Moto Guzzi V7 II Raise Hell, la prima hardtail firmata Anvil

Una Moto Guzzi V7 II trasformata in chopper hardtail ispirato all’immaginario di Quentin Tarantino: è Raise Hell, la special di Anvil Motociclette che ha conquistato la finale di Lord Of The Bikes, il programma televisivo dedicato alle custom italiane. Un progetto radicale nato con un vincolo severo: 3.000 euro di budget e solo quindici giorni di lavoro.
Dal brief tarantiniano al chopper anni 70
Il tema assegnato dai giudici era chiaro: interpretare il mondo di Tarantino su due ruote. Anvil, officina nota per il suo stile essenziale e grezzo ma non specializzata in chopper, ha scelto di uscire dalla propria comfort zone puntando su una trasformazione estrema della V7 II.
L’obiettivo era costruire una moto che sembrasse uscita da un futuro film del regista americano, evitando riferimenti troppo espliciti e, soprattutto, ogni rischio di emulare le Harley più classiche. Il concept si è quindi concentrato su tre pilastri stilistici:
- impronta estetica fortemente anni 70
- atmosfera dichiaratamente americana
- look ruvido, sporco, senza fronzoli
Da queste linee guida è nata Raise Hell, una V7 II riconoscibile solo dal motore a V trasversale, trasformata in una special dura e pura pensata più per colpire l’immaginario che per cercare compromessi.
V7 II tagliata e irrigidita: il telaio diventa hardtail
La modifica più radicale riguarda il telaio, letteralmente tagliato a metà nella zona posteriore. Via la classica struttura con ammortizzatori, sostituita da un telaio rigido realizzato ex novo in tubi di acciaio inox duplex, materiale scelto per garantire una resistenza superiore all’originale pur in un’architettura più essenziale.
Con il passaggio a hardtail cambia completamente anche la posizione di guida. La sella è ora una monoposto a molle, rivestita in pelle bovina, che richiama le special old school pur lasciando ben presente l’anima muscolosa del bicilindrico Mandello. Il manubrio diventa alto, nello stile dei chopper anni 70, per una postura dominante e scenografica.
Il serbatoio originale Guzzi lascia il posto a un elemento artigianale di piccole dimensioni, compatto e raccolto sul telaio, che contribuisce a slanciare la linea e a rendere ancora più evidente il lavoro fatto sulla zona posteriore. L’insieme restituisce una silhouette asciutta, con il motore in forte evidenza e una coda corta e rigida che non concede nulla al comfort.
Scelte tecniche estreme e look militare
Raise Hell non si limita a un intervento estetico: anche la parte tecnica è stata rivista con coerenza rispetto al concept. La pompa benzina è stata sostituita con una unità più performante, studiata per lavorare in abbinamento a uno scarico completamente libero. Il risultato è una risposta più pronta e un carattere sonoro che si annuncia ben lontano dalla pacata V7 di serie.
Per l’avantreno Anvil si è ispirata alle moto da strada e da drag del passato, montando un cerchio anteriore maggiorato da 21 pollici e arrivando a una scelta senza compromessi: l’eliminazione del freno anteriore, in puro stile old school. Dietro, il pneumatico arriva dal mondo a quattro ruote e, nello specifico, da un pick up americano anni 50, a sottolineare il legame con l’iconografia USA più ruvida.
La verniciatura è un altro elemento chiave del progetto. Il nero utilizzato ha origine militare, con una finitura particolarmente ruvida e resistente, coerente con la volontà di creare una moto che sembri pronta a sopravvivere su set polverosi, deserti metropolitani o highway dimenticate.
Secondo Anvil, Raise Hell è la prima Moto Guzzi V7 di nuova generazione trasformata in hardtail al mondo: un primato che racconta bene l’approccio dell’officina milanese, capace di piegare un’icona moderna del marchio di Mandello a un immaginario cinematografico fatto di asfalto rovente, insegne al neon e storie al limite.