2 Marzo 2026

Monaco Solar & Energy Boat Challenge, la nautica corre verso l’idrogeno

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Il Monaco Solar & Energy Boat Challenge ha mostrato come la nautica possa diventare un laboratorio avanzato per la mobilità sostenibile. Tra elettrico, solare e idrogeno, a Monaco si è parlato di piattaforma tecnologica comune tra auto, moto, aerei e barche, con l’obiettivo dichiarato di rendere il mare un banco prova decisivo per il motorsport verde.

Monaco, laboratorio della nautica sostenibile

La sesta edizione dell’evento, organizzata dallo Yacht Club de Monaco con la Federazione Internazionale Motonautica (UIM) e la Fondazione Principe Alberto II, ha riunito 34 squadre da 14 nazioni. In gara e in esposizione non solo prototipi, ma soluzioni concrete per la propulsione alternativa, sviluppate da ricercatori, università, studenti di ingegneria e aziende del settore nautico ed energetico.

Il programma ha affiancato le competizioni in acqua a una serie di presentazioni tecniche e Tech Talks in cui ogni team ha illustrato le scelte progettuali della propria barca. Il fil rouge: trovare alternative credibili ai combustibili fossili per la nautica da domani, con una forte attenzione a efficienza energetica e riduzione dell’impatto ambientale.

Le sessioni tecniche si sono chiuse con il terzo Workshop internazionale UIM su sport nautici e ambiente. Qui la UIM ha rilanciato l’idea di una piattaforma tecnologica comune per il motorsport verde, capace di mettere in rete sviluppi di auto, moto, aeroplani e motoscafi, sfruttando sia le sinergie industriali sia il ruolo mediatico dei campioni come ambasciatori della sostenibilità.

Dall’auto al mare: trasferimento tecnologico e nuovi record

Molte delle tecnologie viste a Monaco arrivano direttamente dall’automotive. , partner della Formula E dal 2014, è impegnata anche nella motonautica elettrica fornendo batterie a Torqeedo, azienda tedesca specializzata in propulsione elettrica marina con motori fino a 200 kW e oltre 90.000 sistemi installati. Il quadro dei numeri dimostra come la nautica sia ancora agli inizi rispetto ad autobus e auto, ma con margini di crescita enormi.

L’evento ha segnato anche un nuovo riferimento per le prestazioni. L’imbarcazione Anvera Elab, sviluppata a Adriatico, ha fissato il record di velocità per barche elettriche a 74,49 km/h, spazzando il precedente limite di 49,10 km/h. Il risultato è frutto di un rapporto peso/potenza particolarmente favorevole, ottenuto lavorando in modo sistematico sulla leggerezza, dal layout dello scafo all’uso estensivo di materiali compositi.

La fibra di carbonio è stata al centro anche delle soluzioni presentate da Persico, azienda nata come fornitore automotive e oggi protagonista negli scafi da competizione per regate oceaniche e America’s Cup. Approccio simile per Vita Yachts, squadra italo-scozzese vincitrice della Offshore Endurance Race, che dichiara l’utilizzo di tecnologia automobilistica – inclusi supercharger e competenze provenienti dalla Formula 1 – per ottimizzare i sistemi di bordo.

Fra i temi più discussi, i limiti strutturali del settore nautico rispetto all’innovazione su larga scala. Volumi ridotti, bassa standardizzazione e un ambiente di utilizzo più severo rispetto alla strada rendono complesso, ad esempio, il recupero energetico in frenata e pongono interrogativi su affidabilità e sicurezza dei sistemi elettrici in mare aperto.

La rivoluzione dell’idrogeno e le prossime sfide

Accanto all’elettrico, molti protagonisti vedono nell’idrogeno il vero salto di qualità per la nautica del futuro. Per Terra Modena, società di ricerca guidata da Dario Calzavara, la tecnologia per utilizzare l’idrogeno in mare è già pronta e nel prossimo decennio la nautica potrebbe superare l’automotive per grado di innovazione. In questa visione, prototipi come ANVERA ELECTRIC BOAT e progetti come Vita Power segnano solo l’inizio di una trasformazione più ampia.

Un punto chiave è la distinzione tra navigazione in mare aperto e acque interne. Su fiumi e laghi europei, la mobilità sostenibile è già una realtà concreta, mentre sulle lunghe percorrenze pesano ancora autonomia e infrastrutture. Proprio le infrastrutture di ricarica sono considerate determinanti: il piano di Vita di installare colonnine lungo tutta la Costa Azzurra è indicato come esempio di come l’offerta di servizi possa accelerare l’adozione delle barche elettriche.

Il Monaco Solar & Energy Boat Challenge mette in evidenza una combinazione virtuosa di attori e interessi:

  • grandi player come Energy Observer e SBM Offshore, impegnati su soluzioni olistiche per il trasporto marittimo
  • cantieri e fornitori che importano know-how da auto e motorsport
  • istituzioni sportive come UIM e Yacht Club de Monaco, che spingono verso uno sport sempre più sostenibile
  • università e studenti coinvolti in progetti sperimentali ad alto contenuto tecnologico
  • visioni a lungo termine sulla nautica a idrogeno e sulla mobilità elettrica costiera

Secondo gli organizzatori, la vera sfida ora non è solo tecnologica ma culturale: le soluzioni esistono, servono consapevolezza e disponibilità al cambiamento, perché il pubblico finale inizi a chiedere con forza prodotti e imbarcazioni a basso impatto. La prossima edizione, in programma dal 30 giugno al 4 luglio 2020 e aperta per la prima volta anche a una squadra cinese, sarà un nuovo banco di prova per misurare il passo di questa rivoluzione.