28 Febbraio 2026

MotoGP Aragon 2018, Yamaha limita i danni con Rossi 8° e Viñales 10°

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Weekend in salita per il team Movistar MotoGP al di Aragon , chiuso con un ottavo posto per Valentino e un decimo per Maverick Viñales. Sul caldo asfalto del MotorLand Aragón, i due piloti hanno dovuto puntare sulla rimonta e sulla gestione della gara per contenere i danni in una delle piste più complicate per la M1.

Gara in rimonta per Rossi e Viñales

Nel rovente pomeriggio di Alcañiz, con il via alle 14:00 ora locale, Rossi e Viñales si sono trovati a dover recuperare terreno fin dai primi giri. Su un tracciato da 5.345 metri che non esalta tradizionalmente le caratteristiche della Yamaha, l’obiettivo realistico era portare a casa il miglior risultato possibile in ottica campionato.

Rossi ha costruito la sua gara sulla costanza, risalendo posizione dopo posizione fino all’ottavo posto finale. Una prestazione senza lampi ma solida, maturata soprattutto nella seconda metà dei 23 giri, quando il calo delle gomme ha iniziato a influire sul ritmo generale e l’esperienza del nove volte iridato ha permesso di gestire al meglio la fase decisiva.

Più complicata la domenica di Viñales, che non è riuscito a trovare il passo per agganciare il gruppo immediatamente davanti a lui. Lo spagnolo ha comunque tenuto duro fino alla bandiera a scacchi, chiudendo in decima posizione e portando a casa punti importanti in un fine settimana mai realmente favorevole alla M1.

MotorLand Aragón, pista ostica per la M1

Il tracciato di MotorLand Aragón, con il suo mix di curvoni veloci, staccate impegnative e ripartenze in accelerazione, ha confermato le difficoltà già emerse in passato per la Yamaha. Il layout esalta i punti di forza di altre moto, mentre per la M1 la priorità è stata trovare un compromesso tra stabilità in ingresso di curva e trazione in uscita, senza compromettere la durata degli pneumatici.

Le alte temperature dell’asfalto hanno aggiunto un ulteriore fattore di criticità, imponendo grande attenzione alla gestione delle gomme per tutti e 23 i giri. In questo contesto, il team ha scelto un approccio prudente sul fronte set-up, privilegiando la costanza di rendimento rispetto al tempo sul giro secco.

I risultati finali non rendono giustizia alle ambizioni del team ufficiale Yamaha, ma riflettono fedelmente le gerarchie espresse dal weekend aragonese. Il lavoro svolto su elettronica, trazione e gestione del degrado gomme rappresenta comunque una base di dati utile in vista delle ultime gare stagionali.

Verso la Thailandia con l’obiettivo del riscatto

Archiviato il GP di Aragon, l’attenzione del team Movistar Yamaha si sposta ora sul prossimo appuntamento in calendario, il Gran Premio di Thailandia sul Chang International Circuit di , in programma il 7 ottobre 2018. Il tracciato asiatico, introdotto da poco nel calendario MotoGP, offre caratteristiche differenti rispetto a MotorLand e potrebbe adattarsi meglio alla M1.

La priorità per Yamaha sarà trasformare le indicazioni raccolte in Spagna in un passo avanti concreto in termini di competitività. In particolare, il lavoro si concentrerà su:

  • migliorare la trazione in uscita di curva
  • ottimizzare la gestione delle gomme sulla lunga distanza
  • raffinare l’elettronica per una risposta più efficace
  • trovare un set-up più versatile per condizioni diverse
  • ridurre il gap in accelerazione rispetto ai diretti rivali

Rossi e Viñales arrivano in Asia con la consapevolezza di dover alzare il livello per tornare stabilmente nella lotta per le prime posizioni. La tappa thailandese rappresenterà dunque un banco di prova decisivo per misurare i progressi della M1 e per provare a chiudere la stagione su una nota più positiva rispetto alle difficili trasferte europee come quella di Aragon.