MotoGP Thailandia, Ducati esce con un nono posto e un ritiro amaro

Debutto in salita per il Ducati Lenovo Team nel primo Gran Premio MotoGP 2026 al Chang International Circuit di Buriram. Francesco Bagnaia ha chiuso nono dopo una gara in gestione, mentre Marc Márquez è stato costretto al ritiro a sei giri dalla fine mentre era in piena lotta per il podio, tradito da un problema al cerchio posteriore.
La gara di Bagnaia: gestione, fatica e solo un nono posto
Partito lontano, Francesco Bagnaia ha impostato la sua gara thailandese sulla gestione delle gomme, provando a recuperare terreno senza forzare nei primi giri. Il campione del mondo in carica ha guadagnato quattro posizioni nelle fasi iniziali, risalendo fino alla settima piazza e inserendosi nel gruppo che lottava per la top ten.
Con il passare dei giri, però, le difficoltà emerse nel corso del weekend sono tornate a farsi sentire. Bagnaia ha spiegato di aver faticato a fermare la moto in staccata e a farla girare come nei test invernali, un limite che lo ha costretto a restare sulla difensiva proprio quando avrebbe voluto attaccare.
Nel finale, quando sembrava poter chiudere il gap sul gruppo che lo precedeva, Pecco ha accusato un calo di aderenza che lo ha relegato al nono posto sotto la bandiera a scacchi. Un risultato al di sotto delle aspettative, che il pilota piemontese interpreta però come un episodio particolare più che come un campanello d’allarme sulla competitività del pacchetto.
Bagnaia ha sottolineato la necessità di lavorare per ritrovare subito le sensazioni dei test e tornare nelle posizioni di vertice, con la consapevolezza che il potenziale complessivo resta elevato ma va messo a terra in condizioni di gara.
Márquez, debutto veloce ma rovinato da un cedimento tecnico
Dall’altra parte del box Ducati Lenovo, Marc Márquez ha vissuto un esordio ufficiale con la Desmosedici GP tanto incoraggiante quanto sfortunato. Scattato bene dalla prima fila, lo spagnolo si è immediatamente inserito nel gruppo di testa, impostando un’interpretazione prudente della gara su una distanza che si preannunciava impegnativa per gomme e fisico.
Márquez ha gestito il ritmo nella prima parte, mantenendosi stabilmente in zona podio e controllando gli avversari diretti. Nel corso del secondo stint ha poi iniziato a ridurre il gap dai piloti davanti, preparando l’assalto alle posizioni da podio negli ultimi giri.
Proprio quando la sua rimonta sembrava prendere forma, al ventunesimo giro è arrivato l’episodio che ha compromesso tutto. Andato leggermente lungo in curva 4, il pilota numero 93 è transitato su un cordolo già affrontato da altri senza conseguenze. In quel punto ha però avvertito un forte colpo al posteriore: l’impatto ha deformato il cerchio, facendo calare improvvisamente la pressione della gomma e costringendolo al rientro ai box.
Márquez ha definito l’accaduto un episodio sfortunato, sottolineando come stesse conducendo una gara ragionata, salvo poi decidere di aumentare il ritmo quando ha visto riavvicinarsi il podio. Nonostante il ritiro, lo spagnolo esce dalla Thailandia con la convinzione di essere già su un buon livello di competitività con la nuova moto.
Bilancio e prospettive in vista del Brasile
Il Gran Premio di Thailandia si chiude quindi con un bottino limitato per il Ducati Lenovo Team, che lascia Buriram con 17 punti complessivi e il quinto posto nella classifica a squadre. Nella graduatoria piloti, Marc Márquez occupa l’ottava posizione con 9 punti, mentre Francesco Bagnaia è decimo, staccato di una sola lunghezza dal compagno di squadra.
Ducati, nel computo dei costruttori, è attualmente terza a quota 19 punti. Un avvio che non rispecchia le ambizioni del marchio bolognese ma che, alla luce del ritiro tecnico di Márquez e delle difficoltà di adattamento riscontrate da Bagnaia nel passaggio dai test al fine settimana di gara, lascia ampi margini di miglioramento per le prossime tappe.
All’interno del box la parola d’ordine è lavoro. Da una parte bisognerà analizzare nel dettaglio il cedimento del cerchio posteriore sulla moto di Márquez per evitare che un simile inconveniente possa ripetersi in condizioni analoghe. Dall’altra sarà fondamentale per il team tecnico ritrovare per Bagnaia quel compromesso di assetto che nei test sembrava già ben definito ma che in Thailandia non è stato possibile replicare.
Il calendario non lascia molto tempo per respirare. Il Ducati Lenovo Team tornerà infatti in pista il 20 marzo per la prima giornata di prove del Gran Premio Estrella Galicia 0,0 del Brasile, in programma all’Autódromo Internacional de Goiânia – Ayrton Senna. Un tracciato che proporrà condizioni climatiche e caratteristiche tecniche diverse da Buriram e che potrà rappresentare un banco di prova importante per comprendere meglio il reale potenziale del binomio Ducati–Márquez e per permettere a Bagnaia di rilanciare la propria corsa al vertice.
Nell’attesa di vedere se il Brasile segnerà la prima vera svolta della stagione, dalla Thailandia Ducati porta a casa poche soddisfazioni ma molte indicazioni su cui costruire il proprio percorso nel Mondiale 2026.