28 Febbraio 2026

Honda CBR1000RR-R Fireblade SP sfida la Superbike BSB

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Quanto è vicina, oggi, una supersportiva di serie alle moto che corrono nei campionati nazionali più competitivi? Per rispondere a questa domanda ha messo a confronto la -R Fireblade SP stradale con la versione schierata nel British , misurando sul cronometro la distanza reale tra le due.

Una superbike omologata a misura di circuito

La CBR1000RR-R Fireblade SP è stata sviluppata fin dall’inizio con un obiettivo preciso: essere una moto nata per la pista, ma omologata per l’uso stradale. Il progetto attinge in modo diretto alla tecnologia maturata con la RC213V-S, la cosiddetta MotoGP da strada, e con la RC213V del Mondiale, in particolare per quanto riguarda telaio, motore e aerodinamica.

La ciclistica riprende concetti e soluzioni derivate dall’esperienza nelle competizioni, con una struttura che privilegia stabilità, precisione nelle staccate e rapidità nei cambi di direzione. Anche il quattro cilindri in linea segue la stessa filosofia: erogazione pensata per le alte velocità e gestione elettronica avanzata per mettere a terra la potenza in modo efficace, soprattutto nell’uso in circuito.

Questa impostazione fa della Fireblade SP una superbike omologata, progettata per trasformarsi facilmente da moto stradale a protagonista dei nazionali e internazionali. Il confronto con la versione British Superbike serve proprio a misurare quanto la base di serie sia già vicina al livello delle moto preparate per correre.

Le differenze regolamentari con la British Superbike

Nel campionato British Superbike, il regolamento impone che le moto derivino in modo stretto dal modello di serie. Telaio e motore, nel caso della Honda CBR1000RR-R, sono sostanzialmente gli stessi sia sulla Fireblade SP omologata sia sulla versione BSB. È su tutto ciò che ruota loro intorno che entrano in gioco interventi mirati consentiti dal regolamento sportivo.

La Fireblade impiegata nel British Superbike può infatti rinunciare agli obblighi legati alle normative antinquinamento, liberando il motore da vincoli pensati per l’uso su strada e permettendo un’elettronica dedicata all’impiego agonistico. La centralina ECU è specifica da gara, così come la gestione di mappature, traction control e freno motore, calibrate per l’uso esclusivo in pista.

Oltre all’elettronica, sono possibili modifiche ai rapporti del cambio, per adattare in maniera più precisa l’erogazione alle caratteristiche di ogni circuito. Si aggiungono poi componenti alleggeriti e parti progettate per le competizioni, che permettono di raggiungere il peso minimo regolamentare di 168 kg.

In sintesi, rispetto alla Honda CBR1000RR-R Fireblade SP di serie, la versione British Superbike beneficia di:

  • elettronica dedicata con ECU specifica da competizione
  • assenza dei vincoli imposti dalle normative antinquinamento
  • rapporti del cambio modificabili in base al tracciato
  • componenti alleggeriti e parti racing per scendere al peso minimo
  • ottimizzazione complessiva per l’uso esclusivo in pista

Nonostante questi interventi, la base tecnica rimane quella della Fireblade SP omologata, a conferma di quanto il progetto di serie sia già concepito in chiave racing.

La prova a Oulton Park: cronometro alla mano

Per misurare in modo oggettivo il divario tra le due versioni della Honda CBR1000RR-R Fireblade, è stato scelto il tracciato internazionale di Oulton Park, uno dei circuiti più tecnici e impegnativi del Regno Unito, lungo 4,33 km. Teatro abituale del British Superbike, il circuito mette in luce in modo chiaro doti di motore, ciclistica e stabilità.

Alla guida è stato schierato lo stesso pilota su entrambe le moto: Glenn Irwin, protagonista del Team Honda Racing UK nel BSB con la Fireblade numero 2. Una scelta fondamentale per rendere il confronto il più omogeneo possibile, eliminando variabili legate allo stile di guida e alla conoscenza del tracciato.

Le condizioni di prova sono state mantenute quanto più simili possibile. Irwin ha girato nello stesso giorno, con identico layout del tracciato e condizioni meteo comparabili. La Fireblade SP di serie è stata utilizzata in configurazione standard, con un solo intervento mirato all’uso in pista: il montaggio di pneumatici slick Pirelli Diablo Racing in mescola SC0, la stessa tipologia di gomma abitualmente impiegata in ambito racing.

Sulla distanza di sei giri cronometrati, Glenn Irwin ha fermato il cronometro in 1’39”054 con la Honda CBR1000RR-R Fireblade SP di serie. Un tempo che, confrontato con il miglior riferimento ottenuto dallo stesso pilota sulla Fireblade British Superbike, risulta più lento di soli 2”872.

In un contesto come la British Superbike, dove distacchi di pochi decimi possono decidere una qualifica o una gara, un margine di meno di tre secondi tra una moto completamente di serie (ad eccezione degli pneumatici slick) e una superbike ufficiale dimostra la competitività intrinseca del modello omologato.

Il dato di Oulton Park conferma quindi l’impostazione alla base del progetto: la Honda CBR1000RR-R Fireblade SP nasce come una piattaforma profondamente legata al mondo delle corse, capace di avvicinarsi in modo sorprendente alle prestazioni di una British Superbike preparata, quando viene messa nelle stesse condizioni di utilizzo e affidata allo stesso pilota.