Motociclismo e territorio: il dialogo tra FMI Toscana e CAI

Motociclismo fuoristrada e tutela del territorio possono convivere, ma serve dialogo. È il messaggio emerso dall’incontro pubblico tra il Comitato Regionale Toscana e alcune sezioni del CAI, andato in scena a Calci (PI) per affrontare il tema dell’uso delle strade a fondo naturale da parte dei mezzi a motore.

Un tavolo comune per gestire i conflitti sui sentieri

L’appuntamento si è svolto giovedì 22 giugno nella consiliare del Comune di Calci, alla presenza dei rappresentanti del Co.Re. FMI Toscana, delle sezioni CAI di Pisa, Lucca e Pontedera e del Tenente Colonnello dei Carabinieri Forestali di Pisa. In platea, numerosi appassionati sia del trekking sia delle due ruote, chiamati a confrontarsi su una convivenza che, in molte aree della regione, è diventata problematica.

L’incontro nasce infatti da una serie di tensioni locali legate al passaggio delle moto su strade sterrate e percorsi collinari o montani, spesso condivisi con escursionisti e ciclisti. In alcuni casi, la sovrapposizione tra viabilità minore e sentieristica ha generato conflitti, alimentati anche da una segnaletica non sempre chiara e da interpretazioni differenti delle norme.

Nonostante qualche scambio acceso, il confronto è stato giudicato complessivamente costruttivo, con l’obiettivo di chiarire competenze, diritti e doveri di chi frequenta l’ambiente naturale, a piedi o in moto.

Norme, strade bianche e responsabilità dei motociclisti

Dal lato FMI Toscana, gli interventi hanno richiamato con forza il quadro normativo regionale. La Legge 48/1994, ricordano i rappresentanti del Comitato, consente la circolazione dei mezzi a motore su tutti i percorsi classificabili come strada, includendo quindi anche sterrate e tracciati a fondo naturale. La sola apposizione di segnaletica CAI che definisca un tracciato come sentiero, se questo presenta le caratteristiche giuridiche di una strada, non può di per sé escludere il transito dei veicoli.

Allo stesso tempo, la Federazione ha rimarcato come molti motociclisti siano parte attiva nella cura del territorio, collaborando di fatto al mantenimento della rete viaria minore. La riapertura di piste invase dalla vegetazione e la possibilità di garantire accessi utili in caso di emergenze, come gli incendi boschivi, sono stati citati come esempi del ruolo potenzialmente positivo di un fuoristrada praticato in modo responsabile.

Non per questo vengono giustificati comportamenti scorretti. La FMI ha ribadito l’impegno a isolare chi non rispetta regole e controlli, come i motociclisti che rimuovono la targa o non si fermano di fronte alle forze dell’ordine. La presa di distanza dai cosiddetti cani sciolti viene indicata come condizione indispensabile per preservare la credibilità della comunità motociclistica e della Federazione.

In questo quadro si inserisce anche la Legge regionale 19/, che aggiorna in parte la 48/1994 e testimonia, secondo il Co.Re. Toscana, la presenza costante della FMI ai tavoli istituzionali, dove la Federazione punta a ottenere riconoscimenti e tutele attraverso un lavoro unitario e condiviso.

Oltre il muro contro muro: verso una convivenza possibile

Uno dei passaggi più significativi dell’incontro ha riguardato il rifiuto della logica del confronto frontale tra categorie contrapposte. Il Presidente del Co.Re. Toscana FMI ha sottolineato come lo scontro permanente, alimentato da tensioni e incomprensioni, non porti risultati e possa persino degenerare. È stato ricordato, a questo proposito, il verificarsi di atti criminali come la trazione di cavi su percorsi fuoristrada per far cadere i motociclisti, un segnale allarmante del clima esasperato che si può creare sul territorio.

Alla base di una possibile pacificazione, secondo quanto emerso dal dibattito, ci sono alcuni punti fermi:

  • riconoscimento del diritto di transito sulle strade per chi pratica attività motoristiche nel rispetto delle leggi;
  • pari diritto di fruizione degli stessi percorsi da parte di escursionisti a piedi;
  • rispetto rigoroso dell’ambiente naturale e delle persone che lo frequentano;
  • adozione di comportamenti corretti, come indicato nel decalogo FMI per l’uso del fuoristrada;
  • confronto costante tra associazioni e istituzioni, invece di iniziative unilaterali sul territorio;
  • valutazione condivisa della segnaletica e della classificazione dei tracciati.

L’incontro tra CAI e Co.Re. FMI Toscana viene così interpretato come un primo passo verso un riconoscimento reciproco delle rispettive attività: da una parte la pratica sportiva e ricreativa in moto, dall’altra l’escursionismo e l’alpinismo. Due mondi spesso percepiti come antitetici, ma che possono condividere gli stessi spazi se regolati da regole chiare, buon senso e dialogo continuo.

Per il motociclismo fuoristrada toscano, il segnale è chiaro: la legittimità del transito sulle strade a fondo naturale passa sempre più attraverso una responsabilità collettiva, capace di coniugare passione, sicurezza e salvaguardia del territorio.