Formazione avanzata FMI per i Carabinieri Motociclisti

Si è concluso a Velletri il secondo ciclo di formazione dedicato ai Carabinieri Motociclisti, un progetto congiunto tra Federazione Motociclistica Italiana e Arma dei Carabinieri che punta a elevare il livello di sicurezza e professionalità degli operatori su due ruote impegnati ogni giorno sulle strade italiane.
Un progetto nazionale per la sicurezza su due ruote
I corsi si sono svolti presso la Scuola Marescialli e Brigadieri di Velletri, in provincia di Roma, in due sessioni settimanali: la prima dal 22 al 26 marzo, la seconda dal 29 marzo al 2 aprile. A curarne contenuti e svolgimento è stato il Settore Tecnico FMI, con l’obiettivo di formare 40 istruttori dell’Arma che, a loro volta, trasferiranno competenze e metodologie agli oltre 1.300 Carabinieri Motociclisti attivi sul territorio nazionale, affiancati dagli Istruttori di Guida FMI.
L’iniziativa rientra nel Protocollo di Intesa siglato tra la FMI e l’Arma nel 2017 e rinnovato nel luglio 2020, che prevede una collaborazione strutturata su più fronti, dalla formazione alla gestione di attività operative specialistiche. In questo quadro, la preparazione dei motociclisti dell’Arma assume un ruolo centrale, vista la loro presenza costante sui percorsi urbani ed extraurbani.
Alla fase teorica del primo corso hanno preso parte il presidente FMI Giovanni Copioli e il generale di brigata Andrea Paris, a testimonianza del rilievo istituzionale del progetto e del legame consolidato tra le due realtà. In aula erano presenti anche i referenti tecnici e istituzionali della Federazione, oltre agli ufficiali responsabili dell’attività formativa per l’Arma.
Tra teoria e pratica, un percorso completo
Ciascun corso è stato strutturato su cinque giornate, con una netta integrazione tra contenuti teorici e applicazione pratica. Le prime tre giornate sono state dedicate alle lezioni in aula, incentrate non solo sulla tecnica di guida, ma anche sugli aspetti trasversali che incidono sulla sicurezza e sulla qualità dell’intervento operativo.
Tra le materie affrontate spiccano elementi di fisica applicata al motociclismo, fondamentali per comprendere dinamica del veicolo, frenata ed equilibrio, insieme a nozioni di primo soccorso, fisiologia e psicologia, utili a gestire situazioni critiche e stress prolungato. Non sono mancati i riferimenti agli aspetti legali legati all’attività didattica e formativa, così da fornire agli istruttori un quadro completo del loro ruolo.
La parte pratica si è sviluppata nelle giornate di giovedì e venerdì. Grazie alla collaborazione con BMW, che ha messo a disposizione diverse moto, gli allievi hanno potuto lavorare su prove di handling, esercizi di controllo del mezzo a bassa e media velocità e simulazioni di manovre complesse su un piazzale allestito per l’occasione. L’ultima giornata è stata dedicata alla guida su strada, con sessioni video registrate per consentire, una volta rientrati in aula, un’analisi condivisa degli errori, delle corrette impostazioni e dei margini di miglioramento.
Verso una formazione continuativa e diffusa
Dalle parole dei responsabili FMI emerge la soddisfazione per il livello di partecipazione dei Carabinieri Motociclisti, descritti come attenti e meticolosi sia in aula sia in sella. Il percorso ha fornito non solo contenuti avanzati sulla guida sicura, ma anche strumenti didattici pensati per chi dovrà, a sua volta, formare altri colleghi.
La scelta di puntare su un nucleo di 40 istruttori risponde alla volontà di creare una rete di competenze omogenea e capillare, in grado di estendere il bagaglio tecnico e metodologico sviluppato dal Settore Tecnico FMI a tutto il personale motociclista dell’Arma. Si tratta, nelle intenzioni delle due istituzioni, dell’inizio di un’attività pluriennale fatta di aggiornamenti periodici e percorsi specifici.
Il Protocollo di Intesa fra FMI e Arma dei Carabinieri comprende anche altri ambiti, come il supporto alle operazioni di contrasto agli incendi boschivi e la ricerca di persone disperse, attività nelle quali la moto rappresenta spesso un mezzo strategico per mobilità e rapidità di intervento. In questo contesto, la qualità della formazione dei Carabinieri Motociclisti diventa un elemento chiave non solo per la sicurezza degli operatori, ma anche per l’efficacia complessiva del servizio reso ai cittadini.
Con la conclusione di queste prime due settimane di lavoro si apre quindi una seconda fase del progetto, destinata a svilupparsi su tutto il territorio nazionale. La collaborazione fra Federazione Motociclistica Italiana e Arma dei Carabinieri consolida così un modello di formazione specialistica che unisce competenza sportiva, esperienza operativa e attenzione alla sicurezza stradale.