Fenati, la giustizia sportiva FMI conferma la sospensione

La giustizia sportiva della ha confermato la sospensione cautelare di Romano Fenati da ogni attività sportiva e federale. Il provvedimento arriva dopo l’episodio avvenuto nel di San Marino e della Riviera di Rimini della Moto2, che ha acceso il dibattito su sicurezza e responsabilità in pista.

L’audizione a Roma e il quadro dell’accusa

L’audizione di Romano Fenati si è svolta a Roma, presso il Palazzo delle Federazioni Sportive del CONI. Al pilota marchigiano è stata contestata la violazione dell’articolo 1.2 del Regolamento di Giustizia della , in relazione al fatto accaduto il 9 settembre durante la gara valida per il Campionato Mondiale Moto2 a , nei confronti del concorrente Stefano Manzi.

Il caso nasce dall’ormai noto contatto tra i due piloti in rettilineo, episodio che ha immediatamente sollevato l’attenzione degli organi sportivi internazionali e nazionali. La Federazione Motociclistica Italiana è intervenuta attraverso i propri organi di giustizia per valutare la condotta di Fenati alla luce dei regolamenti interni e delle norme di comportamento in gara.

Il Tribunale Federale FMI, presieduto dall’avvocato Luigi Musolino e composto dagli avvocati Gloria Brancher e Paolo De Matteis, ha ascoltato le parti e ricostruito i fatti alla base della contestazione. L’attenzione si è concentrata sulla compatibilità del comportamento del pilota con i principi di lealtà sportiva e tutela della sicurezza richiamati dall’articolo 1.2 del Regolamento di Giustizia.

La decisione del Tribunale Federale FMI

Al termine dell’audizione, il Tribunale Federale ha deciso di confermare l’ordinanza che applica la sospensione cautelare di Romano Fenati. Si tratta di un provvedimento che riguarda sia l’attività sportiva, ovvero la partecipazione alle competizioni, sia l’attività federale in senso più ampio.

La misura, inizialmente emessa su richiesta del Procuratore Federale Antonio De Girolamo, è stata quindi ritenuta ancora necessaria in attesa dello sviluppo del procedimento disciplinare. La conferma della sospensione indica che, allo stato attuale degli atti, il Tribunale ritiene sussistano le condizioni per mantenere fermo il provvedimento cautelare.

Pur non entrando nel merito di eventuali sanzioni definitive, questa decisione rafforza la linea di rigore della FMI nei confronti dei comportamenti giudicati pericolosi o contrari ai principi sportivi. In una categoria come la Moto2, dove velocità e rischi sono elevati, la gestione disciplinare degli episodi in pista assume un ruolo centrale per la credibilità del movimento.

  • Sospensione cautelare confermata per l’attività sportiva e federale
  • Contestata la violazione dell’articolo 1.2 del Regolamento di Giustizia
  • Fatti riferiti al GP di San Marino e della Riviera di Rimini Moto2
  • Decisione assunta dal Tribunale Federale FMI dopo l’audizione a Roma
  • Provvedimento richiesto dal Procuratore Federale Antonio De Girolamo

I prossimi passi del procedimento disciplinare

Confermata la sospensione cautelare, il fascicolo torna ora nelle mani del Procuratore Federale. Sarà infatti quest’ultimo a gestire la fase successiva del procedimento disciplinare. Entro un termine di due mesi potrà svolgere ulteriori indagini preliminari, acquisendo eventuali nuovi elementi utili a definire il quadro complessivo del caso.

Durante tutto questo periodo la misura cautelare rimarrà pienamente in vigore, impedendo a Fenati di prendere parte ad attività riconducibili alla Federazione. Solo al termine delle verifiche il Procuratore deciderà se procedere con il deferimento del pilota al Tribunale Federale oppure archiviare il caso.

In caso di deferimento, si aprirebbe una nuova fase, nella quale il Tribunale sarebbe chiamato a pronunciarsi nel merito sulla responsabilità disciplinare di Fenati e sull’eventuale irrogazione di sanzioni. Per il momento, la giustizia sportiva ha scelto una linea prudenziale ma ferma, mantenendo la sospensione e ribadendo l’attenzione massima verso i comportamenti che incidono sulla sicurezza in gara.

La vicenda rappresenta uno snodo significativo nella carriera del pilota e un banco di prova per i meccanismi disciplinari del motociclismo sportivo, chiamati a trovare un equilibrio tra severità delle regole e tutela della competitività in pista.