Cingolani al MotoFestival: la sfida epocale della mobilità green

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La transizione ecologica non è solo un obiettivo politico, ma una sfida che cambierà in profondità anche il mondo delle due ruote. Lo ha spiegato il Ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani, intervenuto al MotoFestival di Moto.it, dove ha raccontato la propria passione per moto e lunghi viaggi, ma anche i limiti attuali e le condizioni necessarie perché la mobilità elettrica diventi davvero alla portata di motociclisti e scooteristi.

Un ministro motociclista tra passione e responsabilità

Cingolani ha messo subito sul tavolo il proprio legame personale con le due ruote. Ha ricordato di aver iniziato a correre in bicicletta da bambino, a 8-9 anni, per poi passare alla moto a 19 anni. Da allora ha avuto molte moto e si definisce un grande appassionato, al punto da descrivere come eccezionale la vita del motociclista e condividere il sogno, comune a tanti, di possederne più di una.

Questa dimensione personale rende particolarmente interessante il suo punto di vista sulla trasformazione in corso. Non si tratta, nelle sue parole, di un semplice cambio di tecnologia, ma di un passaggio che tocca la libertà di viaggio, l’autonomia e il modo stesso di vivere la moto. Proprio per questo, la riflessione sulla transizione ecologica non può prescindere dalla concretezza di chi i chilometri li macina davvero, anche su lunghe distanze.

I tre pilastri della transizione ecologica

Nell’intervento al MotoFestival, Cingolani ha sintetizzato la strategia della transizione ecologica in tre punti fondamentali, che riguardano anche il settore della mobilità:

  • riduzione attiva degli agenti inquinanti;
  • potenziamento dell’economia circolare;
  • riduzione della CO₂ “passiva”.

Per rendere possibile questo cambio di paradigma, il Ministro ha insistito sulla necessità di un rapporto realmente trasparente tra pubblico e privato. Da un lato, gli investitori saranno chiamati a puntare con decisione sulle nuove installazioni e sulle infrastrutture indispensabili alla mobilità sostenibile. Dall’altro, lo Stato dovrà garantire tempi rapidi e regole chiare nelle autorizzazioni, con una burocrazia chiamata a fare diversi passi indietro per non rallentare il processo.

Cingolani ha sottolineato che non esiste un piano B: la transizione va fatta, e va fatta con decisione. Ma va anche governata in modo realistico, tenendo conto delle esigenze pratiche di chi si muove ogni giorno e di chi utilizza moto e scooter non solo in città, ma anche su percorsi extraurbani e viaggi a lungo raggio.

Elettrico su due ruote: infrastrutture e limiti attuali

Per spiegare in termini concreti la portata della trasformazione richiesta, il Ministro ha proposto un esempio diretto: immaginare che tutti si spostino esclusivamente con scooter e moto elettriche. In questo scenario, il solo sviluppo dell’infrastruttura di ricarica rappresenterebbe un cambiamento epocale, ben oltre le reti oggi pensate principalmente per l’ambito urbano.

La sfida diventa ancora più evidente se si guarda alla prospettiva di un mototurista. Cingolani ha raccontato di essere un viaggiatore abituale, autore di tragitti molto lunghi in moto, con un’autonomia attuale di circa 350 km con il serbatoio tradizionale. Applicando lo stesso stile di viaggio all’elettrico, servirebbe la possibilità di trovare, lungo qualsiasi itinerario, punti di ricarica ogni 150 km circa. Una rete di questo tipo, capillare sulle grandi distanze e non solo nelle aree metropolitane, è molto più complessa da realizzare rispetto alle infrastrutture urbane.

Secondo il Ministro, questa è la dimostrazione della portata reale della transizione: un percorso lungo, che non si può risolvere in un anno, e che richiederà interventi coordinati su tecnologia, investimenti, norme e pianificazione del territorio. Per il mondo delle due ruote, significa ripensare tempi di viaggio, soste, infrastrutture e persino la geografia del , mantenendo però al centro quella passione e quella sensazione di libertà che, come ricorda Cingolani, rendono la vita del motociclista davvero speciale.