Suzuki festeggia 25 milioni di auto vendute in Giappone

Suzuki taglia un traguardo simbolico nel proprio mercato domestico: 25 milioni di auto vendute in Giappone dal 1955 a oggi. Un risultato che conferma il ruolo centrale delle compatte di Hamamatsu e si inserisce in un 2017 di forte crescita anche in Europa e in Italia, trainato dalla nuova generazione ibrida.
Il peso delle piccole nel record giapponese
Il conteggio dei 25 milioni di veicoli venduti in Giappone parte dalla Suzulight, la prima auto Suzuki lanciata nell’ottobre 1955. In 62 anni, la strategia del marchio è rimasta fedele al mondo delle compatte e delle ultracompatte, segmento che continua a costituire l’ossatura delle vendite interne.
Best-seller assoluta è la Alto, sul mercato dal 1979, che ha superato i 5,77 milioni di unità immatricolate. A seguirla sono due colonne storiche della gamma nipponica: Wagon R, introdotta nel 1993 e arrivata a 4,48 milioni di esemplari, e il minivan Carry, prodotto dal 1961 in varie generazioni per un totale di 4,46 milioni di unità.
Nella top five giapponese figura anche Swift, modello chiave per l’apertura ai mercati globali grazie a dimensioni e impostazione più adatte all’export. Nel complesso, le vendite di automobili Suzuki nel mondo hanno raggiunto quota 62,6 milioni di unità, a testimonianza di una crescita costante oltre i confini nazionali.
Crescita globale e mercato europeo in accelerazione
Il record domestico arriva in un momento favorevole per Suzuki anche a livello internazionale. Per l’anno fiscale 2017, in chiusura a marzo 2018, le previsioni parlano di 3,07 milioni di veicoli venduti a livello globale, con una crescita attesa del 5,2%.
Il baricentro del marchio, accanto al Giappone, resta l’Asia. In India Suzuki è leader assoluta nel comparto passenger car, con una quota del 47,4% nell’anno fiscale 2016 e 16,76 milioni di auto vendute complessivamente nel Paese. Dietro Nuova Delhi, per volumi storici, ci sono la Cina con 3,69 milioni di unità e l’Indonesia con 2,22 milioni.
Anche l’Europa mostra numeri in forte progresso. Nel primo semestre 2017 le immatricolazioni del marchio nel Vecchio Continente sono salite del 24%, con un obiettivo di 267.000 unità per l’anno fiscale 2017/2018. In Italia, tra gennaio e agosto, Suzuki ha messo a segno la crescita percentuale più elevata tra i marchi generalisti, con un +43,9%.
Il mercato italiano è inoltre uno dei fronti principali per la strategia ibrida del brand: Suzuki si è posizionata stabilmente al secondo posto tra i costruttori per numero di immatricolazioni di auto ibride, secondo i dati UNRAE.
Dal know-how leggero all’ibrido compatto
La progressione commerciale di Suzuki si lega a una precisa filosofia di prodotto: dimensioni contenute, leggerezza strutturale ed efficienza. Un’impostazione maturata anche attraverso l’esperienza negli altri settori chiave del gruppo, come moto e motori fuoribordo, dove il contenimento delle masse è un requisito tecnico imprescindibile.
In questa scia si colloca la Hybrid Generation, la gamma ibrida leggera con cui Suzuki punta a ridurre concretamente consumi ed emissioni utilizzando sistemi compatti, dal peso ridotto e dai costi di accesso più contenuti rispetto a soluzioni full hybrid complesse. Un approccio che si sposa con il posizionamento del marchio nel mondo delle compatte e con le esigenze di chi utilizza l’auto soprattutto in ambito urbano e periurbano.
Il piano industriale a medio termine Suzuki Next 100, confermato anche al Salone di Francoforte, delinea il percorso dei prossimi anni. Entro il 2020 sono previsti 20 nuovi modelli, dodici dei quali arriveranno già nel prossimo triennio. La strategia si concentra su:
- sviluppo di piattaforme modulari di dimensioni compatte
- motori benzina sempre più efficienti
- diffusione delle varianti ibride leggere
- rafforzamento nei segmenti ultracompatti in Giappone
- consolidamento della leadership in India e nell’area asiatica
- crescita organica in Europa, con focus su Italia e mercati chiave
Dietro questi obiettivi c’è una realtà industriale che oggi produce oltre 3 milioni di auto l’anno e si colloca al nono posto tra i costruttori mondiali. Nata nel 1909 come azienda tessile a Hamamatsu e trasformata in Suzuki Motor Corporation nel 1954, la società ha progressivamente esteso il proprio raggio d’azione fino a diventare uno dei protagonisti globali nei settori auto, moto e fuoribordo.
Il traguardo dei 25 milioni di auto vendute in Giappone sintetizza questa evoluzione: un marchio che ha costruito il proprio successo sulle piccole, ma con una visione sempre più internazionale e una chiara traiettoria verso l’ibrido leggero e l’efficienza diffusa.