Pedaggi autostradali moto, FMI e ANCMA chiedono tariffe dedicate

La battaglia per pedaggi autostradali più equi per le due ruote entra nel vivo. e Confindustria ANCMA hanno incontrato a Torino il presidente dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti per chiedere una tariffazione specifica per moto e , allineata a quanto già avviene nel resto d’Europa.

Italia fanalino di coda in Europa sui pedaggi moto

Nel panorama europeo l’Italia rappresenta un’eccezione poco lusinghiera: sulle nostre autostrade il pedaggio per i motocicli è sostanzialmente equiparato a quello delle automobili, con livelli tariffari considerati già di per sé elevati. Il risultato è che una moto di media cilindrata paga lo stesso importo di un SUV di ben altre dimensioni e potenza, senza alcuna differenziazione legata all’ingombro o all’impatto ambientale.

Al contrario, nei paesi dove le autostrade sono a pagamento, le due ruote beneficiano quasi ovunque di condizioni agevolate. In molti stati europei la tariffa per i motociclisti è sensibilmente più bassa, e spesso si attesta su circa la metà del pedaggio richiesto alle auto. Un divario che, secondo le associazioni di categoria, penalizza ingiustamente chi sceglie la moto come mezzo di trasporto, sia per passione sia per necessità quotidiane.

e ANCMA sottolineano come le moto occupino meno spazio in carreggiata, contribuiscano alla fluidità del traffico e abbiano, a parità di mobilità offerta, un impatto ambientale generalmente inferiore rispetto alle quattro ruote. Elementi che, a loro giudizio, giustificherebbero una revisione strutturale delle tariffe applicate dalle concessionarie autostradali.

Il confronto con l’Autorità di Regolazione dei Trasporti

Nel corso dell’incontro, FMI e Confindustria ANCMA hanno presentato al presidente dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti la richiesta formale di avviare un percorso che porti all’introduzione di una categoria tariffaria dedicata ai veicoli a due ruote a motore. L’Autorità, che vigila sui sistemi tariffari delle infrastrutture di trasporto, è stata invitata ad attivare un confronto con le società concessionarie e con il Ministero dei Trasporti, soggetto concedente in Italia.

Le associazioni hanno evidenziato come la differenziazione dei pedaggi non sarebbe soltanto una misura di equità nei confronti dei motociclisti, ma anche uno strumento utile a orientare le scelte di mobilità. Una tariffa più bassa, infatti, potrebbe rendere più conveniente l’utilizzo della moto in autostrada rispetto a tragitti alternativi su strade ordinarie, spesso più congestionate e statisticamente più pericolose.

Il presidente dell’Autorità si è dichiarato disponibile ad approfondire il tema nell’ambito dei procedimenti previsti dal regolatore. Si tratta di un primo passo che, se porterà a tavoli tecnici con ministero e concessionarie, potrebbe aprire la strada a una revisione del sistema attuale, almeno per quanto riguarda le classi di pedaggio riservate alle due ruote.

Perché una tariffa dedicata alle moto conviene a tutti

Le posizioni espresse dai vertici di FMI e ANCMA puntano a inquadrare la questione non solo come rivendicazione di categoria, ma come opportunità per l’intero sistema della mobilità e per la filiera motociclistica italiana. L’idea di fondo è che una riduzione mirata delle tariffe potrebbe generare effetti positivi a cascata.

  • Aumento dell’uso dell’autostrada da parte dei motociclisti, con ricadute positive sulla sicurezza stradale.
  • Decongestionamento della viabilità ordinaria, soprattutto nei collegamenti tra grandi centri urbani.
  • Maggiore attrattività dell’uso quotidiano della moto e della mobilità a due ruote.
  • Benefici per l’industria motociclistica nazionale, la più importante d’Europa.
  • Compensazione per le concessionarie tramite un aumento dei transiti a fronte di pedaggi ridotti.

Secondo le associazioni, le autostrade rappresentano le infrastrutture più sicure per chi viaggia in moto, sia per la qualità del manto stradale sia per l’assenza di incroci e interferenze con il traffico urbano. Una politica tariffaria che favorisca l’accesso delle due ruote a queste arterie potrebbe quindi avere un impatto diretto sulla riduzione degli incidenti, soprattutto nei periodi di grande esodo o nei tragitti abituali dei pendolari.

La creazione di una classe di pedaggio specifica per i motocicli viene dunque proposta come misura razionale e in linea con gli standard europei. FMI e ANCMA auspicano che l’approfondimento avviato dall’Autorità di Regolazione dei Trasporti porti in tempi ragionevoli a un confronto concreto con tutti gli attori coinvolti, con l’obiettivo di superare l’attuale equiparazione tra moto e auto e riconoscere finalmente alle due ruote un trattamento coerente con il loro reale impatto sulla rete autostradale.