Targa sostitutiva per il fuoristrada, giorni decisivi in Parlamento
Si avvicina un passaggio cruciale per il mondo del fuoristrada: in Commissione Trasporti alla Camera arriva l’emendamento che potrebbe sbloccare l’uso della targa sostitutiva adesiva nelle manifestazioni sportive, negli allenamenti e nei raduni amatoriali autorizzati. Una modifica al Codice della Strada attesa da anni da piloti, team e organizzatori.
Cosa prevede la modifica al Codice della Strada
L’intervento riguarda l’Articolo 100 del Decreto Legislativo n. 286 del 30 aprile 1992, la norma che disciplina l’uso delle targhe sui veicoli. L’emendamento, sostenuto dalla Federazione Motociclistica Italiana, punta a riconoscere ufficialmente il cosiddetto targhino: una targa sostitutiva, adesiva e autoprodotta, utilizzabile in ambito sportivo.
La proposta sarà discussa dalla IX Commissione (Trasporti) nelle sedute di martedì 18 e mercoledì 19 luglio, nell’ambito del pacchetto di modifiche al Codice della Strada. In caso di approvazione, i motociclisti che praticano fuoristrada potrebbero montare il targhino in luogo della targa originale in occasioni ben definite e regolamentate.
La deroga riguarderebbe infatti solo contesti specifici, all’interno di eventi riconosciuti:
- manifestazioni sportive e gare regolarmente autorizzate
- allenamenti ufficiali organizzati da sodalizi affiliati
- raduni amatoriali approvati dalle competenti federazioni sportive riconosciute dal CONI
- utilizzo limitato al fuoristrada e non alla circolazione ordinaria
Si tratterebbe quindi di un uso strettamente connesso all’attività sportiva, senza modificare gli obblighi previsti per la circolazione su strada aperta al traffico.
Il ruolo della FMI e il lavoro con le istituzioni
La Federazione Motociclistica Italiana rivendica un ruolo centrale nel percorso che ha portato questo emendamento sul tavolo della Commissione. Dopo mesi di confronti tecnici con il Ministero dei Trasporti e con gli uffici competenti, la FMI ritiene di essere vicina a un risultato inseguito da tempo dall’intero settore.
Decisiva, secondo la Federazione, sarebbe stata l’accelerazione dell’ultimo mese, frutto dell’azione della dirigenza guidata dal presidente Giovanni Copioli e della collaborazione con i parlamentari che hanno presentato l’emendamento, gli onorevoli Roger De Menech e Marco Donati.
La linea della FMI è chiara: regolamentare un’esigenza concreta dei praticanti, offrendo al tempo stesso maggiori garanzie alle istituzioni e alle forze dell’ordine. Il targhino diventerebbe così uno strumento riconosciuto dalla legge, inserito in un quadro normativo che ne definisce ambiti e limiti di utilizzo.
Il presidente Copioli sottolinea come la modifica rappresenti un obiettivo di fondamentale importanza per la tutela dei piloti e per il corretto rapporto tra mondo sportivo e pubblica amministrazione. La Federazione conferma inoltre l’impegno a proseguire il dialogo con le istituzioni, qualunque sia l’esito del passaggio in Commissione.
Perché il targhino è così atteso dal fuoristrada
Nel fuoristrada la targa tradizionale rappresenta da sempre un punto critico. Urti, cadute, fango e detriti possono danneggiarla o staccarla del tutto durante gare e allenamenti, con conseguenze non solo economiche ma anche burocratiche. La perdita della targa costringe infatti il proprietario ad affrontare una procedura di reimmatricolazione, con tempi e costi non trascurabili.
La targa sostitutiva adesiva andrebbe a ridurre in modo significativo questo rischio, offrendo una soluzione più pratica e meno esposta ai danni tipici dell’off-road. Secondo la FMI, il nuovo strumento garantirebbe allo stesso tempo le esigenze di identificazione del veicolo e del pilota, mantenendo la tracciabilità del mezzo senza generare nuove immatricolazioni della stessa moto nei registri della Motorizzazione.
Per le forze dell’ordine, la presenza di un targhino utilizzato nei contesti previsti e legato a un pilota tesserato o riconosciuto da una federazione sportiva rappresenterebbe un ulteriore elemento di controllo. Il sistema consentirebbe infatti di distinguere con maggiore chiarezza chi pratica attività regolamentata e autorizzata da chi opera al di fuori dei percorsi ufficiali.
L’attesa del settore è alta, perché il via libera all’emendamento darebbe una risposta concreta a un problema quotidiano per molti appassionati di fuoristrada. La FMI guarda a queste giornate in Commissione come a un possibile punto di svolta, nella speranza di arrivare finalmente a una disciplina chiara e condivisa della targa sostitutiva in ambito sportivo.