27 Febbraio 2026

Nuovo Codice della Strada, ad Arezzo svolta per il fuoristrada

Nuovo Codice della Strada, ad Arezzo svolta per il fuoristrada

Ad Arezzo si è consumato un passaggio chiave per il futuro del fuoristrada in Italia. Un confronto tra politica, e portatori di interesse ha portato al riconoscimento delle istanze dei motociclisti e alla revisione delle norme del nuovo Codice della Strada che rischiavano di bloccare l’attività offroad.

Fuoristrada a rischio, la FMI porta il caso in Parlamento

Il convegno Nuovo Codice della strada – La via della convivenza, ospitato alla Camera di Commercio di Arezzo, è stato l’occasione per fare il punto sulle modifiche legislative che, nella loro formulazione iniziale, avrebbero di fatto impedito la pratica fuoristradistica sportiva e amatoriale su strade bianche e sentieri.

La Federazione Motociclistica Italiana ha illustrato il lavoro svolto nei mesi precedenti per correggere queste norme attraverso un sub-emendamento dedicato. Al tavolo erano presenti figure centrali dell’iter legislativo, tra cui l’onorevole Michele Pompeo Meta, presidente della IX Commissione Trasporti della Camera, e l’onorevole Marco Donati, membro della Commissione Attività produttive e firmatario del sub-emendamento proposto dalla .

Il presidente FMI Giovanni Copioli ha ricordato come il testo originario del nuovo Codice avrebbe generato un blocco generalizzato dell’attività fuoristrada, ignorando il principio di libertà di movimento e i diritti dei cittadini che vivono e utilizzano il territorio per finalità sportive, turistiche e sociali. La Federazione, ha spiegato Copioli, ha scelto la via del dialogo istituzionale per tutelare non solo i motociclisti ma l’insieme dei fruitori delle aree rurali e montane.

La via della convivenza: decidono i territori

Elemento cardine del sub-emendamento sostenuto dalla FMI è il ruolo attribuito alle autorità locali nella gestione di strade sterrate e sentieri. L’onorevole Donati ha sottolineato come sia fondamentale affidare a chi conosce nel dettaglio le realtà territoriali la facoltà di decidere l’uso delle infrastrutture viarie minori, evitando divieti generalizzati e scollegati dalle specificità ambientali e sociali.

Il responsabile dei rapporti istituzionali FMI, Tony Mori, ha ricordato che una strada sterrata resta a tutti gli effetti una strada, e che limitarne l’accesso a poche categorie sarebbe un errore di principio e di merito. Il rispetto delle regole, ha ribadito, è la base per una reale convivenza tra le diverse attività che condividono lo stesso ambiente.

Positivo anche il giudizio espresso dal procuratore della Repubblica di Arezzo, Roberto , che ha apprezzato la chiarezza del sub-emendamento, sia per quanto riguarda l’uso delle vie sterrate, sia per il coinvolgimento diretto degli enti locali nella tutela ambientale.

L’intervento più atteso è stato quello dell’onorevole Meta, che ha riconosciuto il peso del settore motociclistico e il metodo di confronto adottato dalla FMI. Meta ha collegato questo correttivo al Codice della Strada a un disegno più ampio di revisione delle norme sulla sicurezza, dall’uso dei telefoni alla guida fino al trasporto in sicurezza dei bambini, auspicando una conclusione rapida dell’iter parlamentare entro la fine della legislatura.

Un settore che cresce e chiede regole equilibrate

Il convegno ha dato spazio anche ai numeri e all’impatto economico del comparto moto. Il direttore generale di Confindustria ANCMA, Pierfrancesco Caliari, ha ricordato come il settore due ruote rappresenti un elemento strategico nella mobilità nazionale e come il fuoristrada sia al centro di un indotto in crescita da due anni, che verrebbe penalizzato da norme troppo restrittive.

Il colonnello Claudio D’Amico dei Carabinieri Forestali ha ripercorso la collaborazione avviata con la FMI nel , evidenziando i progressi fatti sul fronte dell’organizzazione delle gare e del controllo del territorio. L’obiettivo condiviso è colpire i comportamenti scorretti di pochi, senza criminalizzare l’intera comunità motociclistica che nella maggior parte dei casi rispetta regole e ambiente.

Al dibattito hanno partecipato associazioni artigiane, agricole, venatorie, di pesca e ambientaliste, oltre a numerosi moto club. Dai loro interventi è emersa una forte convergenza sulla necessità di mantenere un confronto costante tra tutti i fruitori del territorio e con le istituzioni. Il direttore di Arcicaccia, Osvaldo Veneziano, ha insistito sull’importanza di un dialogo stabile tra categorie diverse per gestire in modo condiviso le aree rurali.

In chiusura, Copioli ha definito l’incontro un punto di svolta: le posizioni sono state chiarite, la politica ha riconosciuto la legittimità delle richieste avanzate dalla FMI e di chi vive il territorio. Il principio guida è quello della convivenza contro ogni proibizionismo preconcetto, con una scelta netta: lasciare la decisione sull’uso di strade e sentieri alle autorità locali, nel rispetto delle leggi e delle esigenze di tutti.

La Federazione continuerà a seguire l’evoluzione del testo fino alla conclusione dell’iter legislativo, con l’obiettivo di garantire che l’attività fuoristradistica, sportiva e turistica, possa proseguire in un quadro normativo chiaro, equilibrato e sostenibile.