Sicurezza stradale, in Veneto 40mila persone sensibilizzate

Si è chiuso a Spinea, nel Veneziano, il ciclo estivo 2019 di “Pensa alla vita… guida con la testa!!!”, la grande campagna nazionale per la sicurezza stradale promossa da ANVU Veneto. Un tour di 18 tappe, dall’Adriatico alle Dolomiti, che ha coinvolto oltre 40mila persone tra residenti e turisti in un territorio segnato da gravi incidenti e vittime della strada.
Dall’Adriatico alle Dolomiti, un viaggio nella prevenzione
Il progetto, aderente alla Carta Europea della Sicurezza Stradale, ha visto la Polizia Locale di Jesolo in prima linea, affiancata da amministrazioni comunali, associazioni di volontariato e realtà impegnate sul fronte dell’educazione alla guida. Le serate si sono svolte nelle principali località balneari e turistiche del Veneto: da Jesolo, Sottomarina e Cavallino Treporti ad Abano Terme, Marghera, Verona, Valdagno, Conegliano e Belluno.
La partecipazione di sindaci, assessori e autorità locali ha dato forza a un messaggio condiviso: la riduzione delle vittime da incidente stradale passa anche da un cambiamento culturale, da costruire sul territorio con iniziative continuative e vicine alle persone.
In ogni tappa gli stand informativi hanno offerto occasioni di confronto diretto sulle cause più frequenti degli incidenti – dalla velocità eccessiva alla guida in stato di ebbrezza – mentre gli operatori illustravano in modo semplice ma concreto gli effetti delle violazioni del Codice della Strada.
Simulatori, prove pratiche e test per adulti e ragazzi
La formula scelta è stata quella dell’educazione esperienziale. Per i più giovani il richiamo principale è arrivato dal simulatore di guida: ragazzi e ragazze hanno potuto mettersi alla guida di uno scooter virtuale, seguiti dai formatori che spiegavano segnali, precedenze e comportamenti corretti. Un modo per imparare giocando, prima di trovarsi nel traffico reale.
Non sono mancati strumenti dedicati agli adulti: test computerizzati dei tempi di reazione e del campo visivo permettevano a ciascuno di verificare le proprie capacità di concentrazione e coordinamento. Quando i risultati indicavano criticità, gli operatori suggerivano controlli oculistici approfonditi e proponevano l’utilizzo degli etilometri, sia monouso sia con le apparecchiature della Polizia Locale, per rendere tangibile il legame tra alcol e sicurezza alla guida.
Uno degli spazi più forti dal punto di vista emotivo è stato quello dei dispositivi di protezione: caschi danneggiati a mazzate per simulare l’impatto a 140 km/h, spiegazioni sull’energia in gioco e sui limiti delle protezioni, questionari per misurare il livello di conoscenza su casco, cinture, airbag, paraschiena, stivali tecnici e indumenti ad alta visibilità. La compilazione dei questionari dava accesso al Gran Premio Valeri Sport dedicato all’abbigliamento moto.
Per i bambini erano stati allestiti percorsi in bicicletta, tavoli per disegni e materiali didattici come il quaderno di Mirtilla, affiancati da gadget e piccoli omaggi offerti dalle associazioni per fissare nella memoria dei più piccoli l’idea che la sicurezza è un’abitudine quotidiana.
Associazioni, moto club e comunità: una rete contro le vittime della strada
Accanto alle forze di polizia locale hanno operato numerose realtà del volontariato. I volontari della Protezione Civile mostravano i mezzi di soccorso e le procedure d’intervento, mentre l’ANFAS – Associazione famigliari vittime della strada – distribuiva materiali di riflessione per trasformare il ricordo del lutto in un impegno concreto di prevenzione.
Presente in forze anche la Federazione Motociclistica Italiana, attraverso il Dipartimento Educazione Stradale e il gruppo Sicurstrada del Moto Club Spinea. Con quattro formatori e quattro operatori tecnici, il team FMI ha seguito 15 delle 18 tappe, portando la propria esperienza di educazione rivolta in particolare al mondo delle due ruote. Per i motociclisti, le dimostrazioni sui materiali protettivi, le mini-lezioni su energia d’impatto e resistenza dei caschi, insieme alla testimonianza diretta dei formatori, hanno rappresentato un’occasione per rimettere in discussione abitudini consolidate.
In molte serate il pubblico ha potuto assistere a simulazioni di incidente e di soccorso, oltre ad ammirare la Ferrari 458 Italia della Polizia Locale di Milano, utilizzata come elemento di richiamo per avvicinare le persone ai contenuti della campagna. L’afflusso è stato costante: folle numerose hanno affollato gli stand fino a tarda notte, costringendo spesso gli operatori a chiudere solo quando veniva staccata l’alimentazione elettrica.
Nell’arco dell’estate, il progetto ha raggiunto complessivamente più di 40mila persone in 15 giornate di attività intensiva. Un risultato significativo, frutto di una rete che ha coinvolto istituzioni, corpi di polizia, associazioni, moto club e operatori sanitari.
Al centro dell’iniziativa il messaggio di fondo, sintetizzato nello slogan della campagna:
- Pensare alla propria vita e a quella degli altri prima di mettersi al volante
- Guidare con responsabilità, rispettando Codice della Strada e utenti deboli
- Comprendere le conseguenze reali di velocità, distrazione e abuso di alcol o sostanze
- Usare in modo corretto caschi, cinture e protezioni per ridurre la gravità degli impatti
- Trasformare l’emozione suscitata da incidenti e vittime in consapevolezza preventiva
Per gli organizzatori, “Pensa alla vita… guida con la testa!!!” non rappresenta un traguardo ma un punto di partenza: un’occasione per apprendere, riflettere e imprimere nella memoria collettiva cause, dinamiche ed effetti degli incidenti, con l’obiettivo di cambiare i comportamenti alla guida. Una cultura della sicurezza che, nel Veneto delle località turistiche e delle strade di montagna, passa anche da serate affollate, prove pratiche e dal coraggio di guardare in faccia le conseguenze di ogni scelta al volante.