Targa sostitutiva per uso sportivo: giorni decisivi in Parlamento
Potrebbero essere giorni decisivi per l’introduzione ufficiale della targa sostitutiva sulle moto da fuoristrada impegnate in gare, allenamenti e raduni. In Commissione Trasporti alla Camera è infatti in discussione un emendamento che punta a modificare l’Articolo 100 del Decreto Legislativo 286/1992, tema seguito da mesi con particolare attenzione dalla Federazione Motociclistica Italiana.
La modifica al Codice e il ruolo della FMI
Dopo un lungo confronto con il Ministero dei Trasporti e gli uffici competenti, la FMI ritiene di essere vicina all’obiettivo di rendere legale l’uso del cosiddetto targhino, ovvero una targa sostitutiva per uso sportivo. La proposta di modifica è frutto di un lavoro portato avanti dalla dirigenza federale, in particolare dal presidente Giovanni Copioli, e trova sponda in Parlamento grazie agli emendamenti presentati dagli onorevoli Roger De Menech e Marco Donati.
La IX Commissione Trasporti discuterà la proposta nel quadro più ampio delle revisioni al Codice della Strada. Se approvata, la modifica consentirebbe finalmente di utilizzare una targa adesiva sostitutiva autoprodotta in un contesto regolato, alleggerendo i vincoli oggi imposti ai motociclisti fuoristrada che prendono parte ad attività sportive ufficiali.
Come funzionerebbe la targa sostitutiva
Il cuore dell’emendamento è la possibilità, per chi pratica offroad, di montare un targhino adesivo al posto della targa originale durante specifiche attività. La misura riguarderebbe:
- gare e manifestazioni sportive regolarmente autorizzate
- allenamenti organizzati sotto l’egida di federazioni riconosciute dal CONI
- raduni amatoriali formalmente autorizzati
- moto e piloti inseriti nei registri federali
- utilizzo limitato alle attività sportive, con conservazione della targa originale
In pratica, nei contesti sportivi regolamentati non sarebbe più necessario esporre la targa rigida ufficiale, con tutti i rischi di rottura o smarrimento legati all’uso in fuoristrada. Il targhino adesivo verrebbe invece utilizzato come riferimento identificativo, mantenendo una chiara tracciabilità del mezzo e del pilota.
Vantaggi per piloti e forze dell’ordine
Per la FMI si tratta di una modifica attesa da anni, ritenuta di fondamentale importanza per chi pratica motociclismo fuoristrada. L’uso di una targa sostitutiva ridurrebbe in modo drastico i casi di perdita o danneggiamento della targa originale, eventi che oggi costringono a costose e lunghe procedure di reimmatricolazione.
Dal punto di vista delle forze dell’ordine, la novità offrirebbe uno strumento di controllo più preciso: chi utilizza il targhino sarebbe infatti identificabile come atleta o partecipante riconosciuto da una federazione sportiva, con attività inserite in un contesto autorizzato e tracciato. Allo stesso tempo, l’adozione della targa sostitutiva eviterebbe la proliferazione di nuove immatricolazioni per la stessa moto, mantenendo pulito e coerente il registro della Motorizzazione.
La Federazione auspica che il percorso parlamentare si chiuda rapidamente in modo positivo, coronando mesi di interlocuzioni istituzionali. In ogni caso, la FMI ribadisce la volontà di proseguire il dialogo con le autorità competenti per tutelare i diritti dei motociclisti e garantire un quadro normativo più aderente alle reali esigenze del mondo sportivo e amatoriale.