1 Marzo 2026

Giustizia sportiva FMI, confermata la sospensione per Romano Fenati

La giustizia sportiva della conferma la linea dura sul caso Romano Fenati. Dopo l’episodio avvenuto durante il di San Marino e della Riviera di Rimini in Moto2, il pilota resta sospeso dall’attività sportiva e federale in via cautelare.

L’audizione a Roma e il quadro dell’accusa

L’audizione di Fenati si è svolta a Roma, presso il Palazzo delle Federazioni Sportive del CONI, in relazione a quanto accaduto il 9 settembre in gara, quando il pilota marchigiano è stato protagonista di una manovra pericolosa nei confronti del collega Stefano Manzi durante il Campionato Mondiale Moto2.

Al centro del procedimento c’è la presunta violazione dell’articolo 1.2 del Regolamento di Giustizia , norma che richiama gli obblighi generali di correttezza e lealtà sportiva. L’intervento della giustizia federale si affianca così alle sanzioni già irrogate in ambito internazionale, con l’obiettivo di verificare l’eventuale responsabilità disciplinare del tesserato anche sul fronte nazionale.

Il Tribunale Federale, presieduto dall’avvocato Luigi Musolino e composto dagli avvocati Gloria Brancher e Paolo De Matteis, ha ascoltato Fenati e valutato gli atti raccolti dalla Procura Federale. Al termine dell’audizione, il collegio ha scelto di non modificare la misura cautelare già in essere.

La decisione del Tribunale Federale FMI

La sospensione cautelare era stata richiesta dal Procuratore Federale Antonio De Girolamo a seguito dei fatti del World Circuit e concessa in prima battuta dal Tribunale Federale. Con la nuova decisione, la misura viene ora formalmente confermata: Fenati resta quindi sospeso sia dall’attività sportiva che da quella federale, senza possibilità di partecipare ad eventi o iniziative riconducibili alla FMI finché il procedimento resterà pendente.

La conferma della sospensione rappresenta un segnale forte sul piano della tutela dell’incolumità in pista e dell’immagine del motociclismo sportivo. Il Tribunale ha ritenuto che sussistano ancora le condizioni per mantenere il provvedimento d’urgenza, in attesa di valutare in modo definitivo il profilo disciplinare dell’episodio.

In questa fase non viene ancora irrogata alcuna sanzione definitiva, ma la scelta di mantenere la sospensione indica come l’organo di giustizia federale consideri il fatto oggetto di indagine di particolare gravità sotto il profilo regolamentare e deontologico.

Prossimi passi del procedimento disciplinare

Confermata la misura cautelare, il fascicolo torna ora nelle mani della Procura Federale, che avrà fino a due mesi di tempo per completare eventuali ulteriori indagini preliminari. In questo lasso di tempo Fenati continuerà a restare lontano dalle competizioni e da qualsiasi attività federale, in attesa di conoscere il proprio futuro sportivo in ambito FMI.

Conclusa la fase istruttoria, la Procura potrà scegliere tra diverse opzioni:

  • archiviare il procedimento se riterrà insussistenti i presupposti disciplinari
  • formulare il deferimento di Fenati al Tribunale Federale
  • richiedere l’eventuale applicazione di ulteriori misure, nei limiti del regolamento
  • proporre un’integrazione degli atti se dovessero emergere nuovi elementi

Nel caso in cui il pilota venga deferito, il Tribunale Federale sarà chiamato a pronunciarsi nel merito, valutando la sussistenza della violazione dell’articolo 1.2 del Regolamento di Giustizia e l’eventuale comminazione di sanzioni definitive. Fino ad allora, l’unico elemento certo è il prolungamento della sospensione cautelare, che tiene Fenati fuori dalle piste italiane e dalle strutture federali.

Il caso, nato da un episodio che ha avuto forte eco mediatica e acceso il dibattito sui limiti del comportamento in gara, diventa così anche un banco di prova per la giustizia sportiva motociclistica, chiamata a bilanciare la tutela della sicurezza con i diritti di difesa del tesserato.