Europeo Speedway a Coppie, la Francia fa la storia. Italia sesta

La Francia conquista la sua prima storica medaglia d’oro nel Campionato Europeo Speedway a Coppie, andato in scena sabato 24 luglio sull’ovale di Macon, mentre l’Italia chiude al sesto posto al termine di una serata combattuta ma al di sotto delle aspettative. Sul podio salgono anche Polonia e Lettonia, con gli Azzurri frenati da poche gare nelle gambe e da qualche occasione sfumata nei momenti chiave.
La serata di Macon e il trionfo francese
Il pubblico di Macon ha assistito a una finale intensa, che ha premiato la coppia di casa composta da David Bellego e Dimitri Bergè. I due francesi hanno costruito il successo manche dopo manche, chiudendo con 26 punti complessivi e coronando un percorso in costante crescita che li ha portati al titolo continentale.
Alle spalle della Francia, la Polonia – grande favorita della vigilia – ha dovuto accontentarsi della piazza d’onore con 22 punti grazie alla prova solida di Jakub Jamrog e Grzegorz Zengota. Terzo gradino del podio per la Lettonia, trascinata dai 14 punti del fuoriclasse Andzejs Lebedevs, che ha mostrato ancora una volta velocità e costanza.
La top five è completata da Danimarca e Gran Bretagna, entrambe a quota 16 punti, mentre la Repubblica Ceca chiude settima con 11 punti. Per la Francia, il successo rappresenta il primo oro nella storia di questo torneo e un segnale forte nel panorama europeo dello speedway.
Il percorso dell’Italia: combattività e rimpianti
La Maglia Azzurra, guidata dal commissario tecnico Alessandro Dalla Valle, ha terminato la finale al sesto posto con 13 punti complessivi, frutto delle prove di Paco Castagna e Nicolas Covatti, con l’inserimento di Nicolas Vicentin in una delle batterie centrali. Il cammino italiano è iniziato contro la Lettonia, dove Lebedevs ha imposto il proprio ritmo davanti a un tenace Castagna, mentre Covatti si è fermato al quarto posto dopo un inseguimento serrato su Kostigovs.
Nella sfida con la Gran Bretagna, Dalla Valle ha scelto di schierare Vicentin al posto di Covatti. Adam Ellis ha preso subito il largo, mentre Castagna ha lottato a lungo con l’esperto Chris Harris, uscendo però sconfitto dal duello. Vicentin ha faticato in partenza e non è riuscito a recuperare terreno.
La serata ha offerto all’Italia anche momenti di alto livello. Prima la sorpresa subita contro il ceco Chlupac, abile a ribaltare la situazione dopo il primo giro ai danni di Castagna e Covatti, poi la reazione con la prima vittoria azzurra: in una batteria ad altissima intensità, Castagna ha avuto la meglio sul danese Mads Hansen in una sequenza di sorpassi e controsorpassi, mentre Covatti non è riuscito a trovare lo spunto per inserirsi nella lotta di vertice.
Il capolavoro azzurro è arrivato nella batteria 15, quando Covatti ha firmato una partenza perfetta dalla corsia esterna contro la temibile coppia polacca Jamrog-Zengota. Quattro giri impeccabili hanno consegnato all’italo-argentino una vittoria di grande prestigio, con i polacchi costretti a inseguire e Castagna a completare il buon risultato di manche.
L’ultima uscita di serata ha visto l’Italia opposta ai futuri campioni continentali, Bellego e Bergè. Covatti e Vicentin hanno chiuso rispettivamente terzo e quarto, senza riuscire a contrastare il ritmo dei francesi, che proprio con quel successo di manche hanno messo in cassaforte il titolo.
Analisi del risultato e margini di crescita
Al termine dell’evento, lo staff azzurro ha offerto una lettura lucida della prestazione. Il coordinatore del Comitato Speedway e Flat Track FMI, Armando Castagna, ha evidenziato come il potenziale dei piloti italiani potesse consentire l’ingresso nella top 5, obiettivo mancato di poco ma ritenuto alla portata alla luce del valore espresso in alcune batterie.
Il commissario tecnico Alessandro Dalla Valle ha sottolineato la determinazione mostrata dalla squadra, rimarcando la combattività di Paco Castagna, capace di esaltarsi nei duelli corpo a corpo, e la capacità di Covatti di mettere in difficoltà avversari di primo piano, soprattutto quando ha trovato il giusto spunto al via. Vicentin, pur condizionato da partenze complicate, ha mostrato carattere fino all’ultima manche.
Un elemento chiave emerso nell’analisi tecnica riguarda il diverso livello di preparazione agonistica rispetto ai rivali. I piloti italiani arrivavano a Macon con un numero di gare disputate nettamente inferiore rispetto agli avversari, fattore che pesa in una specialità in cui ritmo gara, feeling con la moto e automatismi in partenza fanno spesso la differenza nell’arco di una singola serata.
La classifica finale restituisce in sintesi i valori visti in pista:
- Francia 26 punti (Bellego 14, Bergè 12)
- Polonia 22 punti (Jamrog 12, Zengota 10)
- Lettonia 21 punti (Lebedevs 14, Kostigovs 7)
- Danimarca 16 punti (Madsen 14, K. Pedersen 2)
- Gran Bretagna 16 punti (Ellis 10, Harris 6)
- Italia 13 punti (Castagna 8, Covatti 5)
- Repubblica Ceca 11 punti (Chlupac 7, Milik 3, Kvech 1)
Per la Maglia Azzurra lo European Pairs Championship di Macon diventa così una tappa di crescita: la conferma di avere piloti capaci di vincere manche contro i migliori d’Europa, ma anche l’indicazione chiara delle aree in cui lavorare, a partire dal numero di gare stagionali e dalla continuità di rendimento nell’arco dell’intera finale.