DZ Engineering, le bandiere elettroniche DZe-Flag verso l’obbligo in pista

La sicurezza in pista fa un salto in avanti grazie a DZ Engineering, azienda italiana del Dino Zoli Group, che ha sviluppato le bandiere elettroniche DZe-Flag. Il sistema, nato dall’esperienza maturata nel Marina Bay Street Circuit di Singapore, è già omologato FIA per i tracciati di grado 2 e si avvia a diventare obbligatorio in tutti i circuiti motoristici.
Dalle bandiere tradizionali alle DZe-Flag
Da oltre settant’anni i commissari di percorso presidiano i punti sensibili dei circuiti con le classiche bandiere di segnalazione. Un ruolo chiave per la sicurezza di piloti e addetti ai lavori, ma legato a strumenti che, soprattutto in condizioni di scarsa visibilità o in notturna, possono non essere sempre immediati.
Proprio su questo limite si è interrogato il team di ingegneri che oggi lavora in DZ Engineering, quando nel 2008 ha progettato l’illuminazione del Marina Bay Street Circuit, sede del primo Gran Premio di Formula 1 in notturna. La domanda era semplice: le bandiere sventolate a mano sono sufficientemente visibili di notte o serve un sistema più efficace e uniforme?
Da qui è nato il primo sistema di bandiere elettroniche installato a Singapore nel 2008, che ha attirato subito l’attenzione degli addetti ai lavori per la rapidità di comunicazione e la maggiore chiarezza dei segnali, soprattutto nei punti più veloci e critici del tracciato.
Come funziona il sistema DZe-Flag
Le DZe-Flag rappresentano l’evoluzione di quella sperimentazione iniziale, trasformata in un sistema strutturato e certificato. Il cuore del progetto è una rete di punti luminosi di segnalazione, comandati in modalità wireless e coordinati tra loro, studiati per replicare le logiche e i significati delle bandiere tradizionali ma con una visibilità superiore.
DZ Engineering è oggi una delle poche realtà al mondo in grado di proporre un pacchetto tecnologico completo per i circuiti, dall’illuminazione speciale alla gestione elettronica delle segnalazioni. Le DZe-Flag si inseriscono in questo ecosistema come elemento centrale per la sicurezza, grazie a una serie di caratteristiche specifiche:
- comunicazione wireless tra tutte le postazioni del sistema di bandiere
- controllo e comando tramite interfacce touchscreen, simili a tablet
- rapida personalizzazione delle logiche di utilizzo, nel rispetto degli standard FIA
- maggiore visibilità e uniformità del segnale rispetto alle bandiere tradizionali
- integrazione con altri sistemi elettronici di pista
Secondo l’azienda romagnola, il vero punto di forza risiede proprio nel controllo digitale: l’uso di tecnologie ormai di uso comune, come i tablet, consente ai commissari e alla direzione gara di gestire le segnalazioni con tempi di risposta ridottissimi, minimizzando il rischio di errori e garantendo una comunicazione più chiara ai piloti.
Omologazione FIA e prospettive per i circuiti
Il percorso di sviluppo delle DZe-Flag è strettamente legato alle linee guida della Federazione Internazionale dell’Automobile. Il sistema ha già ottenuto l’omologazione per i circuiti di grado 2, categoria che include numerosi impianti utilizzati per competizioni automobilistiche e motociclistiche di alto livello.
Lo stesso team che avviò il progetto nel 2008 sta lavorando ora all’estensione dell’omologazione FIA anche ai circuiti di grado 1, il livello più alto che comprende gli autodromi di riferimento mondiale, e ai tracciati di grado 3. L’obiettivo è chiaro: portare le bandiere elettroniche a diventare lo standard per tutte le principali categorie del motorsport.
La stessa FIA, nelle stagioni successive all’introduzione del sistema a Singapore, ha progressivamente rafforzato i requisiti di sicurezza, prevedendo regolamenti che impongono l’uso di segnalazioni elettroniche nelle gare di Formula 1. Nel medio periodo, l’introduzione di sistemi come le DZe-Flag è destinata a diventare obbligatoria su tutti i circuiti motoristici certificati.
Per DZ Engineering, che ha costruito la propria reputazione proprio sui grandi progetti di illuminazione e infrastrutture per i circuiti, questo sviluppo rappresenta il consolidamento di oltre un decennio di ricerca nel settore. L’azienda rivendica il ruolo del territorio romagnolo, culla di gran parte della cultura motoristica italiana, come terreno ideale per far nascere soluzioni destinate a incidere sulla sicurezza delle competizioni a livello internazionale.