Targa sostitutiva per l’off-road: giorni decisivi in Commissione

Si avvicina un passaggio decisivo per il mondo del fuoristrada italiano: in Commissione Trasporti alla Camera è in discussione la modifica all’Articolo 100 del Decreto Legislativo 286/1992, che potrebbe consentire l’uso legale della targa sostitutiva adesiva nelle manifestazioni sportive, negli allenamenti e nei raduni amatoriali autorizzati.

Cosa prevede la modifica al Codice della Strada

La proposta di emendamento, sostenuta dalla , interviene sul quadro normativo che oggi obbliga l’utilizzo esclusivo della targa rigida originale anche in ambito agonistico e durante gli allenamenti su moto immatricolate per uso stradale.

Con la modifica, i praticanti dell’off-road potrebbero impiegare una targa sostitutiva adesiva autoprodotta, il cosiddetto targhino, in luogo della targa tradizionale durante:

  • gare e manifestazioni sportive autorizzate
  • allenamenti ufficiali riconosciuti dalle federazioni
  • raduni ed eventi amatoriali sotto l’egida di federazioni sportive riconosciute dal CONI

L’obiettivo è adeguare la normativa alla pratica reale dell’off-road, dove la targa rigida è spesso esposta a urti, fango e detriti, con un alto rischio di perdita o danneggiamento durante l’attività sportiva.

Il ruolo della FMI e l’iter parlamentare

La Federazione Motociclistica Italiana sottolinea come questo risultato sia il frutto di mesi di lavoro e confronti tecnici con il Ministero dei Trasporti e con gli uffici competenti. L’emendamento approda ora alla IX Commissione (Trasporti), che nelle sedute del 18 e 19 luglio è chiamata a discuterlo insieme ad altre modifiche al Codice della Strada.

L’iniziativa parlamentare porta la firma degli onorevoli Roger De Menech e Marco Donati, entrambi del Partito Democratico, che hanno presentato il testo recependo le istanze avanzate dalla . La Federazione parla di “determinante accelerazione” nelle ultime settimane, segno di un confronto istituzionale che ha trovato terreno favorevole.

Al centro della proposta c’è il riconoscimento della specificità delle discipline fuoristrada, che utilizzano motocicli regolarmente immatricolati anche in contesti non stradali ma comunque soggetti alle norme del Codice. La FMI chiede da tempo una regolamentazione che consenta di conciliare sicurezza, tracciabilità dei veicoli e esigenze pratiche dei piloti.

Tutela dei piloti e garanzie per le forze dell’ordine

Secondo il presidente FMI Giovanni Copioli, la modifica sulla targa sostitutiva è un passaggio atteso da anni e considerato di fondamentale importanza per chi pratica il fuoristrada. L’utilizzo del targhino ridurrebbe in modo significativo il rischio di perdere o rompere la targa originale, evento che comporta oggi procedure di reimmatricolazione lunghe e costose.

Dal punto di vista dei controlli, la previsione di una targa sostitutiva legata ad atleti e moto riconosciuti dalla federazione offre anche un vantaggio alle forze dell’ordine: l’utilizzatore del targhino sarebbe identificabile come tesserato di una federazione sportiva, mentre il numero di targa originale resterebbe univoco nei registri della motorizzazione, evitando immatricolazioni multiple dello stesso veicolo.

La FMI ribadisce la propria volontà di proseguire il dialogo con le istituzioni anche oltre questo passaggio parlamentare, con l’obiettivo di tutelare i diritti e le esigenze specifiche dei motociclisti, in particolare di chi frequenta piste e tracciati off-road in un quadro regolamentato.

Se la modifica verrà approvata, per il settore del fuoristrada italiano si aprirebbe uno scenario , con regole più aderenti alla pratica sportiva e maggiore certezza normativa per piloti, organizzatori e organi di controllo.