bp Ultimate Rally-Raid Portugal 2026, tutti i big al via a Grândola

Secondo appuntamento stagionale per i Mondiali Rally-Raid FIA e FIM: dal 17 al 22 marzo il bp Ultimate Rally-Raid Portugal 2026 porterà auto, moto, SSV e quad da Grândola a Loulé, passando per la Spagna. In gioco non c’è solo la vittoria di tappa, ma un pezzo importante dei titoli W2RC, con tutti i protagonisti del Dakar e delle ultime stagioni schierati al via.
Un parco partenti da Mondiale
La terza edizione della gara organizzata dall’Automóvel Club de Portugal propone un percorso di 2.175 km complessivi, di cui 1.320 km cronometrati. L’elenco iscritti conta 117 veicoli, ben 97 registrati per il Mondiale Rally-Raid, segno del peso crescente della tappa lusitana nel calendario.
Nella categoria auto Ultimate spiccano i tre costruttori di riferimento: Dacia, Ford e Toyota. Dopo il trionfo al Dakar, The Dacia Sandriders si presentano con una formazione di altissimo profilo: Nasser Al Attiyah guida la classifica generale con 73 punti ed è già stato vincitore in Portogallo nel 2024, Sébastien Loeb occupa la quarta posizione iridata ed è reduce dal podio di Lisbona, mentre il campione del mondo in carica Lucas Moraes cerca riscatto dopo un avvio 2026 sottotono.
Ford risponde con una vera armata: sette vetture, tra cui i due ufficiali Mattias Ekstrom, secondo in campionato, e Carlos Sainz, quinto, affiancati da una pattuglia di Raptor clienti e dal F150 Evo di Miroslav Zapletal. Toyota mantiene però la superiorità numerica: dodici Hilux iscritti al W2RC, metà del gruppo Ultimate, con Henk Lategan chiamato a guidare la riscossa dopo un Dakar complicato, insieme a Seth Quintero, Akira Miura e a una folta schiera di privatissimi supportati da strutture come Overdrive Racing, SVR ed Energylandia.
Da seguire anche il debutto in Portogallo delle tre Defender ufficiali nella categoria Stock: Rokas Baciuska, Sara Price e Stéphane Peterhansel proseguono il loro programma mondiale dopo gli incoraggianti riscontri in Arabia Saudita.
Nel gruppo Challenger sono 17 gli iscritti, 10 dei quali puntano ai punti iridati. Il leader di campionato e vincitore del Dakar Pau Navarro cambia pacchetto tecnico e team, passando al Viking Challenger: la nuova combinazione sarà svelata alle verifiche. Salto di categoria per il portoghese Alexandre Pinto, dominatore SSV 2025, che correrà in casa con un Taurus gestito dalla struttura BBR. Riflettori puntati anche su Charles Munster, rivelazione dello scorso anno in Portogallo, e sulla pilota olandese Puck Klaassen, vincitrice di due tappe all’ultimo Dakar.
Nella classe SSV, 6 dei 16 veicoli al via sono iscritti al W2RC e tutti su base Can-Am. L’idolo di casa Joao Monteiro, ufficiale Can-Am, è attualmente secondo in classifica generale e può puntare alla leadership sfruttando il fattore campo. A sfidarlo ci saranno il compagno Jeremias Gonzalez, gli equipaggi South Racing di Luis Cidade e Pedro Mac Dowell e altri due privati.
Moto: Benavides al comando, Sanders e Brabec all’assalto
Il capitolo moto promette un livello tecnico altissimo. Tutti i team ufficiali RallyGP – KTM, Honda e Hero – saranno al via, con Luciano Benavides (Red Bull KTM Factory Racing) leader del campionato dopo aver centrato al Dakar la vittoria più tirata di sempre, per soli due secondi sulla Honda di Ricky Brabec.
