1 Marzo 2026

Fenati-Manzi, la FMI condanna il gesto e chiede sanzioni più dure

Alla fine di un weekend trionfale per il motociclismo italiano a , con tre successi azzurri nelle categorie iridate, il campionato Moto2 è stato scosso da un episodio gravissimo: il contatto volontario di Romano Fenati sulla leva del freno anteriore della moto di Stefano Manzi. Un gesto che ha spinto la a intervenire con una ferma presa di posizione.

Il grave episodio in rettilineo a Misano

Durante la gara Moto2, nel pieno del rettilineo e a velocità elevatissime, Romano Fenati ha allungato la mano per azionare la leva del freno anteriore della moto di Stefano Manzi. L’azione, compiuta con evidente intenzionalità mentre i due piloti erano in bagarre, avrebbe potuto avere conseguenze drammatiche.

Fortunatamente, nonostante il rischio altissimo di caduta, entrambi i piloti sono riusciti a restare in sella e a proseguire. La Direzione Gara è intervenuta immediatamente, esponendo la bandiera nera a Fenati e decretando così la sua esclusione dalla corsa, cui si sono aggiunte due gare di squalifica.

L’episodio ha oscurato parzialmente una domenica che per l’Italia era stata perfetta dal punto di vista sportivo, con l’inno di Mameli risuonato in tutte e tre le classi del davanti al pubblico di Misano.

La posizione dura della Federazione Motociclistica Italiana

La ha espresso una condanna netta verso il comportamento del pilota marchigiano. Il presidente Giovanni Copioli ha definito il gesto incomprensibile e vergognoso, sottolineando come, a quelle velocità e in pieno rettilineo, il rischio di tragedia fosse concreto.

Copioli ha ricordato che tensione agonistica e adrenalina fanno parte delle corse, specie quando due piloti si affrontano in duelli serrati, ma ha ribadito che esiste un limite invalicabile legato alla sicurezza. Secondo il presidente federale, quel limite è stato superato in modo evidente, mettendo a repentaglio la vita di un collega di pista.

Nelle sue considerazioni, il numero uno della FMI ha richiamato anche la responsabilità che un pilota italiano con esperienza dovrebbe saper dimostrare, specie in un contesto mondiale e davanti a milioni di appassionati. Il comportamento di Fenati viene indicato come contrario non solo alle regole sportive, ma ai valori che la federazione cerca di trasmettere a tutti i tesserati, in particolare ai giovani che vedono nei protagonisti del Motomondiale un modello da seguire.

Sicurezza in pista e sanzioni sportive

La Commissione Disciplinare della FIM, attraverso il FIM MotoGP Stewards Panel, è intervenuta subito con le sanzioni previste: esclusione immediata dalla gara e ulteriori due Gran Premi di stop per Fenati. Una decisione ritenuta comunque insufficiente dal presidente della FMI, che avrebbe giudicato più adeguata una penalizzazione ancora più pesante, in linea con la gravità del gesto.

L’episodio riaccende il dibattito sul tema della sicurezza e della responsabilità in pista, soprattutto ai massimi livelli del motociclismo. Per la Federazione Motociclistica Italiana, le corse devono rimanere un terreno di confronto duro ma leale, dove il rispetto dell’avversario e l’incolumità di tutti non possono mai essere messi in discussione.

Il caso Fenati diventa così un monito e un’occasione di riflessione per il movimento, chiamato a ribadire alcuni principi fondamentali:

  • La sicurezza in pista ha priorità assoluta su ogni risultato sportivo
  • Il rispetto dell’avversario è parte integrante del motociclismo
  • I piloti di vertice hanno una responsabilità educativa verso i più giovani
  • Gesti volontari che possono mettere a rischio la vita non sono tollerabili
  • Le sanzioni devono essere proporzionate alla pericolosità dei comportamenti

In una giornata che avrebbe potuto essere ricordata solo per i successi tricolori a Misano, la reazione ferma della FMI vuole segnare un confine netto: il motociclismo resta uno sport di altissimo rischio, ma proprio per questo non può accettare deviazioni dai principi di correttezza e tutela dei piloti.