Suzuki moto, la strategia elettrica e green fino al 2030

Suzuki Motor Corporation ha delineato la propria strategia di sviluppo al 2030 per il settore moto, tracciando una roadmap che intreccia elettrificazione, efficienza produttiva e neutralità carbonica.
Dalle origini ai piani per il futuro
La storia di Suzuki affonda le radici nel 1909, quando il fondatore Michio Suzuki realizzò ad Hamamatsu un telaio tessile innovativo, progettato per migliorare le condizioni di lavoro della madre tessitrice. Da quella esperienza nel moto alternato dei telai nacque, nel 1952, il primo veicolo a due ruote del marchio: la bicicletta a motore Power Free.
Da allora Suzuki ha costruito la propria crescita su solide competenze meccaniche e su un orientamento costante al cliente, con l’obiettivo di proporre prodotti ricchi di valore e adatti alle esigenze reali di utilizzo.
I tre pilastri della strategia Suzuki al 2030
La nuova strategia di sviluppo fino al 2030 si fonda su tre principi cardine che guidano la visione industriale e di prodotto del marchio:
- Principio di produzione Sho-Sho-Kei-Tan-Bi: più compatto, meno numeroso, più leggero, più contenuto, più ordinato. Un approccio che punta a razionalizzare componenti, processi e risorse.
- Lean Management: gestione snella che enfatizza flessibilità, agilità e spirito di sfida, per reagire rapidamente ai cambiamenti del mercato e alle nuove esigenze di mobilità.
- Principio delle tre realtà: focus sul luogo, sull’oggetto e sulla situazione reali, tralasciando ciò che è impraticabile per concentrarsi su ciò che è concretamente attuabile.
Elettrificazione delle moto: gli obiettivi al 2030
Per il comparto motociclistico, Suzuki conferma un percorso chiaro verso l’elettrificazione, con tempistiche già definite:
- Introduzione della motorizzazione EV nel 2024: i primi modelli elettrici arriveranno nel corso dell’anno fiscale 2024 e saranno destinati principalmente all’uso quotidiano, come spostamenti casa-lavoro, casa-scuola e mobilità individuale urbana.
- Otto modelli elettrici entro il 2030: entro la fine del decennio Suzuki prevede di lanciare otto modelli di moto e scooter a trazione elettrica, con una quota di motorizzazioni EV pari al 25% della propria gamma motociclistica.
- Grandi moto e carburanti a zero emissioni: per le moto di maggiore cilindrata dedicate al tempo libero, la Casa valuta l’adozione di carburanti a zero emissioni come possibile alternativa all’elettrico, nell’ottica di mantenere le prestazioni e il piacere di guida riducendo al contempo l’impatto ambientale.
Neutralità di carbonio: gli obiettivi per aree geografiche
Suzuki ha fissato obiettivi differenziati di neutralità carbonica, in linea con le scadenze definite dai vari governi:
- Giappone ed Europa: neutralità di carbonio entro il 2050.
- India: traguardo fissato al 2070.
La strategia del marchio giapponese punta a raggiungere questi obiettivi in ogni area, ampliando al tempo stesso le opzioni a disposizione dei clienti e adattando prodotti e servizi alle specifiche esigenze dei mercati in cui Suzuki è presente.
Suzuki Smart Factory Creation: la fabbrica del 2030
Per sostenere la trasformazione della propria gamma, Suzuki ha avviato un profondo percorso di evoluzione dei processi produttivi, riunito sotto il progetto Suzuki Smart Factory Creation. L’obiettivo è definire come dovrà essere la produzione nel 2030 per continuare a garantire soluzioni di mobilità a livello globale.
La Casa di Hamamatsu intende combinare il principio Sho-Sho-Kei-Tan-Bi con una spinta decisa verso la digitalizzazione per:
- ottimizzare il flusso di dati, materie ed energia;
- minimizzare sprechi e complessità;
- semplificare processi e catena produttiva.
In questo modo Suzuki punta a diventare una realtà industriale più snella ed efficiente, in linea con l’obiettivo di neutralità delle emissioni di anidride carbonica.
Lo stabilimento di Hamamatsu come laboratorio green
Il cuore della produzione motociclistica Suzuki è lo stabilimento di Hamamatsu, scelto come impianto pilota per l’applicazione concreta della strategia di riduzione delle emissioni.
Le principali linee di intervento riguardano:
- Riduzione dei consumi energetici attraverso l’efficientamento dei processi produttivi.
- Conversione alle energie rinnovabili, con particolare attenzione all’ampliamento degli impianti di produzione di energia solare.
Grazie a queste azioni, l’impianto di Hamamatsu ha anticipato il proprio obiettivo di neutralità carbonica all’anno fiscale 2027, in anticipo rispetto alla precedente scadenza fissata al 2030.
Il know-how maturato in questo sito produttivo verrà progressivamente esteso anche agli altri stabilimenti del gruppo, con l’intento di raggiungere la neutralità delle emissioni di carbonio in tutti gli impianti nazionali giapponesi entro l’anno fiscale 2035.