriverà dal Paese nordafricano, mentre il restante fabbisogno sarà coperto dall’Australia. L’intesa formale segue un memorandum d’intesa siglato a Marrakech nel 2019, che aveva già tracciato la strada per un approvvigionamento diretto e tracciabile.
Il cobalto è una delle materie prime cruciali per le celle delle batterie agli ioni di litio e la casa di Monaco prevede che il proprio fabbisogno possa triplicare entro il 2025, in linea con il piano di espansione dell’offerta elettrificata. BMW punta ad avere in gamma 25 modelli elettrificati entro il 2023, oltre la metà dei quali completamente elettrici, con una crescita media annua delle vendite globali superiore al 30% fino al 2025.
Per garantire trasparenza e controllo, BMW ha ristrutturato la propria catena di fornitura per le batterie: litio e cobalto vengono acquistati direttamente dal costruttore e poi forniti ai due partner per la produzione di celle, CATL e Samsung SDI. Questa scelta evita passaggi intermedi e consente un monitoraggio più stretto della provenienza e delle condizioni di estrazione delle materie prime.
Sostenibilità, CO2 e responsabilità nella catena del valore
La gestione sostenibile del cobalto è un pilastro della strategia elettrica di BMW. Il costruttore dichiara come priorità il rispetto dei diritti umani, delle normative ambientali e delle condizioni di lavoro nelle miniere, con standard severi applicati ai fornitori, incluso il gruppo Managem. L’azienda rende pubblici i Paesi di origine del cobalto utilizzato e ribadisce che l’estrazione e la lavorazione devono avvenire in condizioni eticamente responsabili.
Un altro fronte è la riduzione delle emissioni di CO2 legate alla produzione delle batterie, una delle fasi più energivore dell’intero ciclo di vita di un veicolo elettrico. BMW ha raggiunto accordi contrattuali con CATL e Samsung SDI affinché le batterie di quinta generazione destinate ai modelli del gruppo siano prodotte esclusivamente con energia da fonti rinnovabili. Secondo le stime interne, questa misura dovrebbe ridurre di circa dieci milioni di tonnellate le emissioni di CO2 nel prossimo decennio.
La casa tedesca ha inoltre annunciato che, dalla quinta generazione dei suoi propulsori elettrici, non utilizzerà più terre rare nei motori. L’obiettivo è ridurre la dipendenza da materiali critici e vulnerabili a pressioni geopolitiche o volatilità di mercato, semplificando al tempo stesso la catena di fornitura.
La strategia complessiva sulla sostenibilità delle batterie si articola su più livelli:
- approvvigionamento diretto di cobalto e litio da Paesi selezionati
- standard elevati su diritti umani e tutela ambientale in fase di estrazione
- utilizzo esclusivo di energia verde per la produzione delle celle di quinta generazione
- eliminazione delle terre rare dai propulsori elettrici
- sviluppo di una catena del valore circolare con recupero e riciclo dei materiali
Competenze interne e sviluppo della filiera delle batterie
Per presidiare l’intera catena del valore delle batterie, BMW ha investito in un proprio centro di competenza dedicato alle celle a Monaco di Baviera, operativo dal 2019. Qui vengono sviluppate e testate nuove tecnologie di batteria, con produzione di prototipi che consente di analizzare a fondo processi, materiali e potenziali margini di efficienza. L’eventuale produzione autonoma di celle su larga scala viene mantenuta come opzione, da valutare in base all’evoluzione del mercato dei fornitori.
Attualmente, le celle vengono acquistate da due grandi player asiatici. Con CATL BMW ha firmato un contratto da 7,3 miliardi di euro valido dal 2020 al 2031, mentre l’accordo con Samsung SDI vale 2,9 miliardi di euro per il periodo 2021-2031. Ogni nuova generazione di celle viene assegnata al produttore che offre la combinazione più competitiva di tecnologia e costi, con l’obiettivo di avere accesso continuo a soluzioni all’avanguardia.
La produzione dei moduli e dei pacchi batteria viene invece gestita internamente in diversi stabilimenti del gruppo: Dingolfing in Germania, Spartanburg negli Stati Uniti, Shenyang in Cina e, tramite una collaborazione con il gruppo Dräxlmaier, anche in Thailandia. Questa rete produttiva consente di avvicinare l’assemblaggio delle batterie ai siti di costruzione dei veicoli elettrificati, riducendo complessità logistica e costi di trasporto.
BMW ha inoltre avviato un consorzio tecnologico con lo specialista svedese Northvolt e il gruppo belga Umicore, focalizzato sullo sviluppo di una catena del valore europea per le batterie, dalla ricerca alla produzione fino al riciclo. In un contesto di domanda globale in forte crescita, il recupero dei materiali e il riutilizzo delle materie prime strategiche vengono indicati come passaggio chiave per chiudere il ciclo dei materiali e mitigare la pressione sulle risorse naturali.
In parallelo all’evoluzione della filiera del cobalto sostenibile, la gamma elettrificata del gruppo continua a crescere: oltre alla BMW i3 e alla MINI Full Electric, sono previsti modelli come BMW iX3, iNEXT e i4, che beneficeranno delle nuove generazioni di batterie e delle scelte di approvvigionamento e produzione orientate alla sostenibilità. Per il settore, la strategia BMW sul cobalto e sulle batterie rappresenta un segnale chiaro: l’espansione dell’elettromobilità passa sempre di più dalla capacità di controllare, e rendere trasparente, l’intera catena del valore.