Suzuki Burgman 400 diventa opera d’arte con il progetto ARThletes

Il Suzuki Burgman 400, scooter simbolo del commuting urbano, diventa protagonista di un inedito dialogo tra moto, arte e sport. Con il progetto ARThletes, la casa di Hamamatsu affida a quattro illustratori italiani di fama internazionale il compito di tradurre in immagini le qualità del nuovo Burgman, ispirandosi alle discipline del Pentathlon moderno.
ARThletes: quando il Burgman incontra il Pentathlon moderno
ARThletes è un progetto che intreccia competenza tecnica, cultura giapponese e gusto italiano, mettendo al centro il nuovo Burgman 400, definito da Suzuki l’atleta elegante della propria gamma scooter. L’iniziativa celebra lo spirito olimpico collegando le caratteristiche del mezzo alle cinque prove del Pentathlon moderno.
Quattro illustratori – Gianluca Folì, Riccardo Guasco, Francesco Poroli e il duo Van Orton – sono stati incaricati di raccontare con il loro stile quattro concetti chiave legati al Burgman 400: eleganza, sportività, stabilità e sicurezza. Ogni artista ha abbinato uno di questi valori a una disciplina del Pentathlon moderno: equitazione, scherma, nuoto e laser run.
Il risultato sarà una serie di quattro opere originali in cui lo scooter giapponese diventa fulcro visivo e simbolico, ponte tra gesto atletico e gesto artistico. Per Suzuki si tratta anche di un modo per ribadire il proprio ruolo di corporate citizen, mostrando attenzione per i linguaggi culturali contemporanei e per il mondo dello sport.
Reaction Challenge: il pubblico sceglie la livrea da collezione
Il progetto ARThletes vive soprattutto online, con una forte declinazione social. Le quattro illustrazioni saranno pubblicate sui canali digitali di Suzuki Italia e sottoposte al giudizio del pubblico attraverso una Reaction Challenge dedicata.
Gli utenti saranno chiamati a esprimere la propria preferenza interagendo con i post: l’opera che otterrà il maggior numero di reazioni diventerà la livrea esclusiva di un Burgman 400 da collezione, realizzando così un vero e proprio pezzo unico che unisce design industriale e illustrazione contemporanea.
In questo modo il maxiscooter più iconico della gamma Suzuki si trasforma in tela dinamica, veicolo di contenuti artistici oltre che mezzo di trasporto. L’operazione apre anche a un pubblico nuovo, attento ai linguaggi visivi e alle contaminazioni tra mobilità, cultura e lifestyle urbano.
- 4 illustratori italiani coinvolti nel progetto
- 4 valori chiave: eleganza, sportività, stabilità, sicurezza
- 4 discipline del Pentathlon moderno come ispirazione
- 1 Reaction Challenge social per scegliere l’opera vincente
- 1 Burgman 400 da collezione con livrea speciale
Riccardo Guasco e la stabilità del Burgman 400
Il primo capitolo di ARThletes è affidato a Riccardo Guasco, illustratore e pittore alessandrino noto per uno stile che richiama i manifesti del primo Novecento. A lui Suzuki ha chiesto di interpretare il concetto di stabilità, abbinato alla prova di equitazione del Pentathlon moderno, in particolare al salto ostacoli.
Nella sua visione, Guasco congela in un’unica immagine l’apice di gesti potenti e controllati: un cavallo nel punto più alto del salto, la spirale di un’onda che si infrange, una moto che esce piegata da una curva. Momenti di massima tensione in cui conta soprattutto la capacità di governare la potenza, esattamente come avviene a bordo del Burgman 400.
L’opera fonde l’iconografia del Giappone tradizionale e i richiami ai grandi maestri dell’arte nipponica, con lo scooter Suzuki integrato come elemento di congiunzione. Il risultato è una sintesi visiva che unisce forza ed equilibrio, evocando la stabilità come condizione essenziale per vivere in sicurezza la guida quotidiana.
Coordinato da Ale Giorgini, il progetto ARThletes si inserisce in un percorso più ampio in cui Suzuki sceglie l’illustrazione come linguaggio privilegiato per parlare a una community trasversale, capace di riconoscere nei veicoli non solo strumenti funzionali, ma anche oggetti carichi di significato. Il Burgman 400, nato per muoversi con disinvoltura tra casa e lavoro o sui percorsi extraurbani, diventa così ambasciatore su due ruote di un nuovo modo di raccontare la mobilità, in dialogo costante con lo sport e con l’arte contemporanea.