28 Febbraio 2026

Enduro al Lago del Turano, intesa FMI–enti locali per tutelare l’area

Una nuova alleanza tra sport e ambiente prende forma sulle sponde del Lago del Turano. In occasione della presentazione della quinta e sesta prova degli Assoluti d’Italia di a Colle di Tora, è stato firmato un Protocollo di Intesa tra la e gli enti locali per regolamentare la pratica del fuoristrada e tutelare un’area di alto pregio naturalistico.

Un territorio di pregio condiviso tra enduro e tutela ambientale

L’accordo riguarda il comprensorio del Lago del Turano e delle zone circostanti, un’area caratterizzata da importanti risorse idriche e da paesaggi ancora poco antropizzati, strategica per l’equilibrio ambientale della provincia di Rieti e per il suo sviluppo turistico. La firma del protocollo è avvenuta a Colle di Tora il 13 giugno, alla presenza del Delegato alle Infrastrutture della Provincia di Rieti, Matteo Monaco.

Hanno sottoscritto il documento il Responsabile delle Politiche Istituzionali , Tony Mori, il Direttore della Riserva Naturale Monti Navegna e Cervia, Luigi Russo, i sindaci di Ascrea, Castel di Tora e Colle di Tora e il presidente del Moto Club Valturano, realtà da anni attiva nell’organizzazione di eventi fuoristrada sul territorio.

Obiettivo condiviso è conciliare la pratica dell’enduro con la conservazione del patrimonio naturale, tutelando le tipicità locali e valorizzando il lago e la riserva naturale come destinazione per un turismo sportivo regolamentato e sostenibile.

Cosa prevede il Protocollo di Intesa

L’intesa si fonda su due riferimenti principali: la legge regionale del Lazio 30 marzo 1987 n. 29, che disciplina la circolazione fuoristrada dei veicoli a motore, e il Regolamento Ambiente con le relative linee guida emanate dalla Federazione Motociclistica Italiana. All’interno di questo quadro normativo vengono definiti ruoli e compiti dei diversi attori coinvolti.

In particolare, la Riserva Naturale Monti Navegna e Cervia si impegna a individuare e concedere aree idonee alla pratica delle attività sportive motoristiche, nel rispetto dei vincoli ambientali. Il Moto Club Valturano assume invece un ruolo attivo nel monitoraggio delle condizioni dei percorsi e del territorio, con la possibilità di effettuare segnalazioni puntuali in caso di criticità.

In questo modo la presenza strutturata del fuoristrada diventa uno strumento di controllo e presidio del territorio, anziché un elemento di conflitto. La collaborazione tra amministrazioni pubbliche, federazione e associazioni sportive punta a ridurre l’impatto delle pratiche abusive e a incanalare l’attività dei motociclisti su tracciati autorizzati e gestiti.

  • Concessione di spazi dedicati all’enduro all’interno della riserva
  • Monitoraggio ambientale a cura del Moto Club
  • Applicazione delle linee guida FMI sulla tutela dell’ambiente
  • Coordinamento tra enti locali e federazione per l’organizzazione eventi
  • Contrasto alla circolazione fuoristrada non regolamentata
  • Valorizzazione del Lago del Turano come polo di turismo sportivo

Sport, economia e istituzioni: un modello replicabile

Per la Federazione Motociclistica Italiana, il protocollo del Lago del Turano rappresenta un tassello significativo nella strategia di dialogo con le istituzioni. La pratica del fuoristrada viene riconosciuta come risorsa per il territorio, non solo sul piano sportivo ma anche in termini economici, grazie al potenziale di richiamo di eventi nazionali come gli Assoluti d’Italia di Enduro.

Dalla collaborazione nasce un modello che punta a superare la storica contrapposizione tra moto e ambiente, dimostrando come un utilizzo regolamentato dei percorsi possa tutelare la natura, offrire opportunità di sviluppo alle strutture ricettive locali e garantire ai praticanti un contesto di attività chiaro e legittimato.

Per il Lazio e per l’area del Turano, l’intesa è destinata a dare nuovo impulso all’enduro e alle discipline fuoristrada, creando le condizioni per ospitare eventi di livello sempre più alto in un quadro di pieno rispetto del contesto naturale. Un equilibrio delicato, che passa proprio dalla capacità di enti pubblici, federazioni e moto club di lavorare insieme su regole condivise e obiettivi comuni.