Rc moto, studio LUISS accusa il risarcimento diretto

Un studio dell’Università LUISS Guido Carli di Roma mette sotto accusa il sistema del risarcimento diretto nei sinistri stradali, indicando in questo meccanismo una delle cause principali dell’aumento dei premi assicurativi per le moto. La ricerca, presentata a Milano presso la sede di Confindustria Ancma, propone anche una possibile soluzione normativa per riportare sotto controllo i costi delle polizze per le due ruote.

Lo studio LUISS e i dati inediti di Consap

La ricerca è stata curata da un gruppo di docenti della LUISS guidato dal professore emerito Gennaro Olivieri. Il lavoro si basa su dati inediti forniti in esclusiva da Consap, la concessionaria che gestisce tra l’altro il Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada, e su un metodo di calcolo specificamente sviluppato per valutare gli effetti del quadro normativo sulle tariffe Rc.

Secondo le elaborazioni presentate, il sistema del risarcimento diretto introdotto nel avrebbe generato, nel comparto moto, un aumento definito indiscriminato dei premi. Il cuore della ricerca è l’analisi di come la gestione dei sinistri attraverso il risarcimento diretto incida sui costi complessivi sopportati dalle compagnie e, di riflesso, sugli importi pagati annualmente dai motociclisti.

L’approccio statistico e la disponibilità di serie storiche dettagliate hanno permesso al team LUISS di isolare il peso specifico del nuovo meccanismo di liquidazione rispetto ad altri fattori di , arrivando a un quadro considerato dai ricercatori come difficilmente contestabile sul piano numerico.

Il ruolo di Confindustria Ancma e della politica

La presentazione dei risultati si è svolta nella sede milanese di Confindustria Ancma, l’associazione che rappresenta l’industria delle due ruote. A fare gli onori di casa è stato il direttore generale Pier Francesco Caliari, a sottolineare come il tema del costo delle moto sia centrale per l’intera filiera, dalla produzione alla distribuzione, fino all’utente finale.

Alla conferenza ha preso parte anche l’onorevole Enzo Garofalo, presidente del gruppo interparlamentare Amici delle Due Ruote e vicepresidente della Commissione Trasporti della Camera. La sua presenza indica la volontà di portare il dibattito sui premi Rc moto e sugli effetti del risarcimento diretto direttamente in sede legislativa, valutando interventi che possano correggere le distorsioni evidenziate dallo studio.

Per il mondo delle due ruote il nodo assicurativo resta uno dei principali ostacoli alla diffusione del mezzo, specie in aree del Paese dove i premi risultano particolarmente elevati. Il coinvolgimento di un gruppo interparlamentare dedicato alle moto segnala la maturazione di una sensibilità politica specifica sul tema.

Una proposta normativa per ridurre i premi moto

Oltre a fotografare la situazione, la ricerca LUISS mette sul tavolo un’ipotesi di intervento normativo per affrontare il problema alla radice. Pur non entrando nei dettagli tecnici, la proposta punta a rivedere il funzionamento del risarcimento diretto per le due ruote, con l’obiettivo di ridurre i costi dei sinistri e, di conseguenza, i premi pagati dai motociclisti.

Gli autori indicano come passaggi chiave:

  • la revisione del meccanismo di liquidazione dei danni per le moto
  • una maggiore aderenza tra tariffa e rischio effettivo del veicolo
  • la riduzione delle distorsioni generate dal sistema introdotto nel 2007
  • un quadro regolatorio più trasparente per compagnie e assicurati

L’analisi dell’ateneo romano si inserisce in un dibattito che da anni coinvolge associazioni di categoria, compagnie e consumatori sul livello dei premi Rc moto in Italia. Portare numeri nuovi e un modello di valutazione strutturato consente di aprire un confronto meno ideologico e più ancorato ai dati, con la prospettiva di interventi mirati a rendere le coperture assicurative più sostenibili per chi sceglie le due ruote come mezzo di trasporto quotidiano.