Per Daniel Sanders, dominatore del Mondiale 2025 con quattro successi su cinque gare, e per lo stesso Brabec, il Portogallo vale già come prova del nove. L’australiano ha visto sfumare il Dakar per un infortunio alla spalla mentre era in testa, e adesso cerca rivincita sul terreno dove lo scorso anno aveva preceduto Tosha Schareina. Il pilota spagnolo e l’americano inseguono Benavides rispettivamente a 14 e 8 punti di distacco; più staccati Skyler Howes e lo stesso “Chucky” Sanders, ma ancora pienamente in corsa in un campionato lunghissimo.
La pattuglia RallyGP si completa con altri nomi pesanti: Adrien Van Beveren con Honda, il cileno Nacho Cornejo e il botswano Ross Branch per Hero MotoSports, oltre a Edgar Canet, promosso nella massima categoria dopo il titolo Rally2.
Proprio il vuoto lasciato da Canet accende gli appetiti nella classe Rally2, che porta in Portogallo ben 32 moto iscritte. In testa alla provvisoria c’è Toni Mulec (BAS World KTM), che affronterà per la prima volta le piste tra Portogallo e Spagna. A insidiarlo soprattutto Preston Campbell (Monster Energy Honda HRC), secondo al Dakar e miglior rookie, e il portoghese Martim Ventura, terzo nel mondiale dopo due vittorie di tappa in Arabia Saudita.
Tra i piloti di casa spicca anche Bruno Santos con la Husqvarna di Xraids Experience, già secondo in Portogallo nel 2025 e pronto a rilanciare le proprie ambizioni di podio iridato. Attesa curiosità per il debutto in W2RC di Kove Factory Racing con Neels Theric, autore di tre successi parziali al Dakar, e per la presenza della francese Lilimay Mansuy, unica donna della squadra cinese. A rappresentare la nuova ondata di talenti francesi ci sarà anche Thomas Zoldos, campione del mondo Rally3 in carica, al debutto tra le Rally2.
Per Rally3 e quad il bp Ultimate Rally-Raid Portugal segna invece il vero inizio di stagione, visto che il Dakar non rientra nel loro calendario iridato. In Rally3 i fratelli Gonçalo e Salvador Amaral, su Honda enduro e con i colori Wing Motor, vogliono confermare il dominio mostrato nel 2024, approfittando dell’uscita di scena di Zoldos dalla categoria.
Nei quad sono attesi tre protagonisti. Il lituano Antanas Kanopkinas, vicecampione sia in Portogallo che in Coppa del Mondo 2025 con CFMoto Thunder Racing, ritroverà in squadra il connazionale debuttante Adomas Gancierius. A completare il lotto il francese Alexis Varagne, con Yamaha e licenza del Senegal National Team, già sul podio di Lisbona al suo esordio nel W2RC.
Un tracciato compatto tra Portogallo e Spagna
Il cuore logistico della gara sarà il bivacco di Grândola, che aprirà il 14 marzo. Le verifiche amministrative e tecniche si svolgeranno tra il 16 e il 17 marzo, seguite da briefing generale, conferenza stampa pre-gara e dal prologo FIM di 5 km che stabilirà l’ordine di partenza per la prima speciale.
- Stage 1, 18 marzo: anello Grândola–Grândola, 315 km totali con 215 km di speciale
- Stage 2, 19 marzo: Grândola–Badajoz, 545 km di cui 380 cronometrati
- Stage 3, 20 marzo: Badajoz–Badajoz, 490 km totali e 300 di prova speciale
- Stage 4, 21 marzo: Badajoz–Loulé, 520 km con 310 km contro il tempo
- Stage 5, 22 marzo: anello Loulé–Loulé, 265 km complessivi, 115 km di speciale
Un disegno compatto ma intenso, con terreni vari che passano dalle piste sabbiose alle sezioni più tecniche su terra, pronto a diventare banco di prova decisivo per la corsa al titolo W2RC sia tra le auto sia tra le due ruote. Il verdetto finale arriverà il 22 marzo a Loulé, con la premiazione che chiuderà una settimana chiave per la stagione 2026 del rally-raid mondiale.