Codice della Strada, sterrati a rischio: FMI pronta alla mobilitazione

Alla vigilia di una novità attesa da anni come la targa sostitutiva per le gare, per il fuoristrada italiano arriva una notizia che preoccupa motociclisti e operatori del settore: le modifiche al Codice della Strada sulla viabilità forestale potrebbero restringere drasticamente l’accesso alle strade sterrate. La Federazione Motociclistica Italiana annuncia opposizione e non esclude una mobilitazione nazionale.
La nuova definizione di viabilità forestale e i rischi per il fuoristrada
Al centro del confronto ci sono gli emendamenti agli articoli 2 e 3 del Codice della Strada, in particolare il comma che ridefinisce il concetto di strada includendo sentieri, mulattiere e tratturi nella cosiddetta viabilità forestale. La bozza di modifica prevede che questi percorsi siano destinati in via esclusiva a pedoni, biciclette e animali, ammettendo solo il transito occasionale di veicoli a motore per attività agro-silvo-pastorali, servizi, vigilanza, soccorso, protezione civile e accesso ai fondi da parte degli aventi diritto.
Una formulazione che, secondo la FMI, trasformerebbe gran parte della rete di strade bianche e percorsi sterrati in viabilità di fatto preclusa alla circolazione regolare dei motocicli. Per la Federazione si tratterebbe non solo di un colpo durissimo alla pratica del fuoristrada, alle scuole, ai motoclub e a tutto l’indotto turistico legato all’enduro e al mototurismo, ma anche di una limitazione considerata illogica e potenzialmente in contrasto con principi già riconosciuti in sede giuridica.
La posizione è netta: l’accesso alle strade sterrate, se svolto nel rispetto delle regole e dell’ambiente, non può essere sacrificato privilegiando solo alcune categorie di utenti. La FMI sottolinea come il tema non riguardi esclusivamente i motociclisti, ma in generale il diritto di percorrenza su una parte importante del territorio rurale e montano.
La risposta FMI: opposizione in Commissione e ipotesi di mobilitazione
La Federazione Motociclistica Italiana ha già avviato un’azione di contrasto istituzionale agli emendamenti, intervenendo direttamente nei lavori di Commissione e annunciando che la battaglia proseguirà in tutte le sedi competenti. L’obiettivo è difendere il diritto alla mobilità e alla pratica sportiva motorizzata sulle strade sterrate, promuovendo un utilizzo equilibrato del territorio che tenga conto di tutte le categorie di utenti.
La FMI richiama anche esperienze recenti a livello regionale, come il caso dell’Emilia-Romagna, dove la mobilitazione del mondo motociclistico aveva già portato a risultati concreti in materia di accesso alla viabilità minore. Su questa scia, la Federazione non esclude la possibilità di una mobilitazione nazionale qualora il percorso legislativo degli articoli 2 e 3 dovesse confermare gli attuali indirizzi restrittivi.
Nel mirino c’è un’impostazione considerata sbilanciata, che ridefinisce il concetto di strada senza tenere adeguatamente conto di chi pratica regolarmente il fuoristrada, sia in chiave sportiva sia turistico-ricreativa. Per la FMI il confronto deve puntare a un “corretto utilizzo del territorio” che concili tutela ambientale, sicurezza e libertà di movimento, senza criminalizzare chi rispetta norme e percorsi autorizzati.
Targa sostitutiva per le gare: una vittoria importante ma offuscata
La polemica sugli sterrati arriva proprio mentre il settore festeggia un risultato atteso da tempo: la possibilità di utilizzare una targa sostitutiva durante le competizioni. La modifica al Codice della Strada prevede infatti che, in gara, si possa montare una targa auto-prodotta in materiale adesivo, su pannello in PVC, che riproduca il numero di immatricolazione del veicolo.
Il legislatore ha stabilito specifiche chiare: fondo giallo per distinguere la targa sostitutiva, cifre e lettere nere con le stesse dimensioni di quelle della targa originale, mantenendo gli stessi requisiti di visibilità e posizione previsti dal Codice per le targhe standard. Una soluzione semplice ma attesa da anni da piloti, team e preparatori.
I vantaggi sono concreti:
- riduzione del rischio di perdita o rottura della targa originale in gara
- minori costi e burocrazia, evitando reimmatricolazioni onerose
- maggiore praticità nella gestione delle moto da competizione
- allineamento a prassi già diffuse nei contesti sportivi
Il nuovo quadro normativo arriverà a compimento con la conclusione dell’iter legislativo, momento a partire dal quale la targa sostitutiva diventerà a tutti gli effetti operativa. La FMI rivendica questo passaggio come un riconoscimento importante per chi pratica il fuoristrada in modo organizzato e nel rispetto delle regole.
Resta però l’ombra della partita ben più pesante sugli articoli 2 e 3 del Codice della Strada. Per la Federazione, la conquista della targa sostitutiva è solo una tappa: ora la priorità è evitare che una definizione penalizzante della viabilità forestale chiuda le porte alla legittima circolazione sulle strade sterrate, con ricadute profonde su sport, turismo e libertà di movimento del mondo moto.