28 Febbraio 2026

Suzuki chiude il 2020 in calo ma aumenta i dividendi

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ha chiuso l’esercizio 2020 (aprile 2020 – marzo ) con un calo di fatturato e utile operativo, ma con utili netti in crescita e un forte aumento dei dividendi. Un bilancio segnato dall’impatto della pandemia, soprattutto nei mesi primaverili, ma con segnali positivi in alcuni settori chiave, moto incluse.

I numeri del bilancio 2020 e la politica dei dividendi

Il fatturato consolidato del gruppo si è attestato a 3.178,2 miliardi di Yen, pari a circa 26,5 miliardi di euro, con una flessione dell’8,9% rispetto all’anno precedente (–310,2 miliardi di Yen). L’utile operativo è sceso del 9,6% a 194,4 miliardi di Yen (circa 1,6 miliardi di euro), penalizzato dalla contrazione delle vendite e dall’aumento dei prezzi delle materie prime.

Nonostante questo, l’utile della gestione ordinaria è leggermente cresciuto, arrivando a 248,3 miliardi di Yen (+1,2%), mentre l’utile netto attribuibile agli azionisti della capogruppo è salito del 9,1%, toccando quota 146,4 miliardi di Yen (circa 1,2 miliardi di euro). A pesare positivamente sui conti è stata anche la vendita di partecipazioni azionarie, che ha generato una sopravvenienza di 14,2 miliardi di Yen.

Il nuovo Piano Gestionale di Medio Periodo 2021-2026, denominato Sho-Sho-Kei-Tan-Bi, prevede una payout ratio dei dividendi intorno al 30%. Su questa base Suzuki ha deciso di aumentare il dividendo annuale a 90 Yen per azione (0,78 euro), contro i 5 Yen dell’esercizio precedente, con un conguaglio di fine anno di 53 Yen per azione.

Andamento dei settori: auto in calo, moto in recupero

Nel settore auto, cuore del business Suzuki, il fatturato è sceso a 2.876,6 miliardi di Yen (23,9 miliardi di euro), con un calo dell’8,9% rispetto al 2019. Il brusco stop tra aprile e giugno non è stato del tutto compensato dalla ripresa delle vendite in India e in Giappone a partire da luglio, né dagli sforzi di contenimento dei costi. L’utile operativo del comparto auto è diminuito del 12,7%, fermandosi a 172,0 miliardi di Yen, risentendo sia della riduzione dei volumi sia del rincaro delle materie prime.

Più articolato il quadro del settore moto, direttamente rilevante per il pubblico di Motopress. Il fatturato motociclistico è stato di 206,5 miliardi di Yen (circa 1,7 miliardi di euro), in calo del 14,9% rispetto all’esercizio precedente. La fase che tradizionalmente rappresenta il picco stagionale, da aprile a giugno, è stata penalizzata soprattutto sul fronte delle moto di grossa cilindrata, mentre alcune aree chiave per i modelli di piccola cilindrata, come India e Paesi ASEAN, hanno registrato contrazioni significative.

Nonostante il calo delle vendite, l’utile operativo del comparto moto è però salito da 1,9 a 2,6 miliardi di Yen, grazie a un miglioramento della qualità del business e alla riduzione delle spese. Un segnale che indica una maggiore efficienza del segmento motociclistico Suzuki, in attesa di capire come evolverà la domanda nei mercati emergenti e maturi.

In controtendenza il settore marine, che ha beneficiato della forte richiesta di grandi fuoribordo in Nord America. Il fatturato è cresciuto dell’11,9% a 83,4 miliardi di Yen, mentre l’utile operativo è salito del 21,1% raggiungendo 17,1 miliardi di Yen. Le altre attività del gruppo, che includono dispositivi per la mobilità assistita, energia solare e immobiliare, hanno invece registrato un calo sia di fatturato, sceso a 11,7 miliardi di Yen, sia di utile operativo, ridotto a 2,7 miliardi di Yen, complice la debolezza del immobiliare.

Aree geografiche e prospettive: India sorvegliata speciale

Dal punto di vista geografico, Suzuki segnala una diminuzione complessiva di fatturato e utili in Giappone, Europa e Asia. La ripresa iniziata a luglio non è stata sufficiente a colmare il vuoto dei mesi primaverili, quando l’impatto delle restrizioni legate al Covid-19 è stato più marcato.

Particolare attenzione è rivolta all’India, mercato centrale per il gruppo sia nell’auto sia nelle due ruote. La diffusione del nuovo coronavirus nel Paese è indicata come uno dei principali elementi di incertezza che impediscono oggi previsioni attendibili sui risultati del prossimo esercizio.

Di conseguenza Suzuki, pur avendo fissato le linee guida del piano a medio termine, non ha ancora pubblicato stime ufficiali sui risultati operativi consolidati per l’anno fiscale successivo. L’azienda comunicherà le previsioni solo quando riterrà possibile effettuare valutazioni considerate razionali e affidabili.

In sintesi, il 2020 di Suzuki mostra un gruppo colpito dal contesto globale ma capace di difendere la redditività, rafforzare la politica dei dividendi e migliorare i margini in segmenti come le moto e il marine, in attesa di maggiore visibilità su mercati chiave come quello indiano.

  • Fatturato consolidato 2020: 3.178,2 miliardi di Yen (–8,9%)
  • Utile operativo: 194,4 miliardi di Yen (–9,6%)
  • Utile netto attribuibile agli azionisti: 146,4 miliardi di Yen (+9,1%)
  • Settore moto: fatturato –14,9%, utile operativo in aumento
  • Settore marine in crescita grazie ai fuoribordo in Nord America
  • Dividendo annuale portato a 90 Yen per azione