La 500GP entra nel campionato International Grand Prix

La classe 500GP farà il suo ingresso nel campionato International Grand Prix, segnando un passaggio chiave nel percorso di rilancio delle moto da corsa a due tempi. Una decisione che punta a ridare spazio alla cilindrata regina del 2T, raccogliendo l’interesse di piloti, tecnici e appassionati rimasti orfani di queste moto.
La classe regina per completare il progetto 2T
L’apertura ufficiale alla 500GP nasce come naturale completamento del lavoro svolto finora sul fronte delle categorie a due tempi. Dopo il consolidamento delle classi 125 e 250, l’arrivo della 500 rappresenta il tassello mancante per ricostruire un panorama racing fedele allo spirito del motomondiale di un tempo, ma calato in un contesto moderno e organizzato.
La proposta è stata sottoposta al settore tecnico della Federazione Motociclistica Italiana per la necessaria approvazione regolamentare. L’intento è dare un inquadramento sportivo chiaro e stabile alle 500 2T, così da valorizzare competenze, mezzi e progetti che fino a oggi hanno vissuto solo attraverso esibizioni, gare isolate o iniziative private.
In un ambiente racing popolato da ex piloti, piloti in attività, meccanici e preparatori che non hanno mai smesso di apprezzare il due tempi, l’introduzione della 500GP è letta come un atto dovuto: una risposta concreta a una nostalgia diffusa e, allo stesso tempo, un tentativo di trasformarla in opportunità tecnica e sportiva.
Un campionato di riferimento per progetti d’eccellenza
Con la 500GP nel calendario dell’International Grand Prix, moto come la Suter MMX500 potranno finalmente contare su un campionato di riferimento all’altezza del loro blasone. La partecipazione a un contesto strutturato e su circuiti di livello internazionale consente a mezzi di questo tipo di misurarsi in modo continuativo, con parametri di confronto chiari e competitivi.
L’apertura alla classe regina crea inoltre nuove prospettive per piccoli costruttori e artigiani specializzati nel due tempi da corsa. Realtà come quella di Cristian Polverelli, già impegnato nello sviluppo di un proprio progetto 500 2T, avrebbero così la possibilità di confrontarsi in pista con avversari di pari categoria, accelerando il processo di affinamento tecnico e la visibilità dei propri lavori.
La stessa logica vale per le fedeli repliche realizzate da Alex Arletti e per le special sviluppate in Italia da preparatori come Fabio Dri e Ludovico Gonella. Finora destinate soprattutto a contesti dimostrativi o a uscite sporadiche, queste moto potrebbero trovare uno spazio realmente racing, dove esprimere il loro potenziale e misurarsi secondo tempi, regolamenti e format di gara definiti.
L’inserimento della 500GP, oltre a ravvivare l’interesse mediatico attorno alle 2T, può contribuire a mantenere vivo un patrimonio tecnico e culturale legato a motori, telai e soluzioni costruttive che hanno segnato un’epoca. Il tutto con una cornice sportiva unitaria, anziché frammentata in eventi isolati.
Convivenza tra le classi e scelta dei tracciati
Per integrare la 500GP senza compromettere la sicurezza e l’equilibrio del campionato, l’organizzazione ha previsto alcuni adeguamenti. La griglia sarà strutturata attorno a tre classi principali, mantenendo il focus sul due tempi da competizione.
- Presenza congiunta delle classi 125, 250 e 500 a due tempi
- Esclusione della categoria 1/8 di litro sport production per evitare eccessiva frammentazione
- Possibile limitazione della 500GP ai soli circuiti omologati a livello internazionale
- Scelta dei tracciati orientata a standard elevati di sicurezza e servizi
- Gestione delle convivenze in pista per garantire margini adeguati tra le prestazioni delle varie cilindrate
La rinuncia alla piccola ottavo di litro sport production viene presentata come un sacrificio necessario per assicurare una convivenza ordinata tra le tre classi 2T principali. La forte differenza prestazionale tra 125, 250 e 500 richiede infatti tracciati adeguati e una gestione attenta dei turni e delle gare, con particolare attenzione alla sicurezza.
La scelta di riservare la partecipazione della 500GP ai soli circuiti internazionali va letta nella stessa direzione: sfruttare strutture con ampi spazi di fuga, servizi adeguati e standard di sicurezza più elevati, in linea con le prestazioni e le velocità raggiungibili dalle 500 a due tempi.
Con l’ingresso della 500GP, l’International Grand Prix si candida così a diventare il vero punto di riferimento per chi crede ancora nel due tempi da corsa, offrendo un palcoscenico competitivo e coerente a moto, piloti e preparatori che vogliono riportare in pista la classe regina.