Bollo moto d’epoca: arriva lo sconto del 50% tra 20 e 29 anni

Con la Legge di Bilancio entrata in vigore il 1° gennaio 2019 arrivano novità concrete per chi ama le moto d’epoca e per chi guarda alla mobilità elettrica su due ruote. Viene infatti reintrodotta la riduzione del bollo per i veicoli storici ventennali e varato un contributo per l’acquisto di moto e scooter elettrici o ibridi con rottamazione.
Sconto bollo per moto storiche tra 20 e 29 anni
Il provvedimento più atteso dai collezionisti riguarda gli autoveicoli e motoveicoli di interesse storico e collezionistico con immatricolazione compresa tra i 20 e i 29 anni. Per questi mezzi è prevista una riduzione del 50 per cento sulla tassa automobilistica, a precise condizioni.
Per accedere allo sconto è necessario che il veicolo sia riconosciuto di interesse storico e collezionistico e disponga del Certificato di Rilevanza Storica. Non basta l’anzianità anagrafica: il requisito fondamentale è il riconoscimento ufficiale della storicità, che deve risultare anche sulla carta di circolazione.
La norma specifica che l’agevolazione si applica solo se il veicolo:
- ha un’anzianità compresa tra 20 e 29 anni dalla data di prima immatricolazione
- è in possesso del Certificato di Rilevanza Storica in corso di validità
- riporta il riconoscimento di storicità direttamente sul libretto
- è iscritto a uno dei Registri Storici riconosciuti dal Codice della Strada
Per i motociclisti questo significa un alleggerimento del costo di mantenimento per moto ancora utilizzabili su strada, ma già entrate nella fascia di interesse storico. Il Certificato di Rilevanza Storica deve essere rilasciato dal Registro Storico FMI o da uno degli altri registri ufficialmente riconosciuti, come previsto dal Codice della Strada.
La reintroduzione dell’agevolazione interviene dopo anni di incertezza normativa sul trattamento fiscale dei veicoli tra i 20 e i 29 anni, riportando un quadro più favorevole per chi conserva e mantiene in efficienza motociclette che rappresentano un patrimonio tecnico e culturale.
Come funziona il Certificato di Rilevanza Storica
Il Certificato di Rilevanza Storica è lo strumento che consente di attestare il valore storico e collezionistico del veicolo. Oltre a essere indispensabile per ottenere la riduzione del bollo, è il documento che certifica lo stato di conservazione o il restauro conforme all’originale.
Per essere considerato valido ai fini fiscali deve provenire da registri riconosciuti dal Codice della Strada. Tra questi, per il mondo delle due ruote spicca il Registro Storico FMI, che valuta i veicoli in base a criteri di originalità, integrità e coerenza con le specifiche dell’epoca.
Solo dopo l’emissione del certificato e l’annotazione della storicità sulla carta di circolazione il proprietario può beneficiare dello sconto del 50 per cento sulla tassa di possesso. L’agevolazione si affianca alle esenzioni già previste in molte regioni per i veicoli con più di 30 anni, completando così il quadro di tutela del parco moto storico.
Incentivi per moto e scooter elettrici e ibridi
La stessa Legge di Bilancio introduce anche un contributo all’acquisto per chi sceglie veicoli elettrici o ibridi nuovi di fabbrica di piccola e media cilindrata, con contestuale rottamazione di un mezzo più vecchio. L’obiettivo è favorire il rinnovo del parco circolante e la diffusione di soluzioni a minore impatto ambientale.
L’incentivo riguarda veicoli delle categorie L1 e L3 con potenza inferiore o uguale a 11 kW: rientrano quindi ciclomotori e motocicli a due ruote, sia equivalenti ai 50 cc sia di cilindrata superiore. Il contributo è collegato alla rottamazione di un veicolo della stessa categoria, intestato all’acquirente o utilizzato in leasing da almeno dodici mesi.
Se il mezzo consegnato per la demolizione è omologato Euro 0, Euro 1 o Euro 2, viene riconosciuto un contributo pari al 30 per cento del prezzo di acquisto del nuovo veicolo elettrico o ibrido, fino a un tetto massimo di 3.000 euro. Si tratta di una leva economica importante per chi valuta il passaggio a uno scooter o a una moto a basse emissioni, soprattutto nelle aree urbane più soggette a restrizioni del traffico.
Nel complesso, il nuovo quadro normativo premia da un lato i collezionisti che mantengono in vita il patrimonio delle moto d’epoca e dall’altro i motociclisti orientati verso l’elettrico, delineando una politica che guarda sia alla memoria storica sia alla mobilità del futuro.