1 Marzo 2026

Caso Fenati, la giustizia sportiva FMI conferma la sospensione

La ha confermato la sospensione cautelare dall’attività sportiva e federale per Romano Fenati, in seguito all’episodio avvenuto nel di San Marino e della Riviera di Rimini della Moto2 del 9 settembre . La decisione arriva al termine dell’audizione tenutasi a Roma e segna un passaggio chiave nella gestione disciplinare di uno dei casi più discussi del motociclismo recente.

L’udienza a Roma e le contestazioni

L’audizione di Fenati si è svolta al Palazzo delle Federazioni Sportive del CONI, a Roma, nella mattinata del 14 settembre 2018. Al pilota marchigiano è stata contestata la violazione dell’articolo 1.2 del Regolamento di Giustizia della , in relazione al comportamento tenuto nei confronti del collega Stefano Manzi durante la gara di Moto2 a .

Il caso nasce dal contatto ravvicinato tra i due piloti in pieno rettilineo, un gesto che ha immediatamente sollevato un’ondata di critiche nel paddock e tra gli appassionati, riportando al centro del dibattito i temi della sicurezza in pista e della responsabilità sportiva. La Federazione è intervenuta con un provvedimento d’urgenza, poi portato al vaglio del Tribunale Federale nella seduta romana.

Il collegio giudicante era presieduto dall’avvocato Luigi Musolino, affiancato dagli avvocati Gloria Brancher e Paolo De Matteis. Alla base dell’azione federale c’è la richiesta del Procuratore Federale Antonio De Girolamo, che aveva domandato l’applicazione della sospensione cautelare subito dopo l’accaduto.

Confermata la sospensione cautelare

All’esito dell’audizione, il Tribunale Federale ha confermato integralmente l’ordinanza di sospensione cautelare già emessa nei giorni precedenti. La misura riguarda sia l’attività sportiva sia quella federale di Romano Fenati, che resta quindi escluso da ogni iniziativa rientrante nell’ambito della Federazione Motociclistica Italiana fino a nuova decisione.

La sospensione cautelare non rappresenta ancora una sanzione definitiva, ma è uno strumento utilizzato per tutelare l’ordinato svolgimento dell’attività sportiva mentre è in corso l’istruttoria disciplinare. In questo lasso di tempo, il pilota non può prendere parte a gare o eventi organizzati sotto l’egida della FMI, né svolgere ruoli ufficiali in ambito federale.

La scelta del Tribunale Federale conferma la linea di fermezza adottata dalla Federazione nei confronti dei comportamenti giudicati incompatibili con i principi di correttezza sportiva. Il caso Fenati, complice anche la sua risonanza internazionale, diventa così un banco di prova importante per la giustizia sportiva motociclistica italiana.

Prossime tappe del procedimento disciplinare

Con la conferma della sospensione cautelare, il fascicolo torna ora nelle mani del Procuratore Federale, che dovrà gestire la fase successiva del procedimento. Entro un termine di due mesi potranno essere svolte ulteriori indagini preliminari per approfondire ogni aspetto del caso, anche sulla base dei materiali e delle testimonianze raccolte finora.

Durante questo periodo, la misura cautelare resta pienamente in vigore. Solo al termine dell’istruttoria il Procuratore Federale deciderà se procedere con il deferimento di Romano Fenati al Tribunale Federale, aprendo la strada a un eventuale giudizio di merito e a possibili sanzioni definitive.

Le possibili evoluzioni del procedimento, in linea generale per casi di questo tipo, possono includere:

  • archiviazione, qualora non emergano elementi sufficienti per il deferimento
  • deferimento al Tribunale Federale con richiesta di sanzione
  • conferma, revoca o modifica delle misure cautelari in corso d’opera
  • irrogazione di una sanzione definitiva da parte del Tribunale Federale
  • eventuale impugnazione nei gradi successivi di giustizia sportiva

In attesa degli sviluppi, il caso continua a rappresentare un punto di riferimento nel dibattito sulla gestione disciplinare degli episodi estremi in pista, in un contesto, quello del motociclismo moderno, in cui velocità e sicurezza impongono regole chiare e risposte rapide da parte delle istituzioni sportive.