28 Febbraio 2026

Suzuki rafforza il progetto Clean Ocean con nuovi interventi

Suzuki rafforza il progetto Clean Ocean con nuovi interventi

rinnova e amplia il proprio impegno per la tutela dell’ambiente con l’iniziativa Ocean of Tomorrow: Universal Clean-up Day, che il 12 luglio ha coinvolto la rete mondiale del marchio in una giornata dedicata alla pulizia di spiagge, fiumi e aree costiere.

In Italia, protagonista è stata Torino, sede di Suzuki Italia, dove sono stati organizzati eventi di bonifica come Save the Green e un intervento di pulizia sul fiume Po. Le attività hanno portato alla raccolta complessiva di 250 kg di rifiuti in diverse zone della città, consolidando il ruolo di Suzuki nel più ampio programma globale Suzuki Clean Ocean Project.

Un impegno ambientale che parte da lontano

L’attenzione di Suzuki per la salvaguardia degli ecosistemi marini e fluviali non è recente. Dal 2011, infatti, Suzuki Motor Corporation promuove in tutto il mondo iniziative di pulizia di sponde, coste, spiagge e fondali nell’ambito della campagna Clean-Up the World.

Quest’anno, il 12 luglio, la ricorrenza di Ocean of Tomorrow ha assunto un valore ancora più simbolico, coincidendo con il 60° anniversario della divisione Marine. Per l’occasione oltre 2.800 partecipanti tra dipendenti, filiali e concessionari internazionali si sono mobilitati per interventi coordinati di raccolta rifiuti in numerose aree costiere e fluviali. Un’azione globale che conferma l’impegno condiviso da tutta la rete Suzuki.

Suzuki Clean Ocean Project: tre pilastri per i mari

Nel 2020, in occasione del decennale della campagna Clean-Up the World, Suzuki ha lanciato il Suzuki Clean Ocean Project, programma strutturato su tre direttrici principali che integrano interventi sul campo e innovazione tecnologica.

  • Riduzione degli imballaggi in plastica: attraverso un lavoro continuo di revisione della logistica e dei processi di confezionamento, Suzuki è riuscita a eliminare oltre 52 tonnellate di plastica dagli imballaggi.
  • Adozione del sistema #lavalacqua (Micro Plastic Collector): si tratta di un innovativo sistema di filtraggio integrato nei motori fuoribordo Suzuki, capace di raccogliere microplastiche direttamente durante la navigazione, trasformando ogni uscita in barca in un’azione attiva di tutela dell’ambiente marino.
  • Clean-Up the World campaign: dal 2011 più di 17.000 persone in tutto il mondo hanno preso parte alle attività promosse da Suzuki per rimuovere rifiuti da spiagge, fondali e fiumi. Solo nel 2024 sono state raccolte 17 tonnellate di rifiuti.

Queste azioni rendono il mondo Suzuki Marine un laboratorio diffuso di soluzioni concrete per la protezione degli oceani e dei corsi d’acqua.

Strategia globale: Suzuki Environmental Plan 2025

Le attività del Suzuki Clean Ocean Project si inseriscono nel quadro più ampio del Suzuki Global Environment Charter, il piano che da oltre vent’anni orienta le scelte dell’azienda in materia di sostenibilità.

Attraverso il Suzuki Environmental Plan , il costruttore giapponese mira a ridurre l’impatto ambientale lungo l’intero ciclo di vita dei prodotti e delle attività aziendali: progettazione e produzione di auto, moto e motori fuoribordo, logistica, gestione degli stabilimenti e degli uffici.

Tra i risultati già conseguiti spiccano:

  • -25,4% di emissioni di CO₂ dalle automobili rispetto all’anno fiscale 2010.
  • -14% di emissioni di CO₂ dalle moto e -15% dai motori fuoribordo rispetto all’anno fiscale 2010.
  • -21,6% di emissioni nelle attività produttive rispetto all’anno fiscale 2016, grazie all’introduzione di tecnologie a risparmio energetico e all’installazione di pannelli solari.

Obiettivi e risultati che confermano come la sostenibilità sia integrata nella strategia industriale globale di Suzuki, dal prodotto finito ai processi interni.

Suzuki, oltre un secolo di innovazione

Suzuki Motor Corporation è oggi un costruttore globale di automobili, motocicli e motori fuoribordo, ma le sue radici affondano agli inizi del Novecento.

L’azienda nasce nel 1909 dall’intuizione di Michio Suzuki, che ad Hamamatsu fonda uno stabilimento per la produzione di telai tessili. Nel 1920 il laboratorio Suzuki Loom Works si trasforma in Suzuki Loom Manufacturing Co, segnando la prima evoluzione industriale del marchio.

Nel 1952 arriva la prima bicicletta motorizzata, la Power Free, seguita nel 1954 dal cambio di denominazione in Suzuki Motor Corporation Ltd. L’anno 1955 vede il debutto della prima automobile Suzulight, mentre nel 1965 viene presentato il primo motore fuoribordo, il D55.

Nel 1970 Suzuki introduce il Jimny LJ10, il primo 4×4 del marchio, e nello stesso anno presenta il mini MPV Carry L40V, un veicolo 100% elettrico. Da allora l’azienda ha continuato il proprio percorso di crescita e diversificazione, puntando su tecnologia, affidabilità, design e innovazione.

Oggi questo patrimonio industriale si intreccia con una strategia ambientale strutturata, in cui iniziative come Ocean of Tomorrow e il Suzuki Clean Ocean Project rappresentano un tassello fondamentale verso una mobilità e una nautica sempre più sostenibili